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lunedì 18 marzo 2013

Il mio primo ravanello ed altri animali



Adorati tre lettori, arieccomi per il mio tredicesimo eccitante mese di vita.(sono quasi 14, ma sono molto occupata).
Essendo ormai una Squatter grande, donna di mondo, vorrei sperimentare il monologo per celebrare i miei numerosissimi progressi di tredicimesenne.

L'intervista mi da' un senso di chiusura che non mi permette di esprimere appieno il mio vero Se'.

Comunque, dicevamo, ormai ricopro numerosi e brillanti ruoli in questa famiglia di debosciati. Cominciamo con il primo: cane da riporto.

La mamma ed il papa' mi mandano l'uno all'altro tipo corriere della droga con le loro scarpe, la spugnetta per i piatti, le calze, la biancheria pulita. A volte mi sbaglio e nella confusione ciuccio i lacci delle Timberland  di papa' (sara' mica un panozzo che ha le Timberland?) ma tutto sommato me la cavo piuttosto bene.

Secondo: cartomante apprendista: mia madre adesso legge Jung, studia, fa, triga, e ogni mattina estraiamo assieme il "Tarocco del giorno", che poi lei si studia. A volte chiamiamo papa' in ufficio con skype ed in video gli leggiamo le carte. Lui e' ne e' molto felice.  Purtroppo ho rotto la Morte, ed e' stata aggiustata con il washi tape a fiorellini, ma mamma dice che le toglie un po' di carisma.

E proseguiamo con...

onnivora: apparentemente, ora posso mangiare la verdura cruda. Amo il ravanello e anche le chips di cavolo verde riccio al forno, peccato che ora io pensi che anche le foglie secche per terra siano chips di cavolo e cerchi di ingoiarle  a manate. Papa' dice che finche' non ingollo cacche di cane e' tutta salute.

PR: con gran scorno dei debosciati di cui sopra dico "Hi" e "Bye" invece di "ciao". L'unico problema e' la mia  velocita' di risposta ai saluti degli estranei. Prima che risponda possono passare anche 5-10 minuti, ed e' un problema.  Passo per una cafoncella invece che per la deliziosa fanciulla che sono.

femmina: su questo c'e' ancora dibattito. L'altro giorno ero in versione "delirio rosa" con la mamma e un tipo mi guarda e mi fa: "Hi, good boy". E va beh.

bambina piu' meravigliosa del mondo: ho scoperto me stessa in foto e nello specchio. Sono uno schianto, mi adoro tantissimo. Quando sono su skype la nonna mi manda delle foto con me stessa come soggetto cosi' rido deliziata invece di avere il muso a "grande embeh".

coraggiosa pioniera: papa' ci ha portate in gita a Baltimora, facendoci attraversare un quartiere in semirovina per mangiare i granchi. Poi dopo giorni e giorni fa alla mamma: ah, ma tranquilla, Baltimora adesso non e' piu' la citta' piu' pericolosa degli USA.
La dramamamma ha avuto un piccolo mancamento. Io dall'emozione non ho neanche poppato.

Infine, il tasto dolente e cioe' i miei vecchi: mamma ha l'inconscio scatenato siccome continua a sognare che deve prendere in affitto case, ha un po' di tachicardia quando mi lascia alla babysitter che si chiama come la sirenetta, dice brutte parole mentre completa la mia application per la scuoletta a settembre  (48 pagine) e mentre fa la finanza creativa a' la Tremonti per pagare le tasse. Papa' lavora, va in palestra e fa insalate con il pompelmo rosa.

Se posso dire, Timberland+pompelmo rosa=anni 80 pieni. Li chiamero' matusa.

mercoledì 16 gennaio 2013

13!


Eppur  ci siamo.
Personalmente sono priva di buoni propositi, se non portare la Squatter-cuor di leone-cozza viva al suo secondo anno di eta', guardare il Pucciu in faccia e non dirgli: "e tu chi sei bel giovane?", conservare uno straccio di romanticismo.

Ah, no un proposito ce l'ho: bere di piu' che qui la tettomane ci da' dentro  e mi devo moderare, e mi sogno due bicchieri a cena.

Insomma.

A Natale mi sono presentata ad un prozio del Pucciu con le tette di fuori senza accorgermene, ma comunque tutto bene.Cara grazia che allatto ancora quindi qualcosa da mostrare c'e', e che per fortunata combinazione indossavo un reggiseno umano, epoca pre allattamento. Avevo persino del pizzo, dico solo questo.

Per la cena della Vigilia di Natale mia madre ha dato forfait, dichiarando il 38.5 di febbre. In due le abbiamo chiesto di mostrarci la prova provata del termometro, che non e' che ci si puo' tirare indietro cosi', senza la giustifica. La Squatter ha dato spettacolo mangiando anche le gambe dei tavoli finche' la tetta - ancora lei, il 2012 e' stato l'anno della tetta- l'ha abbattuta a tradimento.

Il 2012 si e' chiuso bene, con il capodanno in famiglia rallegrato da una competizione culinaria tra il Pucciu e mio cognato, detti "lento" e "piu' lento". La sfida era combinare farina di castagne, ricotta, acciughe e smarties in un antipasto, senza conoscere gli ingredienti in precedenza e con un'ora di tempo. Oh, ce l'hanno fatta, e sono stati votati da giudici inflessibili con tanto di palette.  Abbiamo pure fatto i fuochi d'artificio, scoprendo di avere una sorella piromane e che Baldissero e' probabilmente la capitale d'Italia dei botti.

I primi giorni del 2013 ci hanno visto tutti e tre -che se no voliamo separati come la royal family- sullo stesso volo. Bellissimo. Il Pucciu beveva tutti gli alcolici offerti dalle hostess Lufthansa, si sara' immedesimato troppo con quella beona che era la regina madre? Go figure...) e si abbioccava ogni due per tre. La Squatter attaccata alla tetta -ah,il 2013 sara' l'anno della tetta- ci dava dentro pure lei rifiutandosi peraltro di scozzarsi da me se non per brevi periodi.

E il Pucciu si stupiva che non dormivo ed ero pure un po'nervosetta.

Gli USA ci hanno accolto con una violenta epidemia di influenza, e non avendo vaccinato io la Squatter, ora la pago evitando luoghi pubblici con bambini sbauscianti e tossicchianti. Siamo delle paria.

Ma al 16 gennaio abbiamo una pasta madre in incubatrice, un sofrito di pollo fatto, la casa in uno stato decente, panni puliti, e ancora un annetto  e mezzo di sicurezza lavorativa qui.

Direi che il 2013 l'abbiamo risolto.  Che si fa per il Capodanno 2014?

lunedì 17 dicembre 2012

Due o tre cose

Arrivata in Europa con la Squatter party-girl tatuata addosso, che durante il lungo volo, invece di dormire faceva gli occhi dolci ai maschi possessori di Mac, oltre a sfidarsi a versetti e manate con la bambina Elsa vicina di posto. Abbiamo invece disperso la rompipalle bambina Lidia che mi consigliava (6 anni) come educare il mio"little angel"-peraltro Lidia e' una fascista come stile educativo.

E poi, "little angel" a chi?

A Francoforte (ma anche a Torino) ero la piu' stracciona di tutti, insaccata nei jeans, con la tetta di fuori  usata a mo' di tappo appena la belva urlava, e gli Ugg. Gli Ugg fanno cacare, lo so, ma sono delle ciabatte. Per rifarmi ho comprato il profumo al duty free ed un carissimo panino al salmone e rafano. La bambina ha assaggiato il panino, autosvezzamento ok, ma il rafano e' un po' estremo.

E ora, il tourbillon famiglia-amici- magnate-telefonate. La Squatter va a dormire tardissimo e si sveglia elegantissima nel suo pigiamino, pure pettinata con la riga da una parte, sorridente benche' piena di pipi' fino alle orecchie. Io sembro una pazza.

Rientrare in famiglia vuol dire anche ripiombare in tragicomici psicodrammi, come la perdita di chiavi della macchina, incolpamenti, colpi di scena, tentativi di scassinamento della macchina stessa  - telecomandati da esperto di scassinamenti - con compartecipazione dei vicini di casa, un coso per misurare la pressione e una gruccia di fil di ferro. Il buono della situazione e' stato darsi la licenza di bere alle 5 del pomeriggio. Il jet lag da' una certa flessibilita'.

Mia sorella sostiene che la bambina abbia detto "gufo" ed estorce dichiarazioni sulla precocita' della Squatter. Fa gin tonic come se piovesse.

L'altra mia sorella rifila l'I Pod alla belva dichiarando: me l'ha chiesto lei! e la belva balla al ritmo di Springsteen

Il Pucciu a Chicago va a conferenze, dorme, lamentandosi pure che "non e' piu' abituato', cena fuori in prestigiosi ristoranti.

Mia madre ha fatto ascoltare il Pulcino Pio (che avevamo miracolosamente scampato) ad una Squatter mesmerizzata.

Che dire. Un affettuoso delirio.

lunedì 17 settembre 2012

Un bel week end: il Pucciu e la Squatter non sono stati divorati dai cerbiatti

Un post di banalissimi cavoli nostri. Io ve l'avevo detto, eh.

Il week end e' cominciato cosi': mia sorella ed il suo compagno sono passati a trovarci prima di proseguire per la molto ma molto piu' cool Seattle. La Squatter apparentemente li ha riconosciuti - forse perche' mia sorella tempo prima su Skype l'aveva minacciata: Squatter se quando mi vedi piangi io ti ammazzo.

Siamo una famiglia modello.

La Squatter per non saper ne' leggere ne' scrivere si e' parecchio sovreccitata, ululando di gioia per tutto il week end, mangiando come un lupo, consumando pannolini con un'allegria e una puzza tutte nuove e regalandoci notti impagabili.  Ah, ha cominciato a sputare i farmaci omeopatici per i dentini, troviamo palline ovunque, Il Pucciu le calcia e impreca.

Squatter a parte, abbiamo fatto il brunch qui, alla Levi's ci siamo fatte misurare le curve  da un ragazzino di eta' apparente 12 anni, scoprendo che comprare i Levi's e' un'operazione complessissima. Decidere di trasferirmi negli USA e' stato piu' facile.

Abbiamo cucinato i pettini di mare che Ramsay nella sua Hell's Kitchen tira in testa ai partecipanti - e abbiamo votato la performance culinaria del Pucciu, ma la Squatter faceva Ramsay e dunque non sappiamo se sia stato eliminato o meno.

Abbiamo grigliato sul balcone con vista su officina/palestra di boxe dei vicini Latinos, mangiato quasi un kg di tortilla chips, festeggiato un compleanno, ed infine il compagno di mia sorella e il Pucciu si sono fatti inseguire da stuoli di cerbiatti in un parco locale, tanto che la gente in macchina si fermava a chiedere: ma che gli avete dato che vi seguono cosi'? 

Deve essere il naturale afrore del maschio italiano. O la Squatter appesa come succosa esca nel marsupio del Pucciu.  Non lo sapremo mai.

Ah, e mani di fata in acido ha prodotto questo cappellino per la stagione Autunno/inverno 2012, 2013, 2014 e mi butto via, secondo me pure 2015. Se e' fortunata lo mette il primo giorno delle elementari.

giovedì 23 agosto 2012

La droga e' la risposta

Presa qui
 Reduce dalla gita su Valentina II, con una squatter iperattiva, detta anche Highlander per la sua resistenza all'addormentamento, ho capito che una sola cosa poteva salvarmi in un viaggio lungo circa una ventina di ore: la droga.

E dunque,  armata di rimedio omeopatico per  - e qui cito: "bambini iperattivi o irrequieti, ma in sè allegri e pacifici",  e di tanta speranza ci apprestiamo al viaggione di mille mila miglia per tornare al paesello dall'amato Pucciu, padre e marito ormai solo soletto da un mese.

Ora, non amo spostarmi. Teletrasportatemi ovunque, dissolvetemi e ricomponetemi, ma ora di spostarmi  mi attacco alle tende e miagolo la mia ansia e disperazione. Con poppante al seguito, poi, il dramma diventa serio ed il viaggio epico. Ah, di solito il tutto e' preceduto da conversazione con il Pucciu di persona o su Skype, in cui io gli dico cosa fare se l'aereo dovesse cadere.

Mia sorella, che a questo giro ha ascoltato la conversazione su skype, chiosa poi con un  "ma credevo lasciassi tutto a noi!"

Anyway, droga o non droga,  e' andata bene: e' bastato buttare globuli omeopatici in bocca alla squatter appena si distraeva un secondo, buttarla per terra in aeroporto a Francoforte su un vecchio pareo di mia mamma facendola strisciare in ogni dove, lasciarla ciucciare i magazine Lufthtansa, cambiarla n. volte nel bagno dell'aereo, attivita' che le piace molto non sapendo che rischiava di  cadere nella tazza del wc e poi di farsi circa 10.000 m. di volo planando in Irlanda - perche' e' cosi' che succede, no?

Alla fine la poppante  ha pure riconosciuto suo padre all'aeroporto, ed ora - dopo immersioni italiane nella socialita' con amici, amiche, parenti, vacanze etc, siamo tornate alla normalita' del paesello.

Quiete e solitudine.

Aiuto.

lunedì 20 agosto 2012

La vigilia - sottotitolo: ma perche'?



L'idea nasce nel bar dell'aperitivo preferito dalla squatter, ai Murazzi, che se si fanno le proporzioni dovute, in sei mesi di vita e' stata piu' lei ai Murazzi di me in 35, 36, che dico, 29 anni.

Pur non essendo ubriaca propongo alla famiglia intera di fare il giro sul bateau mouche de noartri, proprio il giorno prima della partenza, immaginando fresco venticello tra i capelli, squatter assolutamente incantata dal fiume, rilassata, e pronta poi la partenza alle ore buie del mattino dopo.
Pigliamo Valentina II e via si va lentissimi sul Po, ovviamente con un caldo boia.  Fiduciosamente seduti a prua, siamo vicini a una coppia di nonni disfunzionali con nipotine: una overachiever (ascolta la spiegazione turistica in spagnolo) e una chiaramente esibizionista che si tira su la gonnellina ogni 3 secondi, beccandosi delle gran patele dai nonni.

Non siamo neanche al Valentino che la situazione comincia  a precipitare:

- la squatter  scopre gli spinotti a cui si agganciano le cuffie del pipponcello turistico e con uno strano "arf arf" si tira su in piedi e li ciuccia e/o stacca tutti circa 700 volte

- la piccola esibizionista non demorde, la nonna molla sberle

- mia madre cerca di tenere la squatter che rigurgita - siamo tutti sudatissimi e senza bavagliolini

- scopriamo l'esistenza dell'aria condizionata, abbassata dal nonno di cui sopra, che non vuole che la si alzi, si gira e la alziamo di nascosto, i compagni di prua omertosi ci coprono

- la squatter ha caldo/fame/si e' rotta le balle, mia sorella la passeggia, su e giu' per il battello, la squatter fa ciao ciao con la manina, nessuno la caga, nel dubbio rigurgita di nuovo

- i nonni scendono, i compagni di prua fanno una ola

- la squatter gattona sulla prua, punta al cellulare di una signora, bloccata in tempo ciuccia la borsa di mia sorella

- un signore di Detroit fa foto alla squatter, scopre che e' una connazionale, ci mandera' le foto - parliamo di orti urbani

- a una delle mie sorelle viene il mal di pancia, suda freddo

Scendiamo dopo un'ora e venti, la squatter isterica, noi provatissime.

Ovviamente lo rifaremo. 

giovedì 12 aprile 2012

La grande saga della squatter 2. Scambi di pazienti e crabcakes

Immagine presa qui


Sapevatelo: qui negli USA dopo un parto ti tengono in ospedale due giorni, a meno che sia un cesareo, poi tanti saluti e tutti a casa. Quando ti dimettono ti viene da piangere, perche' diciamocelo, solo allora una capisce che son tutti affaracci tuoi da ora in poi, per l'eternita'.

Comunque sia, sono dotata di buona pellaccia, per cui mia sorella, calata qui al paesello per il parto ha capito che tanto male non stavo quando poche ore dopo le tre ore di spinta, dopo l'epidurale, attaccata alle flebo ,ordinavo allegramente una bella cena a base di crabcakes fritte e torta al doppio cioccolato alla cucina dell'ospedale. Forse per consolarmi del fallito piano di parto tutto naturale, no epidurale, no punti, no nulla.

Da qualche parte ho letto: "Gli uomini programmano e gli dei ridono." Se tanto mi da' tanto, i "miei" dei ridono ancora adesso, a crepapelle.

Aggiungiamo anche che una mia cugina, arrivata per il parto, per via dello squattamento della squatter e' ripartita senza vederla. Tipo che lei aveva l'aereo verso le 12 e la squatter e' nata alle 13. Roba da chiederci i danni.

Dopo un giorno e mezzo in ospedale, costantemente bombardata di visite di medici, infermiere e di informazioni, dopo aver imparato almeno 7 modi diversi di fare lo swaddling e aver depredato le cucine dell'ospedale, eravamo quasi pronti alle dimissioni, quando mi reco in bagno. Sento la porta della stanza che si apre e una dottoressa guarda mia sorella - quella figa, ben vestita, pettinata e truccata che si leggeva il giornale in santa pace e le fa:

"Ma sei la paziente!? You look fantastic!!!"

E te credo.

A quel punto entro in scena io dal bagno, gonfia, chiaramente bisognosa di una doccia, praticamente l'anello di congiunzione tra un rinoceronte e un essere umano e la tipa mi fa, dopo un attimo di esitazione, "you too look fantastic!". Cornuta e mazziata, come si suol dire.

La squatter intanto dormiva, ignara degli psicodrammi familiari.
Il Pucciu invece a casa si stappava una birra per celebrare l'arrivo della teppista.

mercoledì 12 ottobre 2011

Kleenex e Karma

Allora, tra un viaggetto a Philadelphia, lo studio dei puritani e degli shakers, le imprecazioni del pucciu sugli studenti che non studiano, succede che la vita prenda svolte dolorose. E allora mi dico, che - se crediamo al karma - in fondo me lo sono scelto, e va bene cosi'.

A parte che quando ho scelto, mi vien da dire, l'anima mia era ubriaca? distratta? o puramente cazzona? Non mi sono tanto accorta - ne' io ne' la mia famiglia - che forse per il 2011 siamo andate in overbooking di karma, mescolando molta gioia e anche molto dolore.

E certe situazioni mi sembrano irreali e mi chiedo se e' la mia vita o cosa, ma tanto anche la panza ogni tanto mi sembra irreale e pure quando mi vedo la fede al dito mi sembra irreale. E penso, e che c*zzo, ma che vita pensavo di condurre se mi sembrano irreali cose in fondo normali?

Penso una vita da ricca filantropa viaggiatrice, ecco quello, non mi sembrerebbe irreale.

Purtroppo il karma doveva scontrarsi contro un oggetto tipico della cultura americana, la maledetta, orribile, marmorizzata scatola di cartone con i Kleenex dentro. Quelli spessore velo, quelli che se non ne prendi 57 assieme ti trovi le dita piene di moccio.

Io li odio.

Ma qui negli States sono dappertutto: dal medico, in universita', a casa della gente. A me i Kleenex marmorizzati fanno venire in mente donne in tutona da ginnastica, accasciate sul divano che guardano piangendo e soffiandosi il naso (nei Kleenex) le telenovele brasiliane, quelle con Sonia Braga.

Magari siamo state tutte quelle donne, una volta nella vita, ma sia l'ultima cosa che faccio, piuttosto mi soffio il naso nella manica del tutone.

Comunque sia, mentre leggevo nello studio del medico la mitica "Best breastfeeding issue ever" di non so quale terrificante magazine tutto incentrato sulla gravidanza - cara grazia che sono solo 9 mesi, con tutta la carta che producono su 'sto tema - entra la dottoressa, informata del fatto luttuoso, che pero' mi tocca raccontare e dunque, la voce si rompe.

Si rompe un po' di piu' finche' con la coda dell'occhio non vedo la dottoressa che prontamente afferra la stramaledetta scatola di Kleenex. Al rallentatore me la avvicina, ed io capisco che sono ad un bivio.

Insomma, tocchera' piangere, e poi andare avanti con un po' di grazia e dolcezza, grazie all'affetto che ci circonda, agli abbracci del Pucciu, e anche a qualche poderoso calcio della cazzuta squatter aka "la tarantolata", ma per Dio, non mi lascero' dietro una scia di Kleenex ciancicati.

sabato 20 marzo 2010

Niente e' cambiato, tutto e' cambiato ?

Torno solo io a scrivere - boato nel web - poiche' l'ineffabile Pucciu cazzeggia su Facebook ed e' contento cosi'. Notare che sul suo profilo di FB nel suo status "relationship" io non risulto, dunque forse non stiamo piu' insieme ma io non me ne sono accorta.

Siamo sempre cool, questo sia chiaro. Dopo aver profuso la nostra coolness a Gerusalemme, ci siamo degnati di ritornare alla base nella nostra bella Torino, dove viviamo in una casa sul fiume - che pero' non e' una palafitta.

Vogliamo parlare del fatto che il 4 di ottobre facevamo un picnic in spiaggia a Tel Aviv e a fine ottobre ci aggiravamo a Torino imbaccuccati come degli esquimesi, con il Pucciu che mi guardava e diceva: Te lo dico adesso, guarda che tu [abituata ai 30 gradi degli ultimi otto mesi] questo inverno non lo passi viva?

per farla breve, la situazione attuale di noi femministi e' questa: abbiamo avuto il grandissimo c*lo di trovare una casina a Torino, ho avuto lo stragrandissimo c*lo di trovare un lavoro, mentre il Pucciu scrive la sua tesi di dottorato, traduce cose e si occupa di tutto il resto: cucina, casa, rapporti amichevoli con i contadini del mercato dei contadini sotto casa, rapporti amichevoli con le vecchiette che gli danno ricette di cucina, rapporti amichevoli con i nostri amici e famiglie.

A cosa servo io? A fare l'affascinante rompiballe, al solito.

A tempo perso mi lamento dell'Italia, di Torino, della politica, del tempo, della decadenza dei valori, del consumismo sfrenato, del pressapochismo dilagante.

Ah, mi manca il lavoro di Cincinnati, la casa di Cincinnati, ma anche il lavoro di Gerusalemme, la casa di Gerusalemme, il clima di Gerusalemme, il fascino di Gerusalemme, gli amici di Cincinnati e Gerusalemme.

Non mi mancano gli scarrafoni di Gerusalemme. E non mi mancano gli amici di Torino, che sono sempre il meglio e per fortuna li vedo spesso.

Il Pucciu ora e' a Cincinnati, studia la sua kabbala e fa cose e vede gente. Per due mesi.

Io aspetto la primavera, che qui pare ancora inverno: quando ci sara' il sole mettero' un gelsomino sul terrazzino, spolverero' il narghile' e mi faro' un cocktail al rhum.

giovedì 6 agosto 2009

"Il Cinese" e Natasha sul Monte degli Ulivi

In questi mesi di silenzio sono successe alcune cose. Per esempio, mia sorella giovane e bella e' venuta a trovarmi a Gerusalemme, e dunque l'ho portata un po' in giro a visitare la citta'. Abbigliata in modo consono, che' ebreo, druso, musulmano, l'uomo mediterraneo sempre malandrino e'. E mia sorella non la devono guardare. Minchia.

E allora, sudate perche' coperte e sempre vestite uguali, ci siamo arrampicate sul Monte degli Ulivi, incontrando giapponesi in formissima che praticamente correvano in discesa.


Allora, il Monte degli Ulivi dovrebbe almeno ricordarvi un paio di cosette: Gesu' e Getsemani. e questi sono gli ulivi del Getsemani che ho doverosamente fotografato.



Tra le varie chiese cristiane di varie denominazioni c'e' la Chiesa di Maria Maddalena, che e' russa ortodossa. Mentre impedivo a mia sorella di depredare di fiori il parchetto intorno alla Chiesa, leggiamo sulla guida che c'e' anche un monastero di suore russe ortodosse.




E mia sorella: "ma sai nel libro "Il Cinese" (di Mankell) c'e' uno che dice che tutte le russe lui le chiama Natasha"
ed io " eh beh,ma che razzista! pensa anche qui in Israele le donne russe trafficate le chiamano tutte Natasha e bla - pippone femminsta - bla bla"

Allora esce dal convento una suora, poi un'altra e un urletto di una suora che ne chiama un'altra infrange il silenzio: Natashaaaaaaaaaaaaaa.

So long al mio momento di critica degli stereotipi.

giovedì 29 gennaio 2009

Lagnans d'amour

Il fidanzato esule a Gerusalemme vive da un paio di settimane in una comune popolata da uomini barbuti e da donne a suo dire inguardabili (e certo!).

I giovani barbuti, dopo i gruppi di studio socialisti, chiedono a lui le definizioni delle parole crociate- in ebraico. Lui per ripicca gli ammanisce le sue melanzane alla parmigiana per la cena di Shabbat.

Si lagna di una cena a base di cereali. Non avvicinate i cereali al Pucciu! Si contorcerà come un verme e ve lo rinfaccerà per tutta la vita. I miei esperimenti con la quinoa sono stati tutti bocciati in quanto troppo simili alla segatura.

Comunque, da domenica sarà nella nostra nuova magione, dove lo raggiungerò l'otto febbraio. Sta già pensando a come accogliermi. Io spero solo di scendere all'indirizzo giusto di casa, sapete com'è. La mia immaginazione da orfanella mi vede vestita troppo leggera - il pucciu dice che fa caldo, ed io non mi fido!- abbandonata in mezzo alla tangenziale di Gerusalemme. Per il resto, che sia al solito: fragole e champagne, cuori giganti e lui vestito solo del suo fascino.

Poi, per non farci mancare nulla, abbiamo litigato a distanza come dei folli. Va bene la tecnologia, ma la chat di FB ha rischiato di mandare all'aria ciò che trasferimenti all'estero, distanza, una famiglia di sole donne, sfoghi allergici, stati di ebbrezza ripetuti e notti in posti pidocchiosi non avevano neppure scalfito.

Mia madre con la scusa: "se io lo attacco tu poi lo difendi!" (sottile, eh!) ha persino preso le difese del Pucciu mentre sproloquiavo e tiravo oggetti. La verità è che una mia rinuncia alla partenza avrebbe gettato la mamma e sorella nel panico più nero.
Infatti la sera, mentre sono a letto mia sorella prende le misure della stanza sostenendo: "ecco dove hai la testa adesso ci sarà il mio angolo cottura".


Infine, io resisto a mio nonno che si lagna giustamente della Chiesa cattolica e di sui esponenti, ed inoltre vuole a tutti i costi convincermi a diventare atea. Ora, già ho una personale minimale dottrina religiosa fatta di tre dogmi tre, proprio ora che vado a Gerusalemme, dove per sistemare il
ginepraio di rivendicazioni sulla città si era persino proposto di attribuirne la sovranità a Dio, dovrei diventare atea?

Eppure insiste. Sarebbe indelicato fargli presente che sentendo avvicinarsi il tramonto il mio bisnonno- suo padre- cominciò ad andare in chiesa, just in case?

lunedì 27 ottobre 2008

Di probabile trapianto di fegato, galline nude e mini cicisbei

Quando il venerdì sera si cena alle undici e mezza di sera con porcini, lardo e una bottiglia di Barolo del 1995, si capisce che il resto del week end non potrà essere normale, causa presenza di amico cuoco americano che ha una insana passione per il lardo ed il barolo.

Ho visto cose. Porno.

Inermi galline tutte nude, appese per le zampine in una posa sadomaso e ripetutamente fotografate da perversi visitatori di Terra Madre e Salone del Gusto.

E poi:

Un bambino figlio del panettiere - evidentemente posseduto dallo spirito indomito di una tota (=signorina) piemontese - che mi ha gentilmente servito.

io: “Vorrei questi tre panini, per favore”
lui: “Oh signora ma questo è il suo pranzo?”
io: “no” (fatti i ca..i tuoi!)
lui: “e che cosa mangia a pranzo? Uno yogurt, eh?”
io: “No! tournedos à la Rossini e soufflé au fromage (bambino, lo yogurt te lo mangi tu a merenda, dammi i maledetti panini!)


Poi va beh, presa dall’entusiasmo per il principio “spesa a km zero” l’ho esteso alla mia capigliatura.
Infatti mi sono tagliata i capelli da sola. Anzi, no, mia sorella mi ha aiutato. Ha una certa esperienza, infatti li taglia da quando ha cinque anni. Al Cicciobello ed anche all’altra mia sorella mentre dormiva. Stranamente mia madre non ha mai approvato.
“Marta, me li tagli dietro che non vedo?
“Si, ma sto uscendo”
Ed a occhi semichiusi, mentre si trucca dà una bella sforbiciata.
Devo dire che sono venuti pure bene.

mercoledì 1 ottobre 2008

Generazione 1922

Nella sua concezione del mondo ci sono uomini e pigmei, ometti. Non ha una visione per nulla gender sensitive. niente donne e pigmee. Ammira solo le vedove che prendono in mano il business dei mariti e hanno più successo di loro.

Lamentandosi di non essere un vecchio macilento "ma nonno, quelli non mangiano, sono malati!" ha perso i maledetti due kg che io non mi leverò mai da dosso.

Ha un medico che lo tiene così bene che seppure abbia 86 anni credo (e spero) che possa tirare almeno ai 120.

Disquisisce sulla crisi finanziaria degli USA, sui giovani d'oggi e sui problemi di integrazione degli immigrati. Donne sconosciute lo fermano e lo baciano. Giuro.
Quando gli ho detto di cercare di accasarsi con una ricchissima 96enne ha detto che lui le vecchie non le vuole. Per inciso, lei si è trovata un fidanzato.

Di carattere ribelle, a otto anni in pieno fascismo contraddisse la maestra di campagna che sosteneva che sotto il fascismo ci fosse la libertà di parola. "Perchè io ero già un ribelle, sin da piccolo!" " e va beh, ma tuo padre era socialista, magari quelle idee giravano in casa..." "No no io ero già così di mio!"

A volte mi dà speranza pensare di discendere da questo affascinante e insopportabile uomo, a volte mi fa sentire carne morta.

venerdì 21 dicembre 2007

Murata viva

Allora, dopo il terzo giorno che riuscivo solo a sibilare e non a parlare, due giorni fa chiamiamo il nostro bel dottore. Amico di famiglia, ci conosce fin da piccole, lo amiamo perchè ci dice sempre che in fondo non abbiamo niente, ed è contrario a medicine e vaccini.Una vera pacchia.

Quando due anni fa gli comunicai che per essere ammessa negli States dovevo fare la trivalente, si scazzò. "ma non la fare!" "non posso, o mi fai una dichiarazione falsa che l'ho già fatta o la devo fare". Alla fine la feci, in sala d'attesa con bambini frignanti e mamme che mi indicavano: "vedi come è brava la signorina che non piange?". Son soddisfazioni.

Ma due giorni fa la mia speranza che mi dicesse che non avevo nulla è naufragata.
"hu, hai una brutta laringite e anche una tracheite, che ghiandole gonfie, ti fa male qui? (cazzo sì!!) e qui (pure!!)? Guarda, prendi cortisone e antibiotici e non uscire di casa"
Insomma, da dodici giorni a Torino, il 90% dei giorni sono stata murata viva. e quando mi dicono cortisone e antibiotici mi viene sempre da piangere. Faccio biscotti natalizi che mia sorella regala ai suoi compagni di scuola spacciandoli come fatti da lei, leggo -roba femminista- faccio le pulizie i casa e assisto mia mamma, elfo di Babbo incazzoso che smadonna facendo i pacchi di Natale.

A Natale starò meglio, dice il dottore, giusto in tempo per arginare le prozie arzille ultrasettentenni quando si avventeranno sullo champagne al pranzo di Natale, o per placcare mio nonno che di solito se ne vuol tornare a casa sua ancora prima di mangiare il panettone.
E dulcis in fundo, lasciandoci un po' sorpresi e sbaccaliti (=storditi, che il Pucciu dice che sbaccalito non si dice) si prospetta la meta futura dell'autunno prossimo. SASPENSE!!!