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lunedì 20 agosto 2012

La vigilia - sottotitolo: ma perche'?



L'idea nasce nel bar dell'aperitivo preferito dalla squatter, ai Murazzi, che se si fanno le proporzioni dovute, in sei mesi di vita e' stata piu' lei ai Murazzi di me in 35, 36, che dico, 29 anni.

Pur non essendo ubriaca propongo alla famiglia intera di fare il giro sul bateau mouche de noartri, proprio il giorno prima della partenza, immaginando fresco venticello tra i capelli, squatter assolutamente incantata dal fiume, rilassata, e pronta poi la partenza alle ore buie del mattino dopo.
Pigliamo Valentina II e via si va lentissimi sul Po, ovviamente con un caldo boia.  Fiduciosamente seduti a prua, siamo vicini a una coppia di nonni disfunzionali con nipotine: una overachiever (ascolta la spiegazione turistica in spagnolo) e una chiaramente esibizionista che si tira su la gonnellina ogni 3 secondi, beccandosi delle gran patele dai nonni.

Non siamo neanche al Valentino che la situazione comincia  a precipitare:

- la squatter  scopre gli spinotti a cui si agganciano le cuffie del pipponcello turistico e con uno strano "arf arf" si tira su in piedi e li ciuccia e/o stacca tutti circa 700 volte

- la piccola esibizionista non demorde, la nonna molla sberle

- mia madre cerca di tenere la squatter che rigurgita - siamo tutti sudatissimi e senza bavagliolini

- scopriamo l'esistenza dell'aria condizionata, abbassata dal nonno di cui sopra, che non vuole che la si alzi, si gira e la alziamo di nascosto, i compagni di prua omertosi ci coprono

- la squatter ha caldo/fame/si e' rotta le balle, mia sorella la passeggia, su e giu' per il battello, la squatter fa ciao ciao con la manina, nessuno la caga, nel dubbio rigurgita di nuovo

- i nonni scendono, i compagni di prua fanno una ola

- la squatter gattona sulla prua, punta al cellulare di una signora, bloccata in tempo ciuccia la borsa di mia sorella

- un signore di Detroit fa foto alla squatter, scopre che e' una connazionale, ci mandera' le foto - parliamo di orti urbani

- a una delle mie sorelle viene il mal di pancia, suda freddo

Scendiamo dopo un'ora e venti, la squatter isterica, noi provatissime.

Ovviamente lo rifaremo. 

lunedì 14 settembre 2009

Porte aperte – sul tinello dei tuoi nonni

A Gerusalemme di Shabbat e’ praticamente tutto chiuso. Gerusalemme Est funziona normalmente, ma Gerusalemme Ovest, dove noi viviamo, e’ la morte civile.
Il che ci riempie anche di gioia, perche’ essendo tutto calmo, la mattina del sabato possiamo dormire fino a tardi senza avere sotto casa i signori del mercato che litigano perche’ lasciano le macchine in quadrupla fila e si incazzano tutti, e urlano in ebraico, che credetemi, non e’ una lingua molto melodiosa.

Di buono c’e’ anche che di Shabbat il folle lanciatore di bottiglie vuote di schweppes alla pesca non lancia nulla sul nostro terrazzo, e cosi’ salva l’anima del Pucciu, che quando trova le bottiglie poi dice cose scovenienti.

Ma lo scorso week end la municipalita’ ha organizzato un week end a porte aperte di alcuni edifici normalmente chiusi al pubblico. Iniziativa salutata con grande gioia dai pochi laici che vivono qui, che di Shabbat un po’ si rompono.

Abbiamo visitato istituzioni protestanti con magnifici panorami sulla citta’ vecchia, e poi ci siamo infilati in un quartiere molto grazioso, Mahane Israel,uno dei primi quartieri costruiti fuori dalle mura, che prometteva porte aperte su case di interesse.

Ahem. Praticamente si entrava in case private normalissime, di vecchietti che con le pianelle ai piedi ti accoglievano pronti a fare quattro chiacchere. Data la disinvoltura dell’israeliano medio, gia’ grazie se non si sono trovati con qualcuno a fare la siesta nella loro camera da letto o usare il loro bagno.