Un post di banalissimi cavoli nostri. Io ve l'avevo detto, eh.
Il week end e' cominciato cosi': mia sorella ed il suo compagno sono passati a trovarci prima di proseguire per la molto ma molto piu' cool Seattle. La Squatter apparentemente li ha riconosciuti - forse perche' mia sorella tempo prima su Skype l'aveva minacciata: Squatter se quando mi vedi piangi io ti ammazzo.
Siamo una famiglia modello.
La Squatter per non saper ne' leggere ne' scrivere si e' parecchio sovreccitata, ululando di gioia per tutto il week end, mangiando come un lupo, consumando pannolini con un'allegria e una puzza tutte nuove e regalandoci notti impagabili. Ah, ha cominciato a sputare i farmaci omeopatici per i dentini, troviamo palline ovunque, Il Pucciu le calcia e impreca.
Squatter a parte, abbiamo fatto il brunch qui, alla Levi's ci siamo fatte misurare le curve da un ragazzino di eta' apparente 12 anni, scoprendo che comprare i Levi's e' un'operazione complessissima. Decidere di trasferirmi negli USA e' stato piu' facile.
Abbiamo cucinato i pettini di mare che Ramsay nella sua Hell's Kitchen tira in testa ai partecipanti - e abbiamo votato la performance culinaria del Pucciu, ma la Squatter faceva Ramsay e dunque non sappiamo se sia stato eliminato o meno.
Abbiamo grigliato sul balcone con vista su officina/palestra di boxe dei vicini Latinos, mangiato quasi un kg di tortilla chips, festeggiato un compleanno, ed infine il compagno di mia sorella e il Pucciu si sono fatti inseguire da stuoli di cerbiatti in un parco locale, tanto che la gente in macchina si fermava a chiedere: ma che gli avete dato che vi seguono cosi'?
Deve essere il naturale afrore del maschio italiano. O la Squatter appesa come succosa esca nel marsupio del Pucciu. Non lo sapremo mai.
Ah, e mani di fata in acido ha prodotto questo cappellino per la stagione Autunno/inverno 2012, 2013, 2014 e mi butto via, secondo me pure 2015. Se e' fortunata lo mette il primo giorno delle elementari.
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lunedì 17 settembre 2012
mercoledì 5 settembre 2012
La grande saga della squatter 4. Svezzare con l'aiuto di True Blood e un po' di Picasso
Ci sarebbe da commentare la stellare Michelle Obama di ieri alla Convention dei Democratici, ma perche' guardare oltre al proprio ombelico?
Ebbene, non vi lasciamo piu' con il fiato sospeso: la grande soap-opera dello squatter-svezzamento procede. Che metodo usiamo? Il famoso, scientificissimo metodo 'a muzzo' , detto anche 'ad minkiam'.
Perche' noi siamo cosi': "In chaos, we prosper".
D'altra parte, dopo aver sentito 3 pediatri, i due italiani,e quello USA, tutti con opinioni diverse, siamo sempre piu' convinti che la pediatria consista in parte in un tirare ad indovinare e lo capisco bene, con pazienti bizzosi e che non parlano. Armati di libro molto interessante e rassicurante intitolato W la pappa abbiamo avviato la Squatter all'incontro fatale con il cibo.
E dunque, una forma imbastardita di autosvezzamento fu. Per chi ha la fortuna di non doversi occupare di infanti e di non navigare alla ricerca di siti dedicati all'autosvezzamento - un po' ci invidiate, eh?- vuol dire in pochissime parole svezzamento condotto dal bambino, ergo il bambino impera e comanda. Se vuole qualcosa dal tuo piatto - nei limiti di cibo sano - tu glielo dai. Le pappone con tutto mescolato assieme sono un po' superate e meglio se la creatura mangia da se'.
Inoltre, avendo io una cugina logopedista che mi raccontava di bambini abituati a tutto frullato con la "bocca molle" (lei ha usato termini scientifici, ma questo e' cio' che mi e' rimasto) abbiamo deciso che "consistenza" e' la parola chiave.
Il momento del pasto e' sacro: l'infante viene deposta nuda salvo il pannolino sul seggiolone, e ricoperta con una mia maglietta di True Blood che dice " Nothing good could come from something so pretty ".
Sante parole, in questo caso. L'ha detto Lafayette, qui sotto, e se lo dice lui, con quella mise che io amo molto, non c'e' bisogno di aggiungere altro.
Dopo un piccolo antipasto di verdura cotta al vapore a pezzetti che la Squatter si sbatte in bocca con poca mira, arriva qualche volta la classica pappa oppure cibo dai nostri piatti. Ovviamente la gagna vuol far da se' e cio' crea un massacro, in cui si alternano lodi misurate: "Vedo, mia cara, che mangi con piacere" (non bisogna ne' lodare troppo, ne' biasimare, pena terribili conseguenze che rovineranno il rapporto con il cibo della creatura per sempre), e urla disperate" Non mi toccare!!!!", quando la Squatter tenta, grondante di pappa o altro cibo maciullato, di sporgersi dal seggiolone ed accarezzare affettuosamente la mamma.
Vogliamo anche metterci il timore di soffocamento, che certo, i gagni sapranno anche gestirsi da se', ma quando in modalita' velociraptor si caccia meta' carota bollita in bocca qualche sussulto ce l'abbiamo.
Ah che seratone!
Per i posteri: a sette mesi, la grande hit e' la "pappa di fango" cioe' pappa al grano saraceno, seguita dal caprino fresco e dalla lenticchie. A tratti le diamo un po' di avocado, che la belva, sapendo che fa bene alla pelle, si spalma su tutta la faccia. Quando cio' fu abbinato, in una gaia serata, al caccone a meta' cena - embeh, alcuni hanno il sorbetto di limone, noi la cacca - realizzammo una sorta di dipinto cubista. Come disse il Pucciu - e qui si capisce che lui e' il Prof: "periodo verde marrone di Picasso, mai l'avesse avuto".
Che poi, a guardare il contenuto del pannolino partono conversazioni interessantissime: ma sai che alla fine di carote ne ha mangiate parecchie, guarda un po'? Ah vah, che bello, ma che brava. Uhm, vedo invece poche lenticchie.
Che avere figli e' bellissimo, ripassi la pop-culture (True Blood - ma non mi becca piu' che e' declinato, io aspetto Downton Abbey) e l'arte con la A maiuscola in una sola serata.
Ora comunque vado a frullarle le acciughe al verde, vorrei mai dimenticasse le sue origini.
Ebbene, non vi lasciamo piu' con il fiato sospeso: la grande soap-opera dello squatter-svezzamento procede. Che metodo usiamo? Il famoso, scientificissimo metodo 'a muzzo' , detto anche 'ad minkiam'.
Perche' noi siamo cosi': "In chaos, we prosper".
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Gli strumenti del massacro |
E dunque, una forma imbastardita di autosvezzamento fu. Per chi ha la fortuna di non doversi occupare di infanti e di non navigare alla ricerca di siti dedicati all'autosvezzamento - un po' ci invidiate, eh?- vuol dire in pochissime parole svezzamento condotto dal bambino, ergo il bambino impera e comanda. Se vuole qualcosa dal tuo piatto - nei limiti di cibo sano - tu glielo dai. Le pappone con tutto mescolato assieme sono un po' superate e meglio se la creatura mangia da se'.
Inoltre, avendo io una cugina logopedista che mi raccontava di bambini abituati a tutto frullato con la "bocca molle" (lei ha usato termini scientifici, ma questo e' cio' che mi e' rimasto) abbiamo deciso che "consistenza" e' la parola chiave.
Il momento del pasto e' sacro: l'infante viene deposta nuda salvo il pannolino sul seggiolone, e ricoperta con una mia maglietta di True Blood che dice " Nothing good could come from something so pretty ".
Sante parole, in questo caso. L'ha detto Lafayette, qui sotto, e se lo dice lui, con quella mise che io amo molto, non c'e' bisogno di aggiungere altro.
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Immagine presa qui |
Vogliamo anche metterci il timore di soffocamento, che certo, i gagni sapranno anche gestirsi da se', ma quando in modalita' velociraptor si caccia meta' carota bollita in bocca qualche sussulto ce l'abbiamo.
Ah che seratone!
Per i posteri: a sette mesi, la grande hit e' la "pappa di fango" cioe' pappa al grano saraceno, seguita dal caprino fresco e dalla lenticchie. A tratti le diamo un po' di avocado, che la belva, sapendo che fa bene alla pelle, si spalma su tutta la faccia. Quando cio' fu abbinato, in una gaia serata, al caccone a meta' cena - embeh, alcuni hanno il sorbetto di limone, noi la cacca - realizzammo una sorta di dipinto cubista. Come disse il Pucciu - e qui si capisce che lui e' il Prof: "periodo verde marrone di Picasso, mai l'avesse avuto".
Che poi, a guardare il contenuto del pannolino partono conversazioni interessantissime: ma sai che alla fine di carote ne ha mangiate parecchie, guarda un po'? Ah vah, che bello, ma che brava. Uhm, vedo invece poche lenticchie.
Che avere figli e' bellissimo, ripassi la pop-culture (True Blood - ma non mi becca piu' che e' declinato, io aspetto Downton Abbey) e l'arte con la A maiuscola in una sola serata.
Ora comunque vado a frullarle le acciughe al verde, vorrei mai dimenticasse le sue origini.
giovedì 29 maggio 2008
Pretty cool
Alla fine questo paese un po' lo amo e se lo amo e' anche e soprattutto merito dei miei studenti, che mi hanno fatto scoprire Schoolhouse Rock.
giovedì 15 maggio 2008
Polemichini
Sono in polemica.
Una (per esempio me) ha gia' i fatti suoi a cui pensare, tipo il suo futuro abbastanza prossimo. Lavora con serieta', cerca di essere entusiasta, di tenere alta l'attenzione mentre spiega la differenza tra volerci e metterci (voi la sapete?), si interessa genuinamente alla vita dei propri studenti etc, etc.
Insomma, fa il suo stramaledetto dovere, anche se tra un mese lascera' il lavoro. Un'eroina? Una martire dedita ciecamente alla vocazione da insegnante? No, una persona normale che fa quello che deve.
Per quello mi girano vorticosamente quando alcuni studenti intorno a me si fanno modelli dell'atteggiamento pietistico-vittimistico che serpeggia nell'accademia americana - specie tra undergraduates- dove come prof fornisci un servizio e quindi tutto e' dovuto e lo sforzo dello studente deve sempre essere minimo.
Esempi:
Eh ma non posso studiare perche' devo fare quattro lavori, cosa puoi fare tu per me?I miei voti sono bassi, che cosa puoi fare tu insegnante? (io???IOOOOO???)
Eh ma non posso venire a fare il test perche' devo fare questo e quest'altro, possiamo mettere il test quando fa comodo a me?
Mai sentito parlare del fatto che la vita e' dura per tutti e che imparare presuppone assumersi qualche respoinsabilita' nel processo di apprendimento??
Poi li amo lo stesso, specie chi fa una scenetta per l'esame orale portandosi la chitarra e cantando "mi piace la pizza" e poi qualcosa che non ricordo.
Una (per esempio me) ha gia' i fatti suoi a cui pensare, tipo il suo futuro abbastanza prossimo. Lavora con serieta', cerca di essere entusiasta, di tenere alta l'attenzione mentre spiega la differenza tra volerci e metterci (voi la sapete?), si interessa genuinamente alla vita dei propri studenti etc, etc.
Insomma, fa il suo stramaledetto dovere, anche se tra un mese lascera' il lavoro. Un'eroina? Una martire dedita ciecamente alla vocazione da insegnante? No, una persona normale che fa quello che deve.
Per quello mi girano vorticosamente quando alcuni studenti intorno a me si fanno modelli dell'atteggiamento pietistico-vittimistico che serpeggia nell'accademia americana - specie tra undergraduates- dove come prof fornisci un servizio e quindi tutto e' dovuto e lo sforzo dello studente deve sempre essere minimo.
Esempi:
Eh ma non posso studiare perche' devo fare quattro lavori, cosa puoi fare tu per me?I miei voti sono bassi, che cosa puoi fare tu insegnante? (io???IOOOOO???)
Eh ma non posso venire a fare il test perche' devo fare questo e quest'altro, possiamo mettere il test quando fa comodo a me?
Mai sentito parlare del fatto che la vita e' dura per tutti e che imparare presuppone assumersi qualche respoinsabilita' nel processo di apprendimento??
Poi li amo lo stesso, specie chi fa una scenetta per l'esame orale portandosi la chitarra e cantando "mi piace la pizza" e poi qualcosa che non ricordo.
lunedì 17 marzo 2008
Quel che resta
di un week end in preda agli ormoni. Il Pucciu e' miracolosamente resistito a sequenze vertiginose di buon umore-irritabilita'-lacrima - cattiveria pura.
A mio merito, nessun ulteriore diverbio in strada ma:
una nuova droga per la domenica mattina: il blog/progetto d'arte Post Secret. Stranamente non fa appello alla mia parte morbosa - conoscere i segreti intimi di sconosciuti - ma mi fa quasi tenerezza, perche' mostra la fragilita' e la stronzaggine pura che ci fa umani/e.
il Ny Times parla di studenti transgender e delle loro difficolta'in "When girls will be boys" , in particolare se sono studentesse - iscritte ad un college per sole donne - che stanno diventando uomo, o che rifiutano tout court di essere identificate con il sesso femminile e maschile.
e, infine, speriamo che Tom abbia ragione:
You can never hold back spring
You can be sure that I will never
Stop believing
The blushing rose will climb
Spring ahead or fall behind
Winter dreams the same dream
Every time
You can never hold back spring
Even though you've lost your way
The world keeps dreaming of spring
So close your eyes
Open you heart
To one who's dreaming of you
You can never hold back spring
Baby
A mio merito, nessun ulteriore diverbio in strada ma:
una nuova droga per la domenica mattina: il blog/progetto d'arte Post Secret. Stranamente non fa appello alla mia parte morbosa - conoscere i segreti intimi di sconosciuti - ma mi fa quasi tenerezza, perche' mostra la fragilita' e la stronzaggine pura che ci fa umani/e.
il Ny Times parla di studenti transgender e delle loro difficolta'in "When girls will be boys" , in particolare se sono studentesse - iscritte ad un college per sole donne - che stanno diventando uomo, o che rifiutano tout court di essere identificate con il sesso femminile e maschile.
e, infine, speriamo che Tom abbia ragione:
You can never hold back spring
You can be sure that I will never
Stop believing
The blushing rose will climb
Spring ahead or fall behind
Winter dreams the same dream
Every time
You can never hold back spring
Even though you've lost your way
The world keeps dreaming of spring
So close your eyes
Open you heart
To one who's dreaming of you
You can never hold back spring
Baby
giovedì 6 marzo 2008
Di rospi e Gesu'
Ieri, dopo le fatiche delle mie riprese televisive, cena con amici in posto fighetto che offre menu scontati per noi poveracci.
Durante la serata ci siamo chiesti - da sobri:
1) Se Gesu' tornasse, andrebbe all'"Oprah Winfrey Show"? Che lingua parlerebbe? qualcuno lo ascolterebbe?
2) Lecchereste un rospo/rana per un "trip"? E qui il tavolo si e' spaccato: gente che leccherebbe una rana non leccherebbe mai un rospo, cosa che trovo un filo razzista. Io non leccherei niente.
Durante la serata ci siamo chiesti - da sobri:
1) Se Gesu' tornasse, andrebbe all'"Oprah Winfrey Show"? Che lingua parlerebbe? qualcuno lo ascolterebbe?
2) Lecchereste un rospo/rana per un "trip"? E qui il tavolo si e' spaccato: gente che leccherebbe una rana non leccherebbe mai un rospo, cosa che trovo un filo razzista. Io non leccherei niente.
lunedì 3 marzo 2008
Banali dettagli
che confermano il fatto che la civilta’ occidentale e’ in decadenza. Primo, il prosperare di negozi per accessori per animali domestici, Pura follia. Piuttosto che dare soldi ai rifugi di cani abbandonati quando nel mondo c’e’ ancora gente che non ha casa, lavoro, soldi, dignita’ niente, mi taglio la mano.
Il secondo segno proviene diritto da Manhattan, dal mitico negozio di giocattoli FAO Schwarz. In quel luogo incantato c’e’ un
adoption center dove ci sono”infermieri” e “dottori” che danno in adozione bambini e bambine (finti) ad altri bambini e bambine (veri?). Quindi di solito una bambina va li’, e aspetta che le diano in adozione un bel bambino/a. Che tenerezza! A patto che non si rifletta sul fatto che recentemente e’ venuto fuori che I bambini finti bianchi “vendono” bene e quelli afroamericani decisamente meno,
Tocco di cattivo gusto e gossip: la piccola figlia di Brangelina, che ha almeno 3 fratellini adottati, e’ stata fotografata in braccio alla mamma con una di queste bambole.
Il secondo segno proviene diritto da Manhattan, dal mitico negozio di giocattoli FAO Schwarz. In quel luogo incantato c’e’ un
adoption center dove ci sono”infermieri” e “dottori” che danno in adozione bambini e bambine (finti) ad altri bambini e bambine (veri?). Quindi di solito una bambina va li’, e aspetta che le diano in adozione un bel bambino/a. Che tenerezza! A patto che non si rifletta sul fatto che recentemente e’ venuto fuori che I bambini finti bianchi “vendono” bene e quelli afroamericani decisamente meno,
Tocco di cattivo gusto e gossip: la piccola figlia di Brangelina, che ha almeno 3 fratellini adottati, e’ stata fotografata in braccio alla mamma con una di queste bambole.
lunedì 18 febbraio 2008
(S)fashion - si stava meglio quando si stava peggio.

Ritagliavate le bamboline di carta a cui mettevate poi su i vestitini? Io si! Ritagliavo anche di merda, se e’ solo per questo, ma comunque. Ebbene siete, antichi o antiche.
Il NY Times che mi sono letta ieri a letto tentando di farmi venire le piaghe da decubito dice che queste povere bamboline sono roba da museo. Ora c’e’ l’agghiacciante Stardoll, la versione digitale delle suddette bamboline. Non solo potete vestire (con dubbio gusto, mediamente) personaggi famosi, ma potete anche comprare per le vostre bamboline vestitini firmati da Donna Karan o da Heidi Klum, che concedono in esclusiva il loro marchio al sito.
Volete vestire Britney, Laura Pausini, Riccardo Scamarcio? No problem! La cosa agghiacciante/interessante e’ che sul sito ci sono circa 1200 marchi di abiti, conosciuti e meno conosciuti. Il responsabile dell’intera cosa dichiara che le teen agers, maggiori utilizzatrici del sito, sono quelle che richiedono una vasta gamma di marchi. Secondo una ricerca recente, la teen ager media americana parla di “brands” almeno 150 volte al giorno.
Il che non mi stupisce, pensando a mia sorella (solo da parte di mia padre) che a noi altre tre sorelle chiedeva – a 8 anni – se avevamo il D*do di P*mellato, di che marca erano i nostri “toppini”, e gia’ conosceva I prezzi di almeno tre diversi jeans di marche da tamarra. Per me che a 11 anni conoscevo solo il marchio “Superga”, mia sorella e’ una specie di anticristo.
Ritornando a noi, ora vado a mettere un tailleur da suora a Britney, secondo me la aiuterebbe nel riavere indietro i bambini.
lunedì 4 febbraio 2008
diamoci una botta di cultura

E che non si dica che non sono una finissima intellettuale:
A Border Passage: a Journey from Cairo to America, di Leila Ahmed: parla di Egitto, identita', imperialismo, ed e' una bellissima autobiografia. Non so se sia tradotto in italiano.
e anche Persepolis di Marjane Satrapi: storia a fumetti, Iran. e' tradotto anche in Italiano da Lizard. Il film e' stato presentato a Cannes. (probabilmente lo conoscete tutti, ma al solito, arrivo tardi).
e infine: Tender at the Bone di Ruth Reichl, tradotto in Italia da Tea. Un'autobiografia basata sul cibo, particolarmente divertente la madre della protagonista, soprannominata la "Regina della Muffa".
e per il decennio 1998-2008 ho dato.
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