Tanto tempo fa, quando mamma e papa' mi leggevano le storie, mi chiamavano "la piccola democristianina", tutto cio' per via di un libretto, assolutamente educativo e interessante (v. sotto) impostato sul "sembra buono ed invece e' cattivo" , "sembra piccolo, invece e' grande", insomma, sul non fidarsi delle apparenze, che pero', per un tragico twist del destino, mi rovino'.
A furia di leggerlo il risultato fu che democristianamente non mi sbilanciavo mai sui pareri: era tutto un po' brutto un po' bello, un po' buono un po' cattivo. Invece di apprezzare la mia capacita' di cogliere le mille sfumature di grigio della realta' sin da bambina - e qui mi riapproprio delle sfumature di grigio dal quel brodo primordiale erotico che non ho neanche letto, ma che importa- i miei mi pigliavano per i fondelli.
Son traumi.
Comunque sia, poi superai questa fase e diventai una per cui tutto e' bianco o nero, e in parte lo sono ancora adesso. Finita la commovente premessa,entriamo nel vivo di questo sbrodolamento. Tenetevi forte.
Qualche giorno fa ci sono arrivate le schede elettorali per votare per posta, rimandandole al nostro consolato di zona, a Philadelphia. A parte che ho un grandissimo conto in sospeso con il Consolato di Philadelphia da un anno, quando ci misero solo 3 ore a stampare una procura che dovetti correggere io dai loro errori, appanzatissima, con il Pucciu che mi lanciava da lontano le caramelle Leone per calmarmi e gli americani presenti basiti che mi invitavano a stare idratata.
Io volevo solo attraversare il corridoio e chiedere asilo politico, cittadinanza e quantaltro, per me e la Squatter - che a quel punto ballava la samba nel pancione- al consolato panamense.
Quindi, diciamocelo, un po'speravo che le schede arrivassero tardi per scatenare sul consolato la mia ira funesta, ma per stavolta si sono salvati. Arrivera' il giorno, ma non sara'oggi.
I am watching you, guys.
Dicevamo, le schede sono qua, e ora mi tocca votare. Che poi un po' vorrei e un po' no. Ma come faccio a partecipare alla vita politica del mio paese, almeno in modo basico, senza votare? Come faccio a lamentarmi poi se vince l'innominabile B? E poi mi dico che bisogna votare contro Berlusconi, e qui il deja vu mi fa stramazzare al suolo, perche' praticamente mai nella mia vita di votante ho votato se non "contro Berlusconi".
L'ultima volta che votai dall'estero (nel 2008),peraltro documentata qua: gli italiani all'estero salvarono il salvabile, ora mi sa che non c'e' piu' granche' da salvare; tuttavia, siccome la piccola democristianina is back, votero' per quelli che sono "un po' buoni e un po' cattivi".
E qualcuno - se non I*dio che e' impegnato con le dimissioni di Benny 16- ce la mandi buona.
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mercoledì 13 febbraio 2013
domenica 9 settembre 2012
Io, la Squatter, e la mom in chief
Appena nata la Squatter, pensai: ecco adesso saro' per sempre la "mamma della Squatter", quel piccolo essere color marron glace', con la testa da ET, gli occhi gonfi e ricoperta di meconio - che poi e' un modo scientifico di dire "la prima cacca del neonato".
Non era bellissima, non so se si capisce.
Adesso, "mammificata" a tempo pieno da sette mesi - senza visto per lavorare, quindi con la prospettiva di essere mamma a tempo pieno ancora abbastanza a lungo - faccio ancora fatica a pensare di essere davvero sua madre; guardo quei nove kg di faccino da kiulo e mi dico: ma davvero questo boghetto l'ho fatto io?
E non riesco a pensarmi come "mamma" in primo luogo. Neanche come moglie, guardando i 75 kg di Pucciu, ma almeno lui so per certo di non averlo fatto io. E del suo meconio non so nulla.
E poi abbiamo Flotus - che non e' il nome di un cagnolino di quelli isterici - ma la First Lady of the United States, avvocato di successo e molto altro nella vita pre-Casa Bianca, e attivissima First Lady. Qualche giorno fa ha fatto un discorso alla Convention dei Democratici in cui ha parlato - distaccandosi dalla tradizione che vuole il discorso delle First Ladies o aspiranti tale come poco politico - delle difficolta' economiche affrontate dalla sua famiglia di origine e da quella di Obama, della situazione economica corrente, della capacita' delle donne di fare autonomamente le proprie scelte relative al proprio corpo e alla propria salute (quasi rivoluzionario eh, data l'aria che tira...) sostenendo che: "So, in the end for Barack, these issues are not political. They're personal". Personale e' politico, ricorda qualcosa?
Nelle conclusioni ha poi affermato che: "You see, at the end of the day, my most important title is still mom-in-chief (mamma in capo)", contrapposto al titolo di Potus, che e' Commander-in-chief.
E cio' ha causato un po' di agitazione nel web: perche', si chiedono alcune femministe, una donna come Michelle, che ha fatto tutto e di piu', guadagnato a lungo piu' di suo marito, deve poi sempre andare a parare sulla maternita'? Gli uomini raramente si definiscono come padri in primo luogo, e soprattutto in setting formali questa identita' non e' centrale. E cosi' via. In parte e' stata sicuramente una strategia per rassicurare gli elettori sulla "normalita'" della first family e anche un modo di rispondere a stereotipi che vogliono le donne afroamericane come cattive madri, perche' non basta un presidente afroamericano per dimenticarsi del razzismo.
Tuttavia, come hanno rilevato altri, che male c'e' se, tra tanti ruoli che una donna ricopre, decide di "indossare", strategicamente o meno, temporaneamente o meno, quello di madre? E perche' definirsi primariamente come madre spesso viene visto come svilente? Sara' che e' un lavoro di fatto non pagato? Oppure, non e' quasi liberatorio vedere una donna di successo cosi' sicura di se' da decidere senza se e senza ma di definirsi solo come madre?
Intanto, comunque la pensiamo noi: Yes, she can.
Non era bellissima, non so se si capisce.
Adesso, "mammificata" a tempo pieno da sette mesi - senza visto per lavorare, quindi con la prospettiva di essere mamma a tempo pieno ancora abbastanza a lungo - faccio ancora fatica a pensare di essere davvero sua madre; guardo quei nove kg di faccino da kiulo e mi dico: ma davvero questo boghetto l'ho fatto io?
E non riesco a pensarmi come "mamma" in primo luogo. Neanche come moglie, guardando i 75 kg di Pucciu, ma almeno lui so per certo di non averlo fatto io. E del suo meconio non so nulla.
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Immagine presa qui |
Nelle conclusioni ha poi affermato che: "You see, at the end of the day, my most important title is still mom-in-chief (mamma in capo)", contrapposto al titolo di Potus, che e' Commander-in-chief.
E cio' ha causato un po' di agitazione nel web: perche', si chiedono alcune femministe, una donna come Michelle, che ha fatto tutto e di piu', guadagnato a lungo piu' di suo marito, deve poi sempre andare a parare sulla maternita'? Gli uomini raramente si definiscono come padri in primo luogo, e soprattutto in setting formali questa identita' non e' centrale. E cosi' via. In parte e' stata sicuramente una strategia per rassicurare gli elettori sulla "normalita'" della first family e anche un modo di rispondere a stereotipi che vogliono le donne afroamericane come cattive madri, perche' non basta un presidente afroamericano per dimenticarsi del razzismo.
Tuttavia, come hanno rilevato altri, che male c'e' se, tra tanti ruoli che una donna ricopre, decide di "indossare", strategicamente o meno, temporaneamente o meno, quello di madre? E perche' definirsi primariamente come madre spesso viene visto come svilente? Sara' che e' un lavoro di fatto non pagato? Oppure, non e' quasi liberatorio vedere una donna di successo cosi' sicura di se' da decidere senza se e senza ma di definirsi solo come madre?
Intanto, comunque la pensiamo noi: Yes, she can.
martedì 30 marzo 2010
A che punto è la notte?

Da queste parti ancora fonda, perchè se prima si trattava “solo” di riabituarsi ad un ritorno a casa non particolarmente voluto e di reinventarsi una vita che un po’ ci somigli, adesso viene la tentazione di prendere ancora una volta il valigino, impacchettare qualche oggetto indispensabile (le mie alzatine, i libri femministi, il Pucciu) e andare via.
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mercoledì 24 marzo 2010
Sotto i portici
Tutte le mattine, carica del baracchino del pranzo e del mio laptop, dopo aver costeggiato il Po, finisco sotto i portici di Piazza Vittorio, che e' la piu' grande piazza d'Europa senza monumenti. Quest'ultima cosa me l'ha detta mio papa' quando era piccola, e quindi appena si nomina Piazza Vittorio io la dico di default.
Comunque sia, fino a poco tempo fa c'erano sotto i portici di Piazza Vittorio dei manifesti con delle frasi tratte da opere e carteggi di intellettuali come Norberto Bobbio e Vittorio Foa. Erano frasi semplici, lineari, ma che mi facevano pensare.
Poi le hanno tolte, per far spazio ad altro. Ma dopo una giornata cosi', in cui ho letto di video manipolati o no, in cui ho letto in giro nella rete offese pesanti che nulla hanno a che vedere con le diverse posizioni politiche, in cui mi e' toccato leggere l'ennesima becera offesa di una donna da parte del nostro Presidente del Consiglio, io quelle frasi le riprenderei e le scriverei su tutti i muri, su tutti i palazzi, su tutte le strade di questa citta' e di questo paese, che ci ricordino che siamo stati e forse possiamo ancora essere un po' meglio di cosi'.
Comunque sia, fino a poco tempo fa c'erano sotto i portici di Piazza Vittorio dei manifesti con delle frasi tratte da opere e carteggi di intellettuali come Norberto Bobbio e Vittorio Foa. Erano frasi semplici, lineari, ma che mi facevano pensare.
Poi le hanno tolte, per far spazio ad altro. Ma dopo una giornata cosi', in cui ho letto di video manipolati o no, in cui ho letto in giro nella rete offese pesanti che nulla hanno a che vedere con le diverse posizioni politiche, in cui mi e' toccato leggere l'ennesima becera offesa di una donna da parte del nostro Presidente del Consiglio, io quelle frasi le riprenderei e le scriverei su tutti i muri, su tutti i palazzi, su tutte le strade di questa citta' e di questo paese, che ci ricordino che siamo stati e forse possiamo ancora essere un po' meglio di cosi'.
lunedì 6 aprile 2009
Intanto a Gaza ed in Israele
Dopo l’operazione “Cast Lead” la situazione delle donne a Gaza si è fatta ancora più difficile e la violenza domestica è in aumento. Ne parla un articolo della BBC
sottolineando come per le donne sia difficile pensare di lasciare il proprio marito, perché in caso lo lasciassero e tornassero alla loro famiglie d’origine, perderebbero probabilmente il diritto di stare con i propri figli e figlie.
Paradossalmente, per alcune donne l’operazione Cast Lead ha voluto dire allontanarsi dai mariti e godere di un momento di pace:
Her husband became regularly violent after losing his job. During Israel's recent three week operation, she and her sons sought refuge in UN schools. Her husband stayed at home.
Le ONG che lavorano sul problema a Gaza cercano di coinvolgere i capo clan e gli uomini, cercando anche di informare le donne sui propri diritti. A Gaza ci sono tre donne in Parlamento e una di esse, Jamila al-Shanti ha dichiarato alla BBC che:
Many people think Islam dictates that women should be at the bottom of the pile. But that is not Islam, that is the fault of bad traditions and bad habits.
Secondo
Haaretz la proposta araba per la pace in Medio Oriente farà parte della politica di Obama nell’area. La proposta prevede il completo ritiro israeliano dai territori occupati – inclusa Gerusalemme Est, la creazione di uno stato palestinese e un giusto “settlement” per i rifugiati palestinesi.
sottolineando come per le donne sia difficile pensare di lasciare il proprio marito, perché in caso lo lasciassero e tornassero alla loro famiglie d’origine, perderebbero probabilmente il diritto di stare con i propri figli e figlie.
Paradossalmente, per alcune donne l’operazione Cast Lead ha voluto dire allontanarsi dai mariti e godere di un momento di pace:
Her husband became regularly violent after losing his job. During Israel's recent three week operation, she and her sons sought refuge in UN schools. Her husband stayed at home.
Le ONG che lavorano sul problema a Gaza cercano di coinvolgere i capo clan e gli uomini, cercando anche di informare le donne sui propri diritti. A Gaza ci sono tre donne in Parlamento e una di esse, Jamila al-Shanti ha dichiarato alla BBC che:
Many people think Islam dictates that women should be at the bottom of the pile. But that is not Islam, that is the fault of bad traditions and bad habits.
Secondo
Haaretz la proposta araba per la pace in Medio Oriente farà parte della politica di Obama nell’area. La proposta prevede il completo ritiro israeliano dai territori occupati – inclusa Gerusalemme Est, la creazione di uno stato palestinese e un giusto “settlement” per i rifugiati palestinesi.
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mercoledì 18 marzo 2009
Intanto in Israele
Haaretz oggi riporta un articolo secondo cui alti esponenti del governo egiziano sono disposti a dimenticare che Avigdor Lieberman, probabile futuro ministro degli esteri israeliano, QUANDO Israele avrà un governo, tempo fa dichiarò che Mubarak - presidente egiziano -"poteva anche andarsene all'inferno".
Quando si dice un buon inizio.
Nel frattempo Gideon Levy, famoso giornalista israeliano liberal che pubblica regolarmente su Haaretz scrive un articolo Has anyone in Israel asked why the Swedes hate us?molto duro, evidenziando che, al di là di alcune manifestazioni, come quelle che si sono svolte recentemente in Svezia, e al di là dell'aperta condanna per determinate decisioni politiche di Israele - vedi insediamenti, l'opinione internazionale sia per la maggior parte sempre favorevole a Israele, malgrado tutto.
Quando si dice un buon inizio.
Nel frattempo Gideon Levy, famoso giornalista israeliano liberal che pubblica regolarmente su Haaretz scrive un articolo Has anyone in Israel asked why the Swedes hate us?molto duro, evidenziando che, al di là di alcune manifestazioni, come quelle che si sono svolte recentemente in Svezia, e al di là dell'aperta condanna per determinate decisioni politiche di Israele - vedi insediamenti, l'opinione internazionale sia per la maggior parte sempre favorevole a Israele, malgrado tutto.
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martedì 3 febbraio 2009
Facciamo fifty-fifty?

source: International Museum of Women
Le donne in politica a livello di istituzioni europee e di stati nazionali sono ancora troppo poche.
E poichè nel 2009 si eleggerà un nuovo Parlamento Europeo e verrà nominata una nuova Commissione Europea, la European Women's Lobby ha organizzato la campagna
“50/50 Campaign for Democracy” affinchè uomini e donne siano egualmente rappresentati.
Allora, se qualcuno volesse firmare la petizione collegata a questa campagna, questo è il link.
E per la serie Donne, Potere e Politica, l'International Museum of Women ha una ricca lista di risorse sul tema, nonchè una lista di film, alcuni visibili on line.
mercoledì 5 novembre 2008
Noi c'eravamo
"[To] all those watching tonight from beyond our shores, from parliaments and palaces to those who are huddled around radios in the forgotten corners of the world - our stories are singular but our destiny is shared. A new dawn of American leadership is at hand.
E adesso speriamo.
mercoledì 18 giugno 2008
Disoganizzazione e destino cinico e baro

La mia 'carriera' di delirante femminista prosegue nella vita reale, ma alquanto in sordina, a causa di ricerca di lavoro, bambini selvaggi da domare ed altre amenita'.
Infatti io e le mie due amiche preferite ci stiamo preparando a presentare un panel alla National Women's Studies Conference che udite udite si terra' a Cincinnati da giovedi' a domenica. Sara' un tour de force di tre giorni di film, conferenze e pure riti femministi. Si, c'e' un rito del solstizio femminista. Mi scappa da ridere ma magari ci faccio un salto, che non si finisce mai di imparare.
Dicevamo. Con le mie amiche abbiamo spostato per quattro settimane l'appuntamento organizzativo, spernacchiate dal Pucciu che ci tacciava di disorganizzazione cronica. e mi puo' anche andare bene, ma l'ultima volta abbiamo rimandato perche' alla sorella della mia amica si sono rotte le acque. Normale direte voi. NOOOO, perche' non sapeva di essere incinta.
Quindi noi femministe saremo pazze disorganizzate, ma il destino e' cinico e baro.
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martedì 15 aprile 2008
Fosse Berlusconi il mio problema

Il sole splende ed il Pucciu si aggira discinto in cucina mormorando con la sua "erre" un po' cosi': Povca tvoia povca tvoia, Fede guavda non sono mica contento!
In cucina abbiamo due finestre e zero tende, forse neppure le vicine saranno molto contente o forse si.
Anche non fossero contente, siccome il Pucciu e’ discinto nella sua proprieta’ privata, non possono dire nulla, ma possono voltare le spalle al peraltro sexy lato B del Pucciu.
Un po’ come noi che da lontano guardiamo l'Italia e vediamo cose non ci piacciono, pero’ abbiamo il privilegio di poterci voltare dall’altra parte, di rifare le valige e cercare un posto diverso dove stare.
Un posto
dove nessuno mi dica che per meno di 2500 euro un lavoro non lo accetta neanche (famiglia di due persone)
dove gli ex sessantottotini non ci guardino dall’alto delle cattedre dove siedono inchiodati da decenni vantandosi del fatto che loro hanno cambiato il mondo e noi no
dove i nani e le ballerine vengano esiliati per sempre nel loro magico regno delle novelle 2000-3000, Visto etc e non pretendano pure di parlare, o peggio, fare i/le maitres a’ penser.
dove quello che voglio fare del mio utero, nel mio utero, sul mio utero sia un diritto acquisito una volta per tutte
dove la ggente ggiovane stia a casa da mamma e papa’ perche’ non PUO’ fare altrimenti e non solo perche’ stanno risparmiando per una casa piu’ grande o una macchina piu’ lussuosa (e succede, oh se succede)
dove non senta piu’ nessuno dire che gli extra-comunitari rubano il lavoro agli italiani/americani/inglesi/francesi/etc.
E se un posto cosi’ non lo trovo, rimane sempre l’idea di ripartire dalla comune a Fanghetto, frazione diOlivetta S. Michele (ValRoia)dove allevare in piena liberta’ dei piccoli disadattati che magari non aspireranno nella loro vita solo ad essere felici (e si fotta il resto del mondo).
Yes, We Can.
venerdì 4 aprile 2008
Momento democratico
Sono arrivate, declinate in deliziosi colori fashion abbastanza primaverili.
Notare sullo sfondo la manina a paletta del Pucciu e una riproduzione/feticcio di Platone impiccato al porta foto.

Ringrazio gli ideatori delle schede, perche' le hanno create in colori che si abbinano perfettamente alla mia borsa preferita. Un tocco di classe niente male.

Anche i numi tutelari della casa femminista, un Buddha del ristorante cinese ed un Ganesh regalo di Ester, esaminano le schede e supervisionano la correttezza dell'operazione. Buddha commenta che i loghi fanno cagare. Ha ragione.

Dopo aver verificato che io non avessi votato per la Dani Santanche' (piuttosto mi sparo) la manina del Pucciu - notaio prende le schede e le piazza nell'apposita busta bianca da sigillare. Notare che la stava per votare lui per sbaglio.

La busta bianca va nella busta con l'indirizzo del consolato di Detroit (nostro consolato di zona). Nella busta con l'indirizzo va anche il tagliando elettorale.

Ecco, e' tutto finito. diciamo che si puo' fare, ma con poca passione e poche speranze.
Notare sullo sfondo la manina a paletta del Pucciu e una riproduzione/feticcio di Platone impiccato al porta foto.

Ringrazio gli ideatori delle schede, perche' le hanno create in colori che si abbinano perfettamente alla mia borsa preferita. Un tocco di classe niente male.

Anche i numi tutelari della casa femminista, un Buddha del ristorante cinese ed un Ganesh regalo di Ester, esaminano le schede e supervisionano la correttezza dell'operazione. Buddha commenta che i loghi fanno cagare. Ha ragione.

Dopo aver verificato che io non avessi votato per la Dani Santanche' (piuttosto mi sparo) la manina del Pucciu - notaio prende le schede e le piazza nell'apposita busta bianca da sigillare. Notare che la stava per votare lui per sbaglio.

La busta bianca va nella busta con l'indirizzo del consolato di Detroit (nostro consolato di zona). Nella busta con l'indirizzo va anche il tagliando elettorale.

Ecco, e' tutto finito. diciamo che si puo' fare, ma con poca passione e poche speranze.
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