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giovedì 6 agosto 2009

"Il Cinese" e Natasha sul Monte degli Ulivi

In questi mesi di silenzio sono successe alcune cose. Per esempio, mia sorella giovane e bella e' venuta a trovarmi a Gerusalemme, e dunque l'ho portata un po' in giro a visitare la citta'. Abbigliata in modo consono, che' ebreo, druso, musulmano, l'uomo mediterraneo sempre malandrino e'. E mia sorella non la devono guardare. Minchia.

E allora, sudate perche' coperte e sempre vestite uguali, ci siamo arrampicate sul Monte degli Ulivi, incontrando giapponesi in formissima che praticamente correvano in discesa.


Allora, il Monte degli Ulivi dovrebbe almeno ricordarvi un paio di cosette: Gesu' e Getsemani. e questi sono gli ulivi del Getsemani che ho doverosamente fotografato.



Tra le varie chiese cristiane di varie denominazioni c'e' la Chiesa di Maria Maddalena, che e' russa ortodossa. Mentre impedivo a mia sorella di depredare di fiori il parchetto intorno alla Chiesa, leggiamo sulla guida che c'e' anche un monastero di suore russe ortodosse.




E mia sorella: "ma sai nel libro "Il Cinese" (di Mankell) c'e' uno che dice che tutte le russe lui le chiama Natasha"
ed io " eh beh,ma che razzista! pensa anche qui in Israele le donne russe trafficate le chiamano tutte Natasha e bla - pippone femminsta - bla bla"

Allora esce dal convento una suora, poi un'altra e un urletto di una suora che ne chiama un'altra infrange il silenzio: Natashaaaaaaaaaaaaaa.

So long al mio momento di critica degli stereotipi.