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mercoledì 13 febbraio 2013

(Non) votare all'estero

Tanto tempo fa, quando mamma e papa' mi leggevano le storie, mi chiamavano "la piccola democristianina", tutto cio' per via di un libretto, assolutamente educativo e interessante (v. sotto) impostato sul "sembra buono ed invece e' cattivo" , "sembra piccolo, invece e' grande", insomma, sul non fidarsi delle apparenze, che pero', per un tragico twist del destino, mi rovino'.


A furia di leggerlo il risultato fu che democristianamente non mi sbilanciavo mai sui pareri: era tutto un po' brutto un po' bello, un po' buono un po' cattivo. Invece di apprezzare la mia capacita' di cogliere le mille sfumature di grigio della realta' sin da bambina - e qui mi riapproprio delle sfumature di grigio dal quel brodo primordiale erotico che non ho neanche letto, ma che importa- i miei mi pigliavano per i fondelli.

Son traumi.

Comunque sia, poi superai questa fase e diventai una per cui tutto e' bianco o nero, e in parte lo sono ancora adesso.  Finita la commovente premessa,entriamo nel vivo di questo sbrodolamento. Tenetevi forte.

Qualche giorno fa ci sono arrivate le schede elettorali per votare per posta, rimandandole al nostro consolato di zona, a Philadelphia.  A parte che ho un grandissimo conto in sospeso con il Consolato di Philadelphia da un anno, quando ci misero solo 3 ore a stampare una procura che dovetti correggere io dai loro errori, appanzatissima, con il Pucciu che mi lanciava da lontano le caramelle Leone per calmarmi e gli americani presenti basiti che mi invitavano a stare idratata.

Io volevo solo attraversare il corridoio e chiedere asilo politico, cittadinanza e quantaltro, per me e la Squatter - che a quel punto ballava la samba nel pancione- al consolato panamense.

Quindi, diciamocelo, un po'speravo che le schede arrivassero tardi per scatenare sul consolato la mia ira funesta, ma per stavolta si sono salvati. Arrivera' il giorno, ma non sara'oggi.

I am watching you, guys.

Dicevamo, le schede sono qua, e ora mi tocca votare. Che poi un po' vorrei e un po' no. Ma come faccio a partecipare alla vita politica del mio paese, almeno in modo basico, senza votare? Come faccio a lamentarmi poi se vince l'innominabile B? E poi mi dico che bisogna votare contro Berlusconi, e qui il deja vu mi fa stramazzare al suolo, perche' praticamente mai nella mia vita di votante ho votato se non "contro Berlusconi".

L'ultima volta che votai dall'estero (nel 2008),peraltro documentata qua: gli italiani all'estero salvarono il salvabile, ora mi sa che non c'e' piu' granche' da salvare; tuttavia, siccome la piccola democristianina is back, votero' per quelli che sono "un po' buoni e un po' cattivi".

E qualcuno - se non I*dio che e' impegnato con le dimissioni di Benny 16-  ce la mandi buona.

giovedì 23 agosto 2012

La droga e' la risposta

Presa qui
 Reduce dalla gita su Valentina II, con una squatter iperattiva, detta anche Highlander per la sua resistenza all'addormentamento, ho capito che una sola cosa poteva salvarmi in un viaggio lungo circa una ventina di ore: la droga.

E dunque,  armata di rimedio omeopatico per  - e qui cito: "bambini iperattivi o irrequieti, ma in sè allegri e pacifici",  e di tanta speranza ci apprestiamo al viaggione di mille mila miglia per tornare al paesello dall'amato Pucciu, padre e marito ormai solo soletto da un mese.

Ora, non amo spostarmi. Teletrasportatemi ovunque, dissolvetemi e ricomponetemi, ma ora di spostarmi  mi attacco alle tende e miagolo la mia ansia e disperazione. Con poppante al seguito, poi, il dramma diventa serio ed il viaggio epico. Ah, di solito il tutto e' preceduto da conversazione con il Pucciu di persona o su Skype, in cui io gli dico cosa fare se l'aereo dovesse cadere.

Mia sorella, che a questo giro ha ascoltato la conversazione su skype, chiosa poi con un  "ma credevo lasciassi tutto a noi!"

Anyway, droga o non droga,  e' andata bene: e' bastato buttare globuli omeopatici in bocca alla squatter appena si distraeva un secondo, buttarla per terra in aeroporto a Francoforte su un vecchio pareo di mia mamma facendola strisciare in ogni dove, lasciarla ciucciare i magazine Lufthtansa, cambiarla n. volte nel bagno dell'aereo, attivita' che le piace molto non sapendo che rischiava di  cadere nella tazza del wc e poi di farsi circa 10.000 m. di volo planando in Irlanda - perche' e' cosi' che succede, no?

Alla fine la poppante  ha pure riconosciuto suo padre all'aeroporto, ed ora - dopo immersioni italiane nella socialita' con amici, amiche, parenti, vacanze etc, siamo tornate alla normalita' del paesello.

Quiete e solitudine.

Aiuto.

giovedì 17 novembre 2011

1 isola, 1 cefalo e il 99% - NY Take three

E poi basta cosi', che ormai e' quasi un mese che siamo tornati da NY. Ma la neve prima, gloriose giornate autunnali dopo e i ritmi da bradipa panzona mi hanno rallentato anche i pochi neuroni che cozzano indiscriminatamente nella mia testa.

Allora, siccome come gia' anticipato eravamo in uno scrauso B&B ad Harlem, abbiamo deciso di andare verso nord, ed esplorare la parte italiana del Bronx che al contrario di Little Italy a Manhattan, mantiene un po' di autenticita'.

Abbiamo sniffato profumo di pane vero, ammirato salami e conigli in vetrina, e fatto un merendino rigeneratore a suon di cannoli da De Lillo, che sapevatelo, e' "rated" da Zagat.

Il Pucciu, povero accademico ingenuo rivolge lo sguardo al maxischermo del locale, dove imperversa sul canale Rai per l'estero Mara Venier e mi fa: certo che poverini gli italiani all'estero, loro, si beccano ancora la Venier.

Non ho avuto cuore di dirgli la triste verita'.

Tra un pit stop e l'altro i tutti i possibili bagni del quartiere - ovviamente per colpa della squatter, che ultimamente ha imparato il trucco detto "del cefalo", per cui all'improvviso si deposita come un peso morto sulla mia vescica e da li' in poi sono tutti 'azzi miei a trovare un bagno nel giro di un nanosecondo - ci siamo spostati a City Island.

City Island e' un posto surreale. Un'isoletta di pescatori sonnolenta d'autunno, ma popolosa d'estate, a un'ora da Manhattan, una striscia lunga un km sul mare con una strada principale, silenziosa e semideserta, che ti porta dritto dritto da: Tony's Pier, che noi non andiamo da nessuna parte senza mangiare, se non si fosse capito. Posto di pesce peraltro definito "ghetto" dalle reviews che abbiamo letto che parlano di scene folli avvenute nel parcheggio del suddetto locale.

Ora mi spiego i cartelli ovunque sul non salire sui tavoli, e il non salire sui lavandini in bagno. Comunque sia, in un soleggiato lunedi' di ottobre, abbiamo dovuto cambattere solo con i gabbiani.

Occupy Wall Street ce lo siamo saltato per i soliti nobili motivi: non pit stop nei bagni, ma mal di schiena, quindi la squatter si profila come un po' borghese, che neppure l'abbiamo portata nel suo ambiente naturale, a squattare Zuccotti Park e a suonare i bonghi, che sono stati causa di disappunto dei vicini di casa degli occupanti.

Non li biasimo.


Tuttavia, questa squatterina ora credera' mica di essere parte dell'1%?

Che poi, ho qualche perplessita' su questo 99%, che e' un super calderone in cui mica siamo tutti uguali, con gli stessi problemi e con le stesse possibilita'... Ma va beh, forse ci andra' un prossimo pippone femminista sull'argomento.

(paura, eh!)

sabato 20 marzo 2010

Niente e' cambiato, tutto e' cambiato ?

Torno solo io a scrivere - boato nel web - poiche' l'ineffabile Pucciu cazzeggia su Facebook ed e' contento cosi'. Notare che sul suo profilo di FB nel suo status "relationship" io non risulto, dunque forse non stiamo piu' insieme ma io non me ne sono accorta.

Siamo sempre cool, questo sia chiaro. Dopo aver profuso la nostra coolness a Gerusalemme, ci siamo degnati di ritornare alla base nella nostra bella Torino, dove viviamo in una casa sul fiume - che pero' non e' una palafitta.

Vogliamo parlare del fatto che il 4 di ottobre facevamo un picnic in spiaggia a Tel Aviv e a fine ottobre ci aggiravamo a Torino imbaccuccati come degli esquimesi, con il Pucciu che mi guardava e diceva: Te lo dico adesso, guarda che tu [abituata ai 30 gradi degli ultimi otto mesi] questo inverno non lo passi viva?

per farla breve, la situazione attuale di noi femministi e' questa: abbiamo avuto il grandissimo c*lo di trovare una casina a Torino, ho avuto lo stragrandissimo c*lo di trovare un lavoro, mentre il Pucciu scrive la sua tesi di dottorato, traduce cose e si occupa di tutto il resto: cucina, casa, rapporti amichevoli con i contadini del mercato dei contadini sotto casa, rapporti amichevoli con le vecchiette che gli danno ricette di cucina, rapporti amichevoli con i nostri amici e famiglie.

A cosa servo io? A fare l'affascinante rompiballe, al solito.

A tempo perso mi lamento dell'Italia, di Torino, della politica, del tempo, della decadenza dei valori, del consumismo sfrenato, del pressapochismo dilagante.

Ah, mi manca il lavoro di Cincinnati, la casa di Cincinnati, ma anche il lavoro di Gerusalemme, la casa di Gerusalemme, il clima di Gerusalemme, il fascino di Gerusalemme, gli amici di Cincinnati e Gerusalemme.

Non mi mancano gli scarrafoni di Gerusalemme. E non mi mancano gli amici di Torino, che sono sempre il meglio e per fortuna li vedo spesso.

Il Pucciu ora e' a Cincinnati, studia la sua kabbala e fa cose e vede gente. Per due mesi.

Io aspetto la primavera, che qui pare ancora inverno: quando ci sara' il sole mettero' un gelsomino sul terrazzino, spolverero' il narghile' e mi faro' un cocktail al rhum.

martedì 5 maggio 2009

Ritorno tellurico

Aeroporto di Malpensa.

Con il pucciu ci rendiamo conto che la solita intervista della security israeliana non si fara', ma che surprise surprise, essendo turista, non posso andare in Israele senza avere un biglietto di ritorno per l'Italia. I miei pensieri e le mie imprecazioni sono andate all'impiegato dell'ambasciata italiana di Gerusalemme, che alla mia domanda: "Devo io entrare in Israele con biglietto di ritorno?" rispose : "No, stia tranquilla".

....

Berciando in mezzo alla fila del check in: "Vedi pucciu,dovevamo sposarci a Las Vegas, in questa c*zzo di societa' se non sei sposato non hai diritti!"

...

Risolto rocambolescamente il problema. Al gate decido che ci dobbiamo sposare, segretamente e a Cipro.Sostanzialmente perche' voglio viaggiare comoda. Il pucciu mi convince a pensarci domani, ricordando che noi femministe (lui incluso) ritengono il matrimonio una istituzione patriarcale.

....

Arrivati alle 3 di notte all'aeroporto, saliamo su taxi collettivo: un ragazzo fuori di testa sta per menare un poveretto, la madre del ragazzo lo piglia a schiaffi, un finlandese scende in mezzo al nulla in un villaggio arabo vicino a Gerusalemme.

venerdì 30 gennaio 2009

Se bastasse un lampione

Adesso che il tema della violenza carnale sulle donne è drammaticamente attuale, si cerca di correre ai ripari con tutta una serie di interventi: quali taxi notturni, più finanziamenti ai centri che si occupano di accogliere ed assistere le vittime di stupri e l'installazione di lampioni.

Tutto bene, per carità. Ma mi torna in mente quel poliziotto messicano che in classe ci disse, a proposito dei numerosissimi e feroci femminicidi di Ciudad Juarez (secondo varie stime, si arriva a quasi 1000 donne tra morti accertate e persone scomparse dal 1993 a oggi), che sarebbe bastato illuminare un po’ di più le strade.

Chapeau.

Il caso di Ciudad Juarez è estremo, perché si intrecciano vicende di guerre tra bande, di traffici di droga etc. ma illustra bene un paio di punti. In una situazione in cui le donne sono costantemente sfruttate nelle maquiladoras – che per la grande maggioranza sono di proprietà nordamericana, courtesy of NAFTA - dove in fabbrica si organizzano concorsi di bellezza e si incoraggiano le ragazze a truccarsi e a essere carine, dove le donne, in una cultura molto machista, spesso sono quelle che mettono insieme il pranzo e la cena con le conseguenti tensioni a livello familiari, un lampione in più non basta.




In una società così, dove una donna è spesso considerata in un pezzo di carne al lavoro e in casa, sei già vulnerabile ad essere considerata meno di zero, e la violenza è sistematica, normale, perché è insita e in qualche modo autorizzata dal sistema stesso. E allora, molti provvedimenti presi in Italia o altrove sono insufficienti, renderanno forse le strade un po’ più sicure, sensibilizzeranno le forze dell’ordine, ma il cambiamento va fatto a livello sociale.

Educando in modo diverso bambini e bambine, sottraendosi all’esasperata sessualizzazione di tutto e tutte/i, e coinvolgendo gli uomini nella lotta contro la violenza contro le donne come alleati e non come nemici. Come fa negli USA questa associazione ed in Italia quest’altra.


Altre risorse su Ciudad Juarez:

Amnesty International

WIP Women's International Perspective

lunedì 17 novembre 2008

Potrebbe andare molto peggio

A Torino è una bellissima giornata d'autunno

ho visto qualche squartamento su Ski: Law and Order - in lingua originale così non perdo l'allenamento

ho fatto una passeggiata in riva al Po

ho un incarico a tempo brevissimo, ma interessante - e lo dico pianissimo :ben pagato anche se non so quando. Lo posso svolgere da casa in pigiama con le bavette del sonno solidificate sulla faccia

penso che tra cent'anni, sul letto di morte non dirò: "certo ho fatto proprio bene a rimanere a Torino da sola invece di vivere per un po' in un paese interessante (nel bene e nel male) come Israele con il Pucciu" e lo comunico a lui che improvvisamente lamenta oscuri disturbi psicosomatici.

mercoledì 1 ottobre 2008

Generazione 1922

Nella sua concezione del mondo ci sono uomini e pigmei, ometti. Non ha una visione per nulla gender sensitive. niente donne e pigmee. Ammira solo le vedove che prendono in mano il business dei mariti e hanno più successo di loro.

Lamentandosi di non essere un vecchio macilento "ma nonno, quelli non mangiano, sono malati!" ha perso i maledetti due kg che io non mi leverò mai da dosso.

Ha un medico che lo tiene così bene che seppure abbia 86 anni credo (e spero) che possa tirare almeno ai 120.

Disquisisce sulla crisi finanziaria degli USA, sui giovani d'oggi e sui problemi di integrazione degli immigrati. Donne sconosciute lo fermano e lo baciano. Giuro.
Quando gli ho detto di cercare di accasarsi con una ricchissima 96enne ha detto che lui le vecchie non le vuole. Per inciso, lei si è trovata un fidanzato.

Di carattere ribelle, a otto anni in pieno fascismo contraddisse la maestra di campagna che sosteneva che sotto il fascismo ci fosse la libertà di parola. "Perchè io ero già un ribelle, sin da piccolo!" " e va beh, ma tuo padre era socialista, magari quelle idee giravano in casa..." "No no io ero già così di mio!"

A volte mi dà speranza pensare di discendere da questo affascinante e insopportabile uomo, a volte mi fa sentire carne morta.

lunedì 15 settembre 2008

Aggiornamenti

Per chi passa di qua:

- sto ingrassando a causa di aperitivi e pranzi da nonni e zie. "Ma fede lo vuoi il rosso dopo i tre bicchieri di bianco che ti sei già bevuta, o forse vorresti anche dello sherry?" "ehm, no grazie"
"Va beh, ma prendi almeno del whiskey!"

- stiamo impazzendo: I0: "Dove vai domani?" Pucciu: "Devo andare via presto chè porto la tartaruga a Borgaretto" IO: "A fare che?" Pucciu: "A farla trombare (dopo 30 anni di vita), si montava tutti i sassi ansimando"

- sto cercando lavoro. Sono ufficialmente disoccupata da soli 15 gg e già sono parecchio mesta. Patisco un po' i cambiamenti. Patisco anche che McCain sia in vantaggio, patisco il fatto che che Sarah Palin conquisterà parecchi voti e patisco la mia ignoranza attuale sulla politica italiana. So solo che ogni tanto devo dire "Lo dico a Brunetta!"

giovedì 11 settembre 2008

what a ride!

Sono stati anni bellissimi ed intensissimi, anni in cui ho creduto nell'ordine: che sarei stata bocciata, che il Pucciu mi avrebbe lasciato causa indifferenza assoluta nei suoi confronti quando avevo da fare, e che l'orticaria che gli è venuta quando abbiamo iniziato la convivenza non gli sarebbe mai passata.

Eppure in tre anni ho visto gli USA cambiare, una donna ed un afroamericano candidarsi alle elezioni presidenziali. Sono cambiata io: sono molto più scassapalle grazie ad un master che dietro la definizione "critical thinking" nasconde un atteggiamento da rompicoglioni cronica. Sono anche molto più figa, ma questo era scontato.

E allora, adesso dopo anni passati rapidamente è ora di aspettare. Aspettare un lavoro, aspettare un cambiamento che spero veloce. Nel frattempo, sono andata al mare, chè aspettare da abbronzata fa più fine.

Al mare abbiamo una bagnina - grande vittoria del femminismo - anche se i vecchi in spiaggia la chiamavano inspiegabilmente "il bagnino", e al mercato a Spotorno ho ascoltato un ragazzo cercare di convincere l'anzianissima nonna dei benefici della reincarnazione: "ma nonna, non ti piacerebbe rinascere e che so, diventare un leader mondiale che ottiene la pace globale?"

che la mia attesa sia lunga o breve, l'intrattenimento sarà sempre assicurato.

martedì 15 aprile 2008

Fosse Berlusconi il mio problema



Il sole splende ed il Pucciu si aggira discinto in cucina mormorando con la sua "erre" un po' cosi': Povca tvoia povca tvoia, Fede guavda non sono mica contento!
In cucina abbiamo due finestre e zero tende, forse neppure le vicine saranno molto contente o forse si.

Anche non fossero contente, siccome il Pucciu e’ discinto nella sua proprieta’ privata, non possono dire nulla, ma possono voltare le spalle al peraltro sexy lato B del Pucciu.

Un po’ come noi che da lontano guardiamo l'Italia e vediamo cose non ci piacciono, pero’ abbiamo il privilegio di poterci voltare dall’altra parte, di rifare le valige e cercare un posto diverso dove stare.

Un posto

dove nessuno mi dica che per meno di 2500 euro un lavoro non lo accetta neanche (famiglia di due persone)

dove gli ex sessantottotini non ci guardino dall’alto delle cattedre dove siedono inchiodati da decenni vantandosi del fatto che loro hanno cambiato il mondo e noi no

dove i nani e le ballerine vengano esiliati per sempre nel loro magico regno delle novelle 2000-3000, Visto etc e non pretendano pure di parlare, o peggio, fare i/le maitres a’ penser.

dove quello che voglio fare del mio utero, nel mio utero, sul mio utero sia un diritto acquisito una volta per tutte

dove la ggente ggiovane stia a casa da mamma e papa’ perche’ non PUO’ fare altrimenti e non solo perche’ stanno risparmiando per una casa piu’ grande o una macchina piu’ lussuosa (e succede, oh se succede)

dove non senta piu’ nessuno dire che gli extra-comunitari rubano il lavoro agli italiani/americani/inglesi/francesi/etc.

E se un posto cosi’ non lo trovo, rimane sempre l’idea di ripartire dalla comune a Fanghetto, frazione diOlivetta S. Michele (ValRoia)dove allevare in piena liberta’ dei piccoli disadattati che magari non aspireranno nella loro vita solo ad essere felici (e si fotta il resto del mondo).

Yes, We Can.

mercoledì 9 aprile 2008

Ops, they did it again!

Come avete visto, ho documentato il processo di voto mio e del Pucciu. Fatto il dovere di brava cittadina, mi sono decisamente alterata ieri quando mi e' arrivato nella posta un bel plico le schede per votare ed il mio certificato elettorale.

La brava cittadina che sono si trova poi ad un bivio: cosa fare delle schede? Mangiarsele? Riconvocare Ganesh e Buddha e fare un falo' purificatore? No, manda una mail a chi di dovere. Quando si ha a che fare con la pubblica amministrazione questo e' un passo pericolosissimo, perche' non temo tanto l'errore, quanto la giustificazione dello stesso, che in genere ti fa intravvedere abissi che e' meglio ignorare.

Facciamola breve: durante una conversazione telefonica mi si dice che l'errore e' dovuto al fatto che in un certificato elettorale appariva il mio secondo nome e in un altro no. Pero' il resto combaciava: nome, cognome, data di nascita, comune di residenza.

Insomma, le mie schede ripartiranno oggi per dove sono venute. La fiducia nella macchina amministrativa decresce ed io mi chiedo cosa sarebbe successo se avessi votato due volte. Se ne sarebbero accorti?

venerdì 4 aprile 2008

Momento democratico

Sono arrivate, declinate in deliziosi colori fashion abbastanza primaverili.
Notare sullo sfondo la manina a paletta del Pucciu e una riproduzione/feticcio di Platone impiccato al porta foto.



Ringrazio gli ideatori delle schede, perche' le hanno create in colori che si abbinano perfettamente alla mia borsa preferita. Un tocco di classe niente male.



Anche i numi tutelari della casa femminista, un Buddha del ristorante cinese ed un Ganesh regalo di Ester, esaminano le schede e supervisionano la correttezza dell'operazione. Buddha commenta che i loghi fanno cagare. Ha ragione.



Dopo aver verificato che io non avessi votato per la Dani Santanche' (piuttosto mi sparo) la manina del Pucciu - notaio prende le schede e le piazza nell'apposita busta bianca da sigillare. Notare che la stava per votare lui per sbaglio.




La busta bianca va nella busta con l'indirizzo del consolato di Detroit (nostro consolato di zona). Nella busta con l'indirizzo va anche il tagliando elettorale.



Ecco, e' tutto finito. diciamo che si puo' fare, ma con poca passione e poche speranze.

domenica 30 marzo 2008

Siamo tornati

Riflessioni sparse:

1) siamo tutti vivi e vegeti e non ci siamo persi nessuno. A parte un partecipante che a Rapallo cercando l'albergo (in riva al mare) e' stato trovato da un clone di Berlusconi - biondo- in collina e riportato a casa.

2) sono intollerante ai vecchietti ma credo che neanche loro mi amino dato che una signora locale a Vernazza mi ha chiuso le porte del tunnel che conduce alla stazione su una mano. La scusa e' stata "Ma la porta aperta faceva corrente!"

3) A Bologna l'autista dell'autobus ha tamponato un camioncino, tanto per cominciare bene la giornata. poi pero' mi ha fatto usare il suo Tom Tom (cool!)

4) uscire dalla stazione Venezia-Santa Lucia e vedersi davanti Venezia e' sempre un colpo al cuore. Per riprenderci: tonnellate di baccala' mantecato (Rosticceria al Sotoportego della Bissa- Rialto)

5) La passeggiata dell'amore tra Riomaggiore e Manarola e' infestata dai lucchetti. Abbiamo doverosamente spiegato il fenomeno al gruppo basito. Evitata foto mia e del Pucciu con sfondo di lucchetti.

6) Bologna e' cara come Manhattan ma bella bella. Torino con il sole fa quasi voglia di tornare a stare in Italia. Avvistate e segnalate lumache in vendita a Porta Palazzo.

7) E ora siccome mi sono fregata con le mie stesse mani e faro' una parte della Maratona di Cincinnati a Maggio, chiudo e vado a fare il criceto sul treadmill.

giovedì 27 marzo 2008

Ancora vivi

A stento. Tra pause riposo, pipì ripetute, gente persa e ritrovata, pioggia e sole siamo approdati a Torino.
Plauso al Pucciu che mi ha sopportata mentre mi lamentavo dei vecchietti.

Ora vado che mamma ha fatto le polpette e il tiramisu'.
A risentirci per altri torbidi dettagli.

mercoledì 19 marzo 2008

Lamentini

Venerdi' si parte per l'Italia. Il Pucciu, io ed altre 14 persone. Saremo in tour per una settimana a Venezia, Bologna, Cinque Terre, e finalmente Torino. L'angoscia striscia: e se mi perdo della gente a Venezia? e se ad alcuni di loro (per la prima volta fuori dagli USA) non piace niente? Ma soprattutto, perche' ho accettato di accompagnarli invece di stare una settimana stravaccata sulle spiagge della Florida?

La mamma mi chiede cosa voglio da mangiare per le due cene a Torino, ed io intanto preparo un valigione di roba invernale da lasciarle a Torino, che tanto il prossimo inverno non saremo piu' qui.

Poi devo solo: finire un paper, prepararmi per un esame e darlo, fare il bucato, stirare, fare la borsa, dare tutti i voti ai miei studenti, ed incontrare dei bambini ai quali daro' forse lezioni di italiano.

Ci si risente passata la buriana.

venerdì 31 agosto 2007

I Misteri della Maremma

L’estate non è ancora finita, le mie vacanze neppure, fino al 17 non si torna nel magico Midwest, ma sono già innumerevoli i misteri sui quali la mia piccola mente si interroga.

La Maremma – dove abbiamo trascorso 4 giorni- è bella, ma fitta di misteri. Abbiamo alloggiato in un magnifico agriturismo meta di famigliole romane e salernitane. Abbondano i bambini ed un giorno a colazione, un grido squarcia la calma della sala da pranzo: “Ma tu si’ pazz!!!!” rivolto ad una bambina che da mezz’ora impilava pazientemente strati di pane e nutella, fino a raggiungere-valuto io, la bellezza di sette-otto strati. Perché il tenero papino detentore dell’urlo ha urlato solo al settimo livello della mostruosa torre di Babele? Mistero!

Poi, che cosa ha spinto i genitori di un biondino di anni due a fargli indossare una magliettina azzurra su cui sono disegnate pecore tra cui una nera che fa il gesto dell’ombrello abbinandoci l’elevazione al cielo del dito medio? Mistero!

Perché ci sono dei piccolissimi vermetti rossi nelle piscine naturali di Saturnia? Mistero!

Perché il Pucciu ama svisceratamente i punti panoramici costringendomi a fermarmi ogni due metri per immortalare la maremma sotto minimamente diversi punti di vista? Mistero!

Poi va beh, abbiamo visitato delle necropoli etrusche ed io credevo (me lo disse 25 anni fa la mastra alle elementari) che gli Etruschi fossero un mistero, ma il Pucciu dice che non lo sono più. Però spero che i Fenici e gli Hittiti lo siano ancora.

venerdì 10 agosto 2007

Tra bavette e tacchi alti

Eccomi. Arrivata da meno di una settimana, soggetta ad improvvisi addormentamenti per via del jet lag. Sapete quelle penniche profonde dalle quali ci si sveglia con la famosa bavetta appiccicosa all'angolo della bocca? Ecco quelle. Brutto sbavare sul lettino in spiaggia, ma tant’è. La pennica non perdona.
Tra uno sbavamentino e l’altro, grandissima vita. Sono stata un paio di giorni in Liguria per vedere mia madre e udite udite, sono stata presentata ad un attore di una famosa telenovela. Il quale mi ha anche detto: ma non dimostri l’età che hai! Oltretutto volevo fare bella figura e far finta di non riconoscerlo (e se soffre in quanto prigioniero del personaggio?) ma mia madre mi ha subito sputtanata: Ma sì lo conosci è tizio (dicendomi il nome televisivo). Grassie mamma.

Per il resto, niente, l’università vuole farmi pagare 160 dollari per un DVD che sono quasi sicura di aver restituito, ho conquistato un treenne in spiaggia che comodamente seduto con me al tavolino del bar mi guarda e mi chiede:”A cosa pensi?”. Ho mangiato e mangerò come un bue. La mamma e le sorelle per ora mi amano (o fingono molto bene), così come il Pucciu, che si offre a ogni piè sospinto di comprami scarpe con il tacco. Se mi diventa feticista che faccio? Se poi le scarpe se le vuole mettere lui?