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sabato 20 marzo 2010

Niente e' cambiato, tutto e' cambiato ?

Torno solo io a scrivere - boato nel web - poiche' l'ineffabile Pucciu cazzeggia su Facebook ed e' contento cosi'. Notare che sul suo profilo di FB nel suo status "relationship" io non risulto, dunque forse non stiamo piu' insieme ma io non me ne sono accorta.

Siamo sempre cool, questo sia chiaro. Dopo aver profuso la nostra coolness a Gerusalemme, ci siamo degnati di ritornare alla base nella nostra bella Torino, dove viviamo in una casa sul fiume - che pero' non e' una palafitta.

Vogliamo parlare del fatto che il 4 di ottobre facevamo un picnic in spiaggia a Tel Aviv e a fine ottobre ci aggiravamo a Torino imbaccuccati come degli esquimesi, con il Pucciu che mi guardava e diceva: Te lo dico adesso, guarda che tu [abituata ai 30 gradi degli ultimi otto mesi] questo inverno non lo passi viva?

per farla breve, la situazione attuale di noi femministi e' questa: abbiamo avuto il grandissimo c*lo di trovare una casina a Torino, ho avuto lo stragrandissimo c*lo di trovare un lavoro, mentre il Pucciu scrive la sua tesi di dottorato, traduce cose e si occupa di tutto il resto: cucina, casa, rapporti amichevoli con i contadini del mercato dei contadini sotto casa, rapporti amichevoli con le vecchiette che gli danno ricette di cucina, rapporti amichevoli con i nostri amici e famiglie.

A cosa servo io? A fare l'affascinante rompiballe, al solito.

A tempo perso mi lamento dell'Italia, di Torino, della politica, del tempo, della decadenza dei valori, del consumismo sfrenato, del pressapochismo dilagante.

Ah, mi manca il lavoro di Cincinnati, la casa di Cincinnati, ma anche il lavoro di Gerusalemme, la casa di Gerusalemme, il clima di Gerusalemme, il fascino di Gerusalemme, gli amici di Cincinnati e Gerusalemme.

Non mi mancano gli scarrafoni di Gerusalemme. E non mi mancano gli amici di Torino, che sono sempre il meglio e per fortuna li vedo spesso.

Il Pucciu ora e' a Cincinnati, studia la sua kabbala e fa cose e vede gente. Per due mesi.

Io aspetto la primavera, che qui pare ancora inverno: quando ci sara' il sole mettero' un gelsomino sul terrazzino, spolverero' il narghile' e mi faro' un cocktail al rhum.

lunedì 11 maggio 2009

Ratzi, blatte e case museo

Qui a Gerusalemme e' tutto un rumore di elicotteri sopra la testa, mi sa che il nostro ha iniziato la sua gita.
Ma gli daranno le falafel a pranzo, nella pita? Spero di si per lui.

Io da oggi sono sola per qualche giorno, a parte gli scarrafoni per cui sono diventata una specie di Angelo della Morte, thanks to wikipedia, che mi ha gentilmente informata - mentre tentavo di non guardare le foto di blatte e vomitare - delle loro abitudini.

Sono stata naturalmente ripresa dal Pucciu, perche' wikipedia non e' affidabile.

Ora, volessi fare la fissione nucleare e guardassi le istruzioni su wikipedia, capirei anche, ma per le blatte e i loro sporchi segretucci, cosa dovrei fare, telefonare a Konrad Lorenz? a parte che e' morto.



Al di la' gli animaletti che la popolano, Gerusalemme continua ad affascinarmi. Uno dei miei posti preferiti finora e' la Ticho House, una delle prime case costruite fuori dalle mura. Ci hanno abitato a lungo il dott. Ticho, famoso in tutto il Medio Oriente, e sua moglie, che, dettaglio a' la Novella 2000, era anche sua cugina.


Lei lo aiutava e dipingeva e la loro casa era un po' il centro di incontro degli intellettuali dell'epoca. Il giardino tra gli ulivi e' bellissimo e quieto e c'e' una biblioteca di libri d'arte.

Le case-museo mi interessano particolarmente, forse perche' sono piu' interessata alle storie delle persone che alle storie dei luoghi. A Phildelphia l'anno scorso abbiamo visitato il Rosenbach Museum, che apparteneva a due fratelli: uno vendeva e collezionava libri antichi, l'altro era esperto d'arte.



Il Museo conserva i lavori del disegnatore Maurice Sendak, il creatore di questi mostrini qui sotto oltre che il manoscritto dell "Ulisse di Joyce", tra le altre cose.


In conclusione, darei tutta la mia scorta di insetticida per un mostro di Sendak in casa.