Arrivata in Europa con la Squatter party-girl tatuata addosso, che durante il lungo volo, invece di dormire faceva gli occhi dolci ai maschi possessori di Mac, oltre a sfidarsi a versetti e manate con la bambina Elsa vicina di posto. Abbiamo invece disperso la rompipalle bambina Lidia che mi consigliava (6 anni) come educare il mio"little angel"-peraltro Lidia e' una fascista come stile educativo.
E poi, "little angel" a chi?
A Francoforte (ma anche a Torino) ero la piu' stracciona di tutti, insaccata nei jeans, con la tetta di fuori usata a mo' di tappo appena la belva urlava, e gli Ugg. Gli Ugg fanno cacare, lo so, ma sono delle ciabatte. Per rifarmi ho comprato il profumo al duty free ed un carissimo panino al salmone e rafano. La bambina ha assaggiato il panino, autosvezzamento ok, ma il rafano e' un po' estremo.
E ora, il tourbillon famiglia-amici- magnate-telefonate. La Squatter va a dormire tardissimo e si sveglia elegantissima nel suo pigiamino, pure pettinata con la riga da una parte, sorridente benche' piena di pipi' fino alle orecchie. Io sembro una pazza.
Rientrare in famiglia vuol dire anche ripiombare in tragicomici psicodrammi, come la perdita di chiavi della macchina, incolpamenti, colpi di scena, tentativi di scassinamento della macchina stessa - telecomandati da esperto di scassinamenti - con compartecipazione dei vicini di casa, un coso per misurare la pressione e una gruccia di fil di ferro. Il buono della situazione e' stato darsi la licenza di bere alle 5 del pomeriggio. Il jet lag da' una certa flessibilita'.
Mia sorella sostiene che la bambina abbia detto "gufo" ed estorce dichiarazioni sulla precocita' della Squatter. Fa gin tonic come se piovesse.
L'altra mia sorella rifila l'I Pod alla belva dichiarando: me l'ha chiesto lei! e la belva balla al ritmo di Springsteen
Il Pucciu a Chicago va a conferenze, dorme, lamentandosi pure che "non e' piu' abituato', cena fuori in prestigiosi ristoranti.
Mia madre ha fatto ascoltare il Pulcino Pio (che avevamo miracolosamente scampato) ad una Squatter mesmerizzata.
Che dire. Un affettuoso delirio.
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lunedì 17 dicembre 2012
Due o tre cose
venerdì 23 dicembre 2011
So, this is Christmas
Lo spirito natalizio e' alto, malgrado il Pucciu che rimirando le mie decorazioni natalizie a forma di stella, fatte con i legnetti raccolti quando mi porta a pascolare al parco esclami: Belle Fede, sono le stelle delle brigate rosse?
Domani sera celebriamo Hanukkah con amici, e la spesa per il nostro brunch del 25 e cena del 25 e' fatta, rigorosamente noi due, un enorme cheesecake di castagne, un'insalata con il caprino e altro che non mi sovviene, a meno che il suddetto Pucciu non trovi un modo per vedere gratis le partite NBA e a quel punto, saro' sola mentre lui si fara' venire le piaghe da decubito sul divano.
Siamo invasi da pacchi inviati dai miei. Le istruzioni erano: niente per la squatter e un libro per me.
Se ne sono fottuti.
Il paesello risuona di canzoni natalizie, la squatter squatta, io mi sogno il parto tutte le notti e in biblioteca mi sono presa i grandi classici da leggere durante queste ultime settimane di liberta'.
Insomma, peace and love a tutti e tutte, anche quest'anno ce l'abbiamo fatta.
Domani sera celebriamo Hanukkah con amici, e la spesa per il nostro brunch del 25 e cena del 25 e' fatta, rigorosamente noi due, un enorme cheesecake di castagne, un'insalata con il caprino e altro che non mi sovviene, a meno che il suddetto Pucciu non trovi un modo per vedere gratis le partite NBA e a quel punto, saro' sola mentre lui si fara' venire le piaghe da decubito sul divano.
Siamo invasi da pacchi inviati dai miei. Le istruzioni erano: niente per la squatter e un libro per me.
Se ne sono fottuti.
Il paesello risuona di canzoni natalizie, la squatter squatta, io mi sogno il parto tutte le notti e in biblioteca mi sono presa i grandi classici da leggere durante queste ultime settimane di liberta'.
Insomma, peace and love a tutti e tutte, anche quest'anno ce l'abbiamo fatta.
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giovedì 25 dicembre 2008
So this is Christmas
Nevica, il conto delle calorie si è perso e l'anno prossimo a Gerusalemme.
Auguri a chi passa
Auguri a chi passa
venerdì 21 dicembre 2007
Murata viva
Allora, dopo il terzo giorno che riuscivo solo a sibilare e non a parlare, due giorni fa chiamiamo il nostro bel dottore. Amico di famiglia, ci conosce fin da piccole, lo amiamo perchè ci dice sempre che in fondo non abbiamo niente, ed è contrario a medicine e vaccini.Una vera pacchia.
Quando due anni fa gli comunicai che per essere ammessa negli States dovevo fare la trivalente, si scazzò. "ma non la fare!" "non posso, o mi fai una dichiarazione falsa che l'ho già fatta o la devo fare". Alla fine la feci, in sala d'attesa con bambini frignanti e mamme che mi indicavano: "vedi come è brava la signorina che non piange?". Son soddisfazioni.
Ma due giorni fa la mia speranza che mi dicesse che non avevo nulla è naufragata.
"hu, hai una brutta laringite e anche una tracheite, che ghiandole gonfie, ti fa male qui? (cazzo sì!!) e qui (pure!!)? Guarda, prendi cortisone e antibiotici e non uscire di casa"
Insomma, da dodici giorni a Torino, il 90% dei giorni sono stata murata viva. e quando mi dicono cortisone e antibiotici mi viene sempre da piangere. Faccio biscotti natalizi che mia sorella regala ai suoi compagni di scuola spacciandoli come fatti da lei, leggo -roba femminista- faccio le pulizie i casa e assisto mia mamma, elfo di Babbo incazzoso che smadonna facendo i pacchi di Natale.
A Natale starò meglio, dice il dottore, giusto in tempo per arginare le prozie arzille ultrasettentenni quando si avventeranno sullo champagne al pranzo di Natale, o per placcare mio nonno che di solito se ne vuol tornare a casa sua ancora prima di mangiare il panettone.
E dulcis in fundo, lasciandoci un po' sorpresi e sbaccaliti (=storditi, che il Pucciu dice che sbaccalito non si dice) si prospetta la meta futura dell'autunno prossimo. SASPENSE!!!
Quando due anni fa gli comunicai che per essere ammessa negli States dovevo fare la trivalente, si scazzò. "ma non la fare!" "non posso, o mi fai una dichiarazione falsa che l'ho già fatta o la devo fare". Alla fine la feci, in sala d'attesa con bambini frignanti e mamme che mi indicavano: "vedi come è brava la signorina che non piange?". Son soddisfazioni.
Ma due giorni fa la mia speranza che mi dicesse che non avevo nulla è naufragata.
"hu, hai una brutta laringite e anche una tracheite, che ghiandole gonfie, ti fa male qui? (cazzo sì!!) e qui (pure!!)? Guarda, prendi cortisone e antibiotici e non uscire di casa"
Insomma, da dodici giorni a Torino, il 90% dei giorni sono stata murata viva. e quando mi dicono cortisone e antibiotici mi viene sempre da piangere. Faccio biscotti natalizi che mia sorella regala ai suoi compagni di scuola spacciandoli come fatti da lei, leggo -roba femminista- faccio le pulizie i casa e assisto mia mamma, elfo di Babbo incazzoso che smadonna facendo i pacchi di Natale.
A Natale starò meglio, dice il dottore, giusto in tempo per arginare le prozie arzille ultrasettentenni quando si avventeranno sullo champagne al pranzo di Natale, o per placcare mio nonno che di solito se ne vuol tornare a casa sua ancora prima di mangiare il panettone.
E dulcis in fundo, lasciandoci un po' sorpresi e sbaccaliti (=storditi, che il Pucciu dice che sbaccalito non si dice) si prospetta la meta futura dell'autunno prossimo. SASPENSE!!!
lunedì 17 dicembre 2007
Casa dolce casa
A Natale vado fuori di testa, lo spirito natalizio mi invade, malgrado non mi possa definire cattolica. Quindi:
Albero: fatto. Io di 31 anni e mia sorella di 25 litighiamo ancora per chi deve mettere le palle più belle. Quest'anno la punta è costituita da tre topi di peluche dell'Ikea legati all'albero con un nastro dorato. Ora aspetto qualche giorno poi faccio i biscotti da appenderci. Negli anni passati il cane di mio zio se li mangiava dall'albero, così come l'ex fidanzato della mamma e una mia amica.
Presepe: qui la questione si fa spinosa. Benchè allevate come cattoliche (all'acqua di rose) qui in famiglia si mantengono alcune convinzioni spirituali ma non si ama la Chiesa. Dunque mia sorella mi fa "ma non facciamolo più, dai!" Dopo lunga discussione l'ho convinta che Gesù era un rivoluzionario, il primo vero comunista della storia. e allora l'abbiamo fatto. muschio vero, Re magi in arrivo, gesù nascosto nella scatolina dei biscotti, palme finte, un elefante, i pastori gemelli, il lago con lo specchio di quando avevo otto anni, un villaggio fatto di casette russe all'orizzonte (grazie Pucciu) che fa pure interconfessionale. Il prossimo anno ci voglio mettere la sabbia, che forse in PAlestina il muschio non abbonda.
In arrivo: biscotti a forma di stella, Babbo Natale, etc. nonchè casetta di panpepato da assemblare con la glassa.
Ora vado a leggere un libro sugli gnomi, a bere latte con miele e cognac e a scrivere la mia letterina a Babbo.
Albero: fatto. Io di 31 anni e mia sorella di 25 litighiamo ancora per chi deve mettere le palle più belle. Quest'anno la punta è costituita da tre topi di peluche dell'Ikea legati all'albero con un nastro dorato. Ora aspetto qualche giorno poi faccio i biscotti da appenderci. Negli anni passati il cane di mio zio se li mangiava dall'albero, così come l'ex fidanzato della mamma e una mia amica.
Presepe: qui la questione si fa spinosa. Benchè allevate come cattoliche (all'acqua di rose) qui in famiglia si mantengono alcune convinzioni spirituali ma non si ama la Chiesa. Dunque mia sorella mi fa "ma non facciamolo più, dai!" Dopo lunga discussione l'ho convinta che Gesù era un rivoluzionario, il primo vero comunista della storia. e allora l'abbiamo fatto. muschio vero, Re magi in arrivo, gesù nascosto nella scatolina dei biscotti, palme finte, un elefante, i pastori gemelli, il lago con lo specchio di quando avevo otto anni, un villaggio fatto di casette russe all'orizzonte (grazie Pucciu) che fa pure interconfessionale. Il prossimo anno ci voglio mettere la sabbia, che forse in PAlestina il muschio non abbonda.
In arrivo: biscotti a forma di stella, Babbo Natale, etc. nonchè casetta di panpepato da assemblare con la glassa.
Ora vado a leggere un libro sugli gnomi, a bere latte con miele e cognac e a scrivere la mia letterina a Babbo.
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