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domenica 6 ottobre 2013

La domanda giusta (20 mesi)


Immagine presa da qui
Non ho mai avuto la vocazione della maternita' a tutti i costi: sostanzialmente volevo vedere com'era la faccenda. La Squatter ha aspettato credo due giorni prima di dire: ok, l'hai detto, ora sono tutti c*zzi vostri, sgomitare tra la fila di tranquille animine pronte ad incarnarsi e piombare nella mia panza nel periodo in cui ancora ignara della sua presenza facevo aperitivi su aperitivi. E' mancato poco che inventassimo un nuovo aperitivo, lo Squatter on the rocks.

Comunque sia, 9+20 mesi dopo, la Squatter,  da animaletto neppure tanto grazioso e' diventata una monella con i piedi sempre nudi, neri e ruvidi e il faccino da kiulo che la contraddistingue sin dalla nascita; dico solo che al nido (in un mese di frequentazione, seppur solo due volte la settimana) e' stata vista sorridere quasi 2 volte.

Io non son diventata piu' saggia, o piu' furba (solo piu' figa, per via dell'aura della santita' maternita') ma mi sono scontrata mio malgrado con LA domanda che rimbalza di magazine in magazine, di post in post, etc. etc. nel magico mondo del parenting/mothering e non solo: 

Can you have it all? (in primis carriera e famiglia, e a seguire: amici, partner, tempo per te, per la famiglia, per l'amante, per il volontariato, lo sport, la cucina, il fai da te, il giardinaggio, il sesso, etc.)

Risposta lunga: leggetevi cosa ne pensa Anne-Marie Slaughter (lungo articolo in inglese, si trova tradotto su un vecchio Internazionale, molto criticato) un sunto in Italiano della questione nel Post;  il fenomeno delle retrowivesun punto di vista maschile e secondo me il meglio e la parola definitiva sulla questione: Non puoi avere tutto, ma a chi importa?

Risposta corta: No, avere tutto non e' neanche possibile in una vita senza figli e famiglia, concentrato/a sul tuo ombelico, perche' il tempo e' una risorsa finita. Se fai una cosa non ne fai un'altra e alla fine se puoi scegli, e se non puoi scegliere, poche pippe e galoppi.

Puff.

E quindi mi sembra che una domanda meno ansiogena sia questa: Are you having fun?

Di solito mi pongo la questione ricoperta di avanzi di cibo, macchie di incerta provenienza sulla T-shirt (tuttavia: se sembra cacca e puzza di cacca, mi spiace, e' cacca) e con nelle orecchie il trapanante mantra mamamamamamamamamamamaamam della bestia

Quindi, dicevamo, il divertimento:

Quello stupido, che so, lo zampillo di latte incontrollato dalla tetta che centra l'infante nell'occhio e ti viene la ridarella;

Quello spirituale, nel week-end "yoga in campagna" dove il kombucha non si trasforma in alcool malgrado il desiderio/bisogno sfrenato di un bicchiere tuo e di una compagna di avventura. Compagna  che peraltro ora parte per una nuova super avventura e prima ero lontana io, ora e' lontana pure lei e lontano piu' lontano fa lontanissimo e accidenti, avercelo un kombucha da bere assieme.

Quello post-traumatico, che a volte ridi un casino nei tuoi giorni peggiori;

Quello riconciliatore, quando vorresti uccidere il Pucciu torturandolo lentamente, ma poi lo vedi tornare dal barbiere con un taglio da gangsta-rapper, una basetta gonfia e l'altra sgonfia e la barba improponibile e scoppi a ridere e ti dici che Dio c'e' e lotta con te. 

E poi, altre cose che ho imparato in questi 20 mesi:

Puoi nutrire una gagno a vegetali, roba integrale biodinamica, ovetti cacati da una gallina massaggiata tutti i giorni con olio di mandorle bio, mangiarini santi, ma quando sentira' il gnik gnik dell'apertura della scatola di polistirolo del gelato, non ci saranno c*zzi per nessuno. Il suo DNA le sta dicendo, anzi urlando, di perdio attaccarsi come una cozza a quell'alimento sconosciuto e che non se ne pentira'.

Che la Squatter, la stessa che adora quelle mini macchinine di plastica in cui si entra dentro, ma poi non le sa far muovere e rimane accasciata sul volante o si investe da sola, che vigliacca se abbina le forme giuste (triangolo e triangolo etc) e' poi capace di biascicare: mama-vino e papa'-birra abbinando perfettamente a ciascuno il proprio bicchiere, riempiendomi di materno orgoglio.

E poi basta.

Speriamo che basti, almeno fino ai 21 mesi.

martedì 13 gennaio 2009

Settembre 2008-Gennaio 2009: Del perchè sarò grassa ma felice

Fox e Branko dicono che il 2009 sarà un anno interessante per i gemelli come me, salvo il fatto che avendo Giove positivo, oltre a tanta fortuna si accumula tanta ciccia. E allora io mi sottraggo all’imperialismo militante patriarcale dell’immagine femminile (magra) e dico: che sia! Avrò il culo di un ippopotamo, ma per Dio, tra picchi di depressione cosafaròdellamiavitaiopoveraorfanella, c’è scappato molto di bello e spero altro ce ne sarà:

- dopo più di venti anni di silenzio ho avuto la fortuna di riincontrare un’amica d’infanzia. Da lattanti noi due ci picchiavamo nel box. Ora scopro tante somiglianze e la sua nonna ottantacinquenne sessuologa che vorrei conoscere. La sua teoria è agghiacciante ma ha un suo perchè: finchè il tuo uomo è giovane, stai sicura che sbaverà sempre e comunque dietro ad una bella tipa e buona fortuna nel tenerlo a freno. Raggiunta la pace dei sensi non sbaverà più tanto e vedrà te come una madre.

- Sono stata a Roma, a Venezia, e a Metato, piccolo borgo toscano da cui si vedono mare e colline. Alla festa di Natale del paese Babbo Natale era impersonato da una donna. Ero deliziata dalla queerness della cosa. Alcuni bambini no, piangevano. L’eterosessualità compulsiva colpisce ovunque.

- Ho cantato stonando con mia madre alcune canzoni di De André guardando lo speciale su Raitre. Presa dall’empatia con Fazio, quando piangeva lui veniva il groppo in gola pure a me.

- Abbiamo riproposto con successo il cenone di Natale a base di kebab e falafel. La vicina di casa saputo che era roba “araba” ha declinato l’offerta di qualche falafel.

- Chiacchiero e bevo vino rosso con le amiche ed una serata così mi rimette al mondo. Passo la notte delle elezioni americane con amici sperando e un po’ commuovendosi, anche se non cambierà molto. We did, overcome. Almeno per una notte.

- Ho letto molto, lavorato poco, cercato lavoro molto, cotto centinaia di frollini per Natale, visitato il nuovo Museo di Arti Orientali, sto studiando l’ebraico, mi documento su Israele e Palestina e tra due settimane raggiungerò il Pucciu a Gerusalemme. Il tomo femminista sui piedi bendati in Cina però non l’ho terminato. Ammettiamo pure che un intero libro sull’argomento è troppo; inoltre confondo i nomi cinesi dei feticisti dei piedi.

- Il Pucciu ancora mi tollera malgrado crisi isteriche per lenzuola perdute, perché siamo senza tetto, perché il Rossini come locale non mi piace, perché ho litigato con mia madre e mia sorella, perché non trovo lavoro, perché non è vero che sto ingrassando, perché lui è troppo ottimista, perché lui non mi telefona, perché a casa a Gerusalemme voglio un balconcino per un gelsomino, perché sì.

Poi lo stato del mondo fa schifo e l’invasione di Gaza è in fondo “solo” l’ennesima schifezza, ma per ora io me la cavo.

mercoledì 18 giugno 2008

Disoganizzazione e destino cinico e baro



La mia 'carriera' di delirante femminista prosegue nella vita reale, ma alquanto in sordina, a causa di ricerca di lavoro, bambini selvaggi da domare ed altre amenita'.

Infatti io e le mie due amiche preferite ci stiamo preparando a presentare un panel alla National Women's Studies Conference che udite udite si terra' a Cincinnati da giovedi' a domenica. Sara' un tour de force di tre giorni di film, conferenze e pure riti femministi. Si, c'e' un rito del solstizio femminista. Mi scappa da ridere ma magari ci faccio un salto, che non si finisce mai di imparare.

Dicevamo. Con le mie amiche abbiamo spostato per quattro settimane l'appuntamento organizzativo, spernacchiate dal Pucciu che ci tacciava di disorganizzazione cronica. e mi puo' anche andare bene, ma l'ultima volta abbiamo rimandato perche' alla sorella della mia amica si sono rotte le acque. Normale direte voi. NOOOO, perche' non sapeva di essere incinta.
Quindi noi femministe saremo pazze disorganizzate, ma il destino e' cinico e baro.

sabato 28 luglio 2007

soap opera

Ragazzi miei e ragazze mie, qui butta male. La mia Sherlock amica ha mandato una mail preoccupante che ci invita tutte a cena all'indiano per stasera(e va beh, questo non e' spaventoso), ma ci anticipa che e' stata quasi aggredita in biblioteca e che questo episodio l'ha trattenuta dalla sua investigazione sul german guy, nonche' dal lavoro a maglia.

Insomma, la sturia si tinge di giallo. Vado a strafogarmi all'Indiano, ma solo per poi aggiornarvi.