Visualizzazione post con etichetta vita. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vita. Mostra tutti i post

mercoledì 6 febbraio 2013

A Squatter's world, One year edition

Dilemmi da unenne: mangiare il muffin o la candela?

Oboji bajiji* a tutti: lettori, lettrici, compagni, compagne - lo so che fa comunista ed io sono yankee, ma mi e' scappato.

Comunque, chiunque siate, comunisti e non, qui parla la Squatter. Sappiamo bene che i miei debosciati genitori hanno lasciato passare preziosi mesi senza intervistarmi ed io non ho potuto aggiornarvi adeguatamente sui  miei incredibilissimi precocissimi progressi di piccolo fottuto genio. Ma adesso basta! A un anno e' ora di prendere in mano la propria vita, aprirsi un blog, un social coso ed emanciparsi. Quindi mi faccio le domande e mi rispondo. Mi dicono che non e' un'idea nuova nuova, ma va beh.

Allora gentilissima Squatter, il 4 febbraio ha compiuto un anno: che cosa sa fare?

Allora, a 10 mesi ho cominciato a camminare. Quegli inqualificabili individui che mi  fanno parenti si sono pure persi i miei primissimi passi. E dire che mi stanno attaccati come delle cozze tutto il di', ma al momento buono, vatti a fidare. Mi hanno pero' comprato un vagoncino che posso spingere a mio piacimento per la casa, derapando a causa delle velocita' folli a cui mi lancio e finendo regolarmente sulle loro caviglie. Loro dicono che e' educativo e pure montessoriano. Le parole che dicono quando finisco sulle loro caviglie pero' secondo me non sono montessoriane, a meno che la Montessori non avesse un passato da camallo del porto di Genova.

Sul parlare, mi sto concentrando su arabo e portoghese, liberamente interpretati. L'unica parola che dico in Italiano e' "pappa", normalmente seguita e/o proceduta da "arf arf", come rafforzativo.

Squatter in fuga, detta anche "Delirio Rosa"

A proposito,  di pappa, come procede l'autosvezzamento?

Benissimo, poppo ancora quando mi va e mangio come una iena. E chi m'ammazza? A parte mia madre che mi riempie di verdure e cereali, quindi a volte invece della cacca produco chicchi di cose e il pannolino sembra un granaio, va tutto bene. Ultimamente sono solo un po' preoccupata perche' i miei eco genitori hanno aderito ad un programma di community supported agricolture e quindi ogni settimana ricevono  cassette di verdura bio e local a sorpresa e fin qui, ok. Pero' poi i vigliacchi hanno a che fare con rutabaga, black radish, rape di cui ignoravano beatamente l'esistenza, e fanno "va beh, se ci fa schifo, lo diamo alla Squatter". Capito? Loro fanno i fichi locavores, ed io liquido i loro avanzi. Ah, comunque il mio piatto preferito e' la crosta di pane durissima. Mamma e' super contenta che la mangi, cosi' non mi viene la sindrome della bocca molle su cui la cugina logopedista l'ha terrorizzata. L'ha anche terrorizzata sul botulino una vigilia di Natale di anni fa, ma questa e' un'altra storia, vi dico solo che tutte le cose in barattolo fatte in casa le fa assaggiare prima a papa', se lui sopravvive poi le mangia anche lei.

Sappiamo che adesso li' da lei c'e' una delle zie, quella giovane e figa, come va la convivenza?

Molto bene, oltretutto la zia mica e' venuto sola: si e' presentata con una escrescenza che le deturpa la guancia e che si e' incautamente procurata passando ore nel bagno dell'aereo per sfuggire ad un ragazzo con una bibbia che la voleva nell'ordine: importunare e poi sposare. (Ma gli uomini sono tutti cosi'?) Vi dico solo che persino mia madre, detta anche la "dermatologa delle baracche" ha fatto un passo indietro, sostenendo che non c'e' niente da fare per quel mostro; solo il tempo ci dira' se la zia rimarra' sfigurata. Nel dubbio lei per parlare su skype con il fidanzato si trucca bene, e con mamma pensavano di coprire il mostro con la matita nera e fare finta che sia un neo. Sono geniali o sceme? Sono piccola e non capisco bene.

Tornando alla  vita con la zia,  facciamo cose e vediamo gente. Mi porta in biblioteca, dove purtroppo ieri sono stata discriminata da un bambino a causa di due puzzette che mi sono sfuggite. Increscioso, lo so, ma che pretendono, se mi danno cavoli come se non ci fosse un domani? Il bambino peraltro era in pigiama,a 4 anni, di pomeriggio, in un luogo pubblico, quindi aveva poco da fare lo schizzinosetto.

Sulla zia avrei un solo appunto: non mi ha ancora lasciato il suo smart phone per giocare ma ci sto lavorando: non sara' oggi, non sara' domani, ma per Dio lo avro'.

Parliamo un attimo dei suoi genitori, che fanno?

Quando li vedo, siccome mi lanciano alla zia e fanno cose da grandi fuori di casa, sono accettabili: papa' lavora, va in palestra, mi coccola tanto, si angoscia per il mercato del lavoro, mi insegna a fare il caffe', legge la Bibbia a fumetti, cucina cose buone, mette in ordine tutto cio' che incrocia sulla sua strada.  Se non sto attenta finisco ripiegata in un cassetto pure io.

Mamma parla con la zia, cucina, beve te' al gelsomino, fa le lavatrici, si irrita con papa' che mette in ordine, va a Yoga, irrita  papa' iscrivendosi dalle streghe locali ad un corso sui Tarocchi, ma lei dice che se il mercato del lavoro di papa' va male, una cartomante in casa puo' aiutare e che bisogna uscire dalla "comfort zone" ogni tanto.

A volte mi perplimono.

Rapidamente, siccome il tempo stringe: libro preferito al momento?

Sul mio comodino:


Nella traduzione si perde qualcosa, ma la versione italiana non e' male.

Su quello della mamma (lo sgranocchio come pussa caffe')


Ultima domanda: canzone preferita?

Un po' banale, ma dico con orgoglio: "Wheels of the bus".






*Oboji e le variazioni Oboi, Bai, Bi Bi rappresentano tuttora un mistero dello Squatterese. Per Bajiji, si puo' teorizzare una derivazione dal termine Bagigio (seme della pianta dell'arachide), ma gli studiosi non sono unanimi. Finche' non si trovera' una stele di Rosetta Italiano-Inglese-Squatterese, l'idioma rimarra' avvolto nel mistero.

domenica 2 dicembre 2012

Nine in, nine out


Nove in panza e nove fuori a devastare.

Non ho imparato grandi lezioni sull'essere madre, se non che appena si decide di fare qualcosa, dal sesso in su  (o in giu') e' matematico che la Squatter sputtanera' tutto.

Ergo, as usual, in chaos we trust - and prosper. Soprattutto prospera la suddetta squatter, che ha raggiunto il peso specifico della ghisa e che puzza di formaggio di capra.

A nove mesi ormai la Squatter dovrebbe aver imparato che lei non e' me, ma separata. Considerata la velocita' con la quale gattona e fugge - preferibilmente a culo all'aria, rendendo i cambi di pannolini un'attivita' eccitantissima - direi che il concetto le e' ben chiaro. Abbiamo pensato per un momento di montarle un vassoietto sulla schiena ed usarla come comodo tavolino semovente, ma ci ha fregato con la conquista della posizione eretta. Ora cammina rasente i muri che sembra Tom Cruise appeso alle rocce in qualche Mission Impossible.

Al nostro ritorno da una cena fuori (oh, dalle 18.30 alle 20, in pieno stile Midwest), affidata ad amici, ci ha guardati come per dire: "e voi chi siete e che cazzo volete?".  So long per l'ansia da separazione.

A me e'  diventato chiaro cosa vuol dire essere usata e buttata via: quando meno me l'aspetto la  belva si tuffa nella scollatura, sposta il reggiseno, poppa, si stacca e se ne va a farsi i cavoli suoi con aria strafottente. A volte il suo sguardo "been there, done that" e' completato da un rametto di liquirizia che pende dall'angolo della bocca e le da' un'aria piuttosto inquietante.

L'altra notte dormiva ed il Pucciu mi fa: "Vieni a vederla" ed io speranzosa: "sembra un angelo che ti vien voglia di svegliarla?"
E lui: "ma sei pazza, no, sembra un boss mafioso".

Russa come un mantice.

Alle letture in biblioteca applaude sempre fuori tempo dopo che ormai tutte le canzoncine sono finite, ma da molto tempo.

Quando fa il bagno si gratta il pancione e ghigna come una gnoma ma di quelle cattive.

Ha fatto a pezzi tutti i Time magazine, ed e' stato rinvenuto un pezzo di foglia secca nella sua cacca, penso cercasse di fare sua la stagione autunnale.

Non possiamo mangiare il pane in sua presenza, pena scene da drama queen affamata.

Le abbiamo insegnato a dare i bacini naso-naso e ci da' delle craniate pazzesche che ci fanno lacrimare gli occhi.

Insomma, direi che siamo felici.

venerdì 28 settembre 2012

Autunno, sadomaso e frittate


Presa qui

Una sfumatura di grigio: no, il Pucciu non mi porta in elicottero e non mi fa firmare un contratto da sua schiava  come pare succeda nelle 50 sfumature di grigio.  Oppure un contratto l'ho gia' firmato? In fondo siamo sposati. Abbiamo anche delle manette rivestite di peluche tigrato, vale?

Sculacciami, Pucciu. E per il capitolo sesso per questa stagione abbiamo risolto. Uff.

Ritornando alla sfumatura: appartiene  al topo avvistato in casa, diventato dopo piani di guerra un topo morto. Mi ha solo innescato il panico da squittio: le mie scarpe squittiscono, la Squatter squittisce, gli scoiattoli squittiscono. Sindrome da stress post topo.

Fede combatte consumismo-capitalismo etc: basta autoprodurre e voila': un maglione per me e uno per la squatter  in ballo, un cappellino da gnomo per la squatter in mente, deodorante gia' fatto, pane in coda. Il deodorante a volte regge, a volte no, ma il pericolo e' il mio mestiere. E anche quello di chi mi sta vicino, ma l'autoproduzione ha un suo prezzo.

Buoni propositi: Obama deve vincere le elezioni. In caso Obama non si sbattesse per i miei buoni propositi, allora il proposito e': devo andare a Yoga. Ho scoperto il proposito retroattivo: vado a yoga (Kundalini) e poi formulo il proposito "devo andare a Yoga." Ma l'ho gia' fatto! Che brava.

Back to school: la Squatter ed io, una volta la settimana andiamo alla scuola Montessoriana per un corsetto. La Squatter e' la truzzetta italiana del gruppo: ha tirato giu' lo specchio montessoriano, si e' avventata con affetto sulla neonata presente. Ha sbausciato su tutti i giochini montessoriani. Maria Montessori, perdonaci.

Ultimo mese della colazione dell'isolato: due volte al mese noi vicini scendiamo in strada, ognuno con il proprio caffe'  e si portano dolci o altro da mangiare cianciando delle news dell'isolato. 

Abbiamo un vicino che fa le baklava ed e' alla ricerca dello strudel perfetto. Io mi sposto sulle radici gastronomiche della famiglia: frittata tonno-cipolle-prezzemolo che faceva mio nonno. Non sara' mai buona come quella del nonno, perche' nulla per lui era buono come quello che faceva lui. Sostenendo che non serve mica essere un a gallina per sapere se un uovo e' fresco, pretendeva di insegnare a fare il caffe' ai baristi, il caro vecchietto.

Complicazioni e casini: presenti.

Autunno, siamo pronti.

domenica 23 settembre 2012

La classe non e' acqua

Prologo: ho visto un piccolo topolino pascolare in cucina. 6 trappole dopo, in evidente stato confusionale, viene partorito questo post. Auguri.

Dopo il 99%, abbiamo il 47%.

Come ormai saprete Romney ha dichiarato durante una cena per i suoi donatori che il 47%  degli americani (coloro che non pagano la tassa sul reddito avendo diritto a tutta una serie di esenzioni) sono persone che ritengono di essere vittime, non  sono in grado di occuparsi della loro vita poiche' dipendono dal governo in termini di assistenza sanitaria, welfare, cibo per propri figli (esosi) e dunque lui di loro non si occupa. E' seguito un bel vespaio. Qui maggiori dettagli e la spiegazione del perche' Romney si sbaglia.

Siccome dubito che Romney ed i suoi donatori fossero serviti  ai tavoli da ricconi loro pari secondo me due goccine due di lassativo qualche cameriere che sopravvive con il minimum wage  e "non prende in mano la propria vita" gliel'ha messa da qualche parte.

Considerate anche che qui la middle class  viene definita da democratici e repubblicani in base ad un reddito che va da 250.000 dollari in giu', ma quanto in giu' non si sa, anche perche' in realta' il reddito della famiglia media americana, noi inclusi, e' sui 50.000 dollari.  La working class appare relativamente poco nei vari discorsi, la middle class e' decisamente il focus delle elezioni.

Nel mio piccolo, appena letto questa cosa di Romney e della middle class, ho appoggiato al tavolo il mio Martini ed ho pensato, oh, Poffarre,! ho guardato la Squatter, e le ho detto, mentre si ciucciava gli alluci: faccina da kiulo, pensavi di essere una tradizionalissima gagnetta middle class, padre prof (per almeno ancora 2 anni, wow!) e mamma SAHM (stay at home mom), e invece no, sei  - se ti va bene- nella bassa middle class, se non proletaria.

E le ho smollato il Manifesto del Partito Comunista da smangiucchiare.

Ma i proletari, che bei ricordi.

All'Universita' di Torino, esame di Sociologia a Scienze Politiche: una collega studentessa stenta a rispondere ad una domanda complicatissima: chi erano diciamo la controparte dei capitalisti per Marx? Il Prof la aiuta tantissimo (io l'avrei segata in tronco) e la imbecca: chi e' che e' povero, fa fatica a campare e ha solo i figli come patrimonio?  

I marocchini! esclama la tipa tutta contenta.

Ora. Lasciamo perdere la poca proprieta' del termine "marocchino", dimmi piuttosto immigrati dal Nord Africa.

Ma anche cosi', gli immigrati possono essere assimilati ai proletari, ma non ricordo nessun passaggio del Manifesto che dica "Marocchini di tutto il mondo unitevi".

E poi: estate di 21 anni fa,  a  Venezia, mi trovavo - ospite- nella piscina di un albergo piuttosto lussuoso, attorniata da 90enni americane ricchissime , qualche riccone locale ed il bellissimo Hubert de Givenchy. C'era pure una duchessa inglese che si portava sempre dietro alcune foglie del basilico del suo orto e le buttava sui carissimi crostoni del ristorante della piscina.

Ma torniamo ai proletari. Nella piscina caldissima dell'albergo - le anziane riccone davano mance ai bagnini perche' alzassero la temperatura dell'acqua -  c'erano due giovani che si sbaciucchiavano appassionatamente, e si smanacciavano anche un po'. 

Una vicina di lettino commenta: eh pero', insomma, avvinghiarsi cosi'....
Un'altra vicina, una signora vissuta sotto un regime comunista risponde: ma vah, questi vanno benissimo, peggio quelli che si baciano per strada.
La vicina: e perche', che differenza c'e'?
La signora ex comunista: eh, beh, quelli che lo fanno per la strada sono pUveri e proletari.

Eh, no, Iddio, che pure aveva un figlio che tanto middle class non era, non congelo' la piscina dell'albergo e non fece avvizzire le foglie di basilico della duchessa. 

Aspettiamo ancora la rivoluzione.

mercoledì 12 ottobre 2011

Kleenex e Karma

Allora, tra un viaggetto a Philadelphia, lo studio dei puritani e degli shakers, le imprecazioni del pucciu sugli studenti che non studiano, succede che la vita prenda svolte dolorose. E allora mi dico, che - se crediamo al karma - in fondo me lo sono scelto, e va bene cosi'.

A parte che quando ho scelto, mi vien da dire, l'anima mia era ubriaca? distratta? o puramente cazzona? Non mi sono tanto accorta - ne' io ne' la mia famiglia - che forse per il 2011 siamo andate in overbooking di karma, mescolando molta gioia e anche molto dolore.

E certe situazioni mi sembrano irreali e mi chiedo se e' la mia vita o cosa, ma tanto anche la panza ogni tanto mi sembra irreale e pure quando mi vedo la fede al dito mi sembra irreale. E penso, e che c*zzo, ma che vita pensavo di condurre se mi sembrano irreali cose in fondo normali?

Penso una vita da ricca filantropa viaggiatrice, ecco quello, non mi sembrerebbe irreale.

Purtroppo il karma doveva scontrarsi contro un oggetto tipico della cultura americana, la maledetta, orribile, marmorizzata scatola di cartone con i Kleenex dentro. Quelli spessore velo, quelli che se non ne prendi 57 assieme ti trovi le dita piene di moccio.

Io li odio.

Ma qui negli States sono dappertutto: dal medico, in universita', a casa della gente. A me i Kleenex marmorizzati fanno venire in mente donne in tutona da ginnastica, accasciate sul divano che guardano piangendo e soffiandosi il naso (nei Kleenex) le telenovele brasiliane, quelle con Sonia Braga.

Magari siamo state tutte quelle donne, una volta nella vita, ma sia l'ultima cosa che faccio, piuttosto mi soffio il naso nella manica del tutone.

Comunque sia, mentre leggevo nello studio del medico la mitica "Best breastfeeding issue ever" di non so quale terrificante magazine tutto incentrato sulla gravidanza - cara grazia che sono solo 9 mesi, con tutta la carta che producono su 'sto tema - entra la dottoressa, informata del fatto luttuoso, che pero' mi tocca raccontare e dunque, la voce si rompe.

Si rompe un po' di piu' finche' con la coda dell'occhio non vedo la dottoressa che prontamente afferra la stramaledetta scatola di Kleenex. Al rallentatore me la avvicina, ed io capisco che sono ad un bivio.

Insomma, tocchera' piangere, e poi andare avanti con un po' di grazia e dolcezza, grazie all'affetto che ci circonda, agli abbracci del Pucciu, e anche a qualche poderoso calcio della cazzuta squatter aka "la tarantolata", ma per Dio, non mi lascero' dietro una scia di Kleenex ciancicati.

martedì 4 ottobre 2011

12

Uno di noi ha i capelli un po' piu' grigi, una di noi e' una freak con due battiti cardiaci
uno e' ossessivamente preciso nei lavori di casa, una e' un flagello di Dio applicato all'economia domestica
uno crede in (quasi) nulla, una e' un'accanita panteista che crede nella reincarnazione
uno conosce tutte le parole delle canzoni, una non ne conosce neanche una
uno e' calmo e paziente, una e' acida e impaziente
uno combina ottime cene solo di avanzi, una apre il frigo e le si spegne il cervello se non ha almeno 3000 ingredienti a portata di mano
uno vivrebbe sempre in viaggio, una forse anche, ma rompe di piu' i coglioni sostenendo in tono drammatico che "i cambiamenti IO li patisco"

In 12 anni e' tutto cambiato ma quello che importa e' rimasto uguale.

(Soprattutto il fatto che mi porti sempre a cena in un ristorante carino, puccetto adorato).

mercoledì 28 settembre 2011

Works in progress


Dopo il pippone femminista, ci va un po' di sano riposo e "banali cavoli nostri", ma articolati per vostro sollazzo in diverse categorie. Tenetevi forte, che c'e' roba grossa.

Ombelico: la panza (quella a righe) cresce, raggiungendo i 93 cm di circonconferenza. Ehi, almeno un 90 delle misure auree 90-60-90 l'ho raggiunto. Mai cosi' vicina, mai cosi' lontana. La squatter deve essere griffata Nike, che ultimamente le sue evoluzioni seguono chiaramente la dinamica del famoso swoosh. Bizzarro.

Arts and crafts: si lavora a maglia copertina verde acqua, anche se vira al celeste - e vogliamo ben scardinare gli stereotipi di genere che ci impone questa malefica societa' patriarcale etc etc- la squatter copertina e' intessuta di amorose attenzioni della creatrice (io) e delle imprecazioni del Pucciu sul prezzo dei gomitoli di lana. Che va beh, sara' squatter, ma avra' almeno la copertina misto angora. A pensarci bene, con anche il tappeto in pelo di agnello comprato per lei, la poverina sara' ricoperta di peli bianchi da mane a sera. Potremmo portarla a lavorare al circo pubblicizzandola come l'abominevole bambina delle nevi.

Sport: il Pucciu ha corso per beneficenza una 5 km. La sua prima dichiarazione dopo la performance, peraltro piuttosto veloce, e' stata: "Ho voglia di vomitare".

"Sport": per non esser da meno di cotanto Apollo muscoloso, non solo vado di tapis roulant come un criceto sotto cocaina - lentissima ma in salita - ma frequento anche un corso di Hatha Yoga, tutto per forse resistere un minuto in piu' prima di aggredire fisicamente l'ostetrica durante il parto e pregare che qualcuno mi pianti l'ago dell'epidurale nella schiena il prima possibile.

Trasgressione: sono diventata una drogata delle storie romanzate via radio. Sto seguendo i podcast della BBC di Life and Fate, ambientato in Russia. C'e' la neve, la guerra, tutti bevono te, quasi tutti hanno l'amante, qualcuno muore. Misteriosamente, nessuno ha l'accento russo.

#perchepoilavitafinisce: programmato week end a NY City, che costituira' la terza e speriamo non ultima tappa del viaggio di nozze. Al solito, sappiamo dove mangeremo - sicuramente i noodles cinesi fatti a mano in un banchetto sotto un ponte, ma non ho capito quale. Il Pucciu dice che lo sa lui; sara' un diabolico trucco per abbondonarmi a Ny.

domenica 4 settembre 2011

La vita in Pennsylvania

Interessante mostra e colloquio con questo giovane artista, che non si era accorto che quasi tutte le ombre dei suoi quadri di fatto sono a sinistra del soggetto, finche' qualcuno non glielo ha fatto notare dal pubblico chiedendogli il significato della cosa. La chiaccherata mi ha fatto venire in mente quando a scuola si leggeva la Divina Commedia, e il prof diceva: ecco, Dante qui voleva intendere che blah blah blah ed io pensavo che magari Dante in quel momento aveva solo voglia di finire la pagina e trac, magari la parola su cui ci noi ci si arrovellava per ore lui l'aveva buttata la' cosi', al volo. Chissa'.

Notion, 2009 Von Sumner


(non) prese di coscienza:

Fede, lo sai che qui dispregiativamente gli italomaericani sono chiamati Guidos?
Si, amore, lo so, tra l'altro la squatter nascera' qui, quindi sara' italo americana
Ma no, figurati! Non e' italo americana.
Ma scusa, nata negli USA, con passaporto anche italiano, italiana americana, quindi italo americana!
Fede, lascia perdere, e' un'altra cosa!
......

Vertigini per conto terzi sul cantiere di 9/11



NY Times Magazine, 4 settembre 2011


La tecnologia in classe
- non e' poi detto che sia una mano santa

Il gatto del Rabbino la sapeva lunga



In conclusione, c'e' vita oltre l'ombelico.