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domenica 5 aprile 2009

Shabbat/4



Iniziare il venerdì pomeriggio con il Pucciu in cucina che rigoverna i piatti con i pantaloni calati al ginocchio mi ha fatto sperare che, preso da raptus sessuale, rinunciasse al folle proposito di andare a correre. Prontissima ad arrendermi alla passione lo interrogo in proposito; lui nega e dice solo: “No Fede, è che sono multitasking!”

Se lo dici tu.

Siccome Shabbat adesso comincia più tardi, intorno alle 18,20, al parco c’era una multitudine di famigliole ebree e musulmane che grigliavano e fumavano il narghilé, la solita partitona di calcio 15 contro 15 caratterizzata da possibili infarti e litigate continue, e due cazzoni italiani appartenenti a nessuna religione che correvano sognando salsicce sulla griglia.


Cominciato lo Shabbat, per le famiglie osservanti scattano varie proibizioni e in ogni famiglia alle donne – che nelle celebrazioni ebraiche hanno un ruolo molto limitato – spetta accendere le candele all’inizio e alla fine dello Shabbat. Gli uomini benedicono poi il vino ed il pane. Mentre dai vicini accadeva tutto ciò, noi lottavamo strenuamente con degli sgombri puzzolenti da trasformare in polpette, per poi crollare, nel mio caso, davanti ad un DVD di Sherlock Holmes versione del 1946, con Basil Rathbone, un uomo oltremodo affascinante.


Sabato, il Pucciu rinuncia al multitasking e dunque tiene su i pantaloni, e si va con amici allo zoo di Gerusalemme, praticamente al confine con la Cisgiordania, tanto che dallo zoo si vede un check point.

La mia osservazione sociologica della giornata mi porta a concludere che gli animali hanno la tendenza a mostrare il sedere ai turisti, i bambini sono elettrizzati come in seguito ad una overdose di zuccheri, alcune mamme avrebbero dovuto, almeno in questa circostanza, rinunciare ai tacchi a spillo. Il pic nic, con abbondanti libagioni e vino sotto il sole a picco ci stende, ma ci trasciniamo fino alla gabbia dei pipistrelli, dopo aver assistito alla scena di un bambino che, elusa la sorveglianza di papà si è buttato correndo come un pazzo nel recinto dei canguri.



Torniamo a casa in taxi, su strade ancora semideserte ed il nostro amico ci racconta che in Thailandia un elefante ha dipinto se stesso con un fiore nella proboscide e mi sembra una bella storia per chiudere lo Shabbat.

martedì 22 luglio 2008

-2 al trip (o forse ci siamo gia'?)

Orticaria. Cause sconosciute.
Spero di vincerla con cocktail di antistaminici, steroidi ed alcool.
Il che e' perfettamente logico: gli antistaminici mi addormentano, gli steroidi mi innervosiscono, l'alcool ribilancia tutto.
Quando stamattina alle nove e mezzo mi sono apparsi davanti i bambini vestiti da Formula 1 (tutte tutine della Ferrari) ho temuto di aver ecceduto con il terzo elemento, e invece no.

giovedì 17 luglio 2008

Grandi manovre

Della femminista semi impegnata non e' rimasto nulla.
Della femminista da salotto qualcosina c'e' ancora, ma poco. e quel poco e' andato in pezzi ieri quando mi si e' rotto un attrezzo dei ferri da calza. Il Pucciu mi ha visto interdetta, in kimono e bicchiere di vino e mi sa che si e' visto davanti un futuro di risparmi spesi in riabilitazione o mi ha visto come Liz Taylor- ma meno figa- in "Chi ha paura di Virginia Wolf"



Lo so, lo so.
Vi dico solo che uno ha cercato di fregarci con Craigs list.
Vi dico solo che il Mac del Pucciu e' morto e bisogna comprane uno nuovo, ma tanto adesso con il viaggio, il trasloco, il futuro incerto, chi ha bisogno di svalutatissimi dollari?

Ma:
mia sorella e' sbarcata a Ny e lei e la sua amica ci raggiungeranno per il mitico roadtrip dappertutto negli USA. Saremo Thelma $ Louise e Thelma & Pucciu. In una piccola golf.

e poi, e vi passo uno dei migliori tiramisu' che mi ha passato la bambina filosofa cinquenne: "Fede, tu non devi piangere (facevo finta!) perche' tu sei grande e dormi in un letto grande". Grande pronunciato glande, of course.

E quindi finche' ho un letto matrimoniale, c'e' speranza.

martedì 8 luglio 2008

Dalla grande mela alla grande melanzana

Da Nu YOK sarei tornata tempo fa, con una vestaglia a kimono comprata a Chinatown e delle unghie rosse fuoco fatte da una manicure a Brooklyn. Si, perche' io la manicure la faccio a NY o niente. Sulla manicure nessuno mi ha dato soddisfazione: le mie piccole fans mi hanno snobbato lo smalto (ed io: ma come non vi piace, e' quasi rosa!) e il fratellino di tre anni mi guarda le unghie e mi fa: ma sono marroni. Serpi in seno.

Almeno insieme abbiamo composto questa canzone: (io e la bambina di 5 anni, dotata di finta chitarra elettrica - il ritmo e' tipo blues)

"Non ho fatto niente
Ho visto un serpente
ma non era contento!
Era un lamento!
Ho visto anche un Ippo(potamo)
Si chiamava Pippoooooooo (la finale strascicata completa di scivolata sul pavimento imbracciando al chitarra di cartone)"

Devo filmarla mentre la canta perche' e' straordinaria, un'interpretazione divina!

Nu Yok e' sempre figa, ma calda e affollata. Ed ho rimpianto il verde e lo spazio del Midwest. Segno inequivocabile del fatto che sono "carne morta" e che e' ora di lasciare questa landa. Si accumulano libri da spedire in Italia, stiamo mettendo tutto in vendita, dalla macchina ai piatti, in un attimo di distrazione il Pucciu venderebbe anche me.

L'ineffabile e' forse in preda a multiple personalita': legge Bitch (noto magazine femminista) e ne ho le prove, mi mette ai fornelli a fargli la caponata, dice che mettera' nella sua tesi una lettura di genere, mi da' della dissipata perche' gli scrivo email alle 4 del mattino da NY.

Sara' l'eta'.

mercoledì 25 giugno 2008

Ny Ny

Qui si latita, ma c'e' troppo da fare in questi ultimi mesi di vita americana e la vita vera richiede parecchie attenzioni. Non solo mi sono accompagnata a femministe di ogni taglia e colore durante la National Women's Studies Conference che si e' svolta a Cincinnati,non solo si sono puliti sederi di bambocci e si sono afferrate al volo bambine kamikaze che giocavano all'angelo, ma domani me ne vado a New York per qualche giorno, ad incontrare la mia amichetta che non vedo da dicembre. e per quella che sara' forse la mia ultima visita a NY per un po' prevedo di:

1) fare almeno una corsa a Central Park
2) ritornare a Brooklyn Heights in una vecchia libreria di libri usati
3) ritornare al Met a vedere la sezione di arte indiana

Il Pucciu gia' balla la samba pregustandosi in mia assenza calcio e junk food per tre giorni. Lo ritrovero' diabetico.

martedì 17 giugno 2008

La quiete dopo la merenda sinoira


Presa qui

Il Pucciu si e' finalmente ripreso dalla piemontesissima merenda sinoira organizzata sabato, iniziata alle sei del pomeriggio e finita all'una. Mi chiedevo stranita come mai fosse cosi' bollito, ma avendo scoperto che si e' praticamente bevuto da solo una bottiglia di Barolo ed una di Amarone, si e' chiarito tutto.

Il nostro e' peraltro impegnato in traffici di traduzioni per dei petrolieri: ieri e' entrato in casa annunciandomi: 'sono il Depositario di un Segreto Industriale' e sti cazzi, invece io ho passato un'ora a sganciarmi di dosso le piccole belve che giocavano alle scimmie. quando hanno addentato le Crocs fingendo che fossero banane ho avuto un tracollo e li ho dirottati verso giochi di principesse. Il fatto che avessero dei Kleenex in testa per fare il velo non ha tolto autorevolezza alle regali figure.

Gli ultimi mesi di vita negli USA passano velocissimi, tra ricerca di lavori, scrutini finali e qualche speranza per il futuro di questo paese (siccome per il mio non ne ho molte). si stanno sposando coppie omosessuali, Al Gore si mobilita per Obama ed io mi sento piuttosto in forma.

lunedì 28 aprile 2008

In America succedono cose

I bambini si prendono la varicella, ma hanno piu' pustole e sono piu' purulente del bambino medio italiano. Il bambino americano non si gratta volgarmente, si struscia gentilmente addosso alla maestra di Italiano che gli legge la storia dei tre bravi lupetti e del grande maiale cattivo, che dotato di martello pneumatico distrugge la casa dei tre lupetti.

La prof, cercando di spiegare il condizionale chiede a studentessa Pippetta:"Pippo e' sull'aereo, va a londra, cosa potrebbe fare (a Londra)?"
"Uhm, ecco, come si dice paracadutarsi?"

Il Pucciu si sveglia la mattina, emette dei PIO PIO PIO con una voce da orco. Il
segnale e' giunto, la moka va messa sul fuoco. Quando va bene il Pucciu riceve anche un dolcetto con il caffe'. In Italia non succede, perche' i due vivono separati. Qualche settimana/mese l'anno separati e' cio'a cui devono quasi nove anni di relazione.

Il 25 aprile passa ignorato, ma non nelle classi di Italiano dove risuona "Bella Ciao" cantata dai Modena City Ramblers. Nel nome della liberta' di tutti i popoli non sono stati assegnati compiti. Si ripercorrono con il Pucciu le vicende dei personaggi che popolano le memorie familiari: il prozio partigiano eroe ma violento e bastardo in casa, il nonno che torno' tardi dalla guerra (e piu' grasso) perche' si fermo' in Germania a far compagnia alle tedesche, il nonno che fece due guerre e che nella prima uccise un austriaco, il bisnonno che ne fece una sola e che non riconosceva l'esistenza dei pinguini.

Si sentono in giro i profumi dei fiori e dei barbecue, arriva la primavera e l'americano del Midwest si incolla alla griglia. Quando non gioca a corn hole, of course.

Hillary rimonta. Qui si deve organizzare trasloco, trovare lavoro, organizzare un mese di giro degli States, nonche' correre fottute 7.7 miglia domenica mattina ad un'ora da pazzi.

venerdì 18 aprile 2008

Anarchia




- Lei si chiama Pippa e io Pilla siamo gemelle! Tu sei la mamma e vieni e ci svegli e ci urli di andare a scuola !!!!! (in due urlando fortissimo)
- Serpente, serpente, SERPENTE!!!!!!!!! (prende la rincorsa e mi si stampa sulla schiena, finche’ lo tiro su e giochiamo all’elicottero – il serpente e’ la mia chic sciarpa indiana)
- Entro in classe: Dai dai dai, andiamo a fare lezione fuori!!!!! Sul prato!!!!! Daiiiiiii! (due studenti intanto sono arrampicati sulle finestre cercando di aprirle – e’ una classe universitaria)
- Dai Fede, sei a quasi tre quinti della corsa, ce la puoi fare, ce la fai. Al miglio 4 non mi rimane la forza neppure di fargli un gestaccio. Ma continua: come la vuoi la pasta stasera? Io ti elenco le opzioni e tu mi fai un cenno (quota 5.6 miglia – quasi al dunque se correro’ la quarta leg della Flying Pig Marathon, indietro se correro’ la terza)
- Correndo mi asciugo la faccia dal sudore con un piccolo asciugamano e mi viene in mente la Maddalena che asciuga la faccia di Gesu’ in non so quale dipinto – sara’ l’effetto di vedere Ratzinger al tg mentre corro…

Intanto si parte per Chicago. Vedro’ Hopper e ascoltero’ il blues e quando tornero’ sara’ forse tutto normale.

venerdì 11 aprile 2008

Aprile 2008



A Cincinnati sono fiorite le giunchiglie ed il Pucciu mi ha ricordato della poesia “Daffodils” di Wordsworth:

….And then my heart with pleasure fills,
And dances with the daffodils.

Aspetto le elezioni in Italia con fievoli speranze

Alcuni dei miei piccoli assistiti si sono ammalati: passo parte della mattinata a leggere favole con tre bambini bollenti di febbre accasciati addosso. Infatti sono un po’ ammalata pure io.

Il gran caso delle ultime settimane e’ un uomo che sta portando avanti una gravidanza. In realta’, una donna transgender con apparato riproduttivo intatto che e’ ricorsa all’inseminazione artificiale. E’ successo di tutto, e in una trasmissione la vicenda di quest’uomo (perche’ e’ cosi che si identifica) e’ stata definita disgustosa. Ma come lui stesso dichiara in un articolo su Advocate: “But our situation ultimately will ask everyone to embrace the gamut of human possibility and to define for themselves what is normal”.

Sto per sfondare le 5 miglia (su 6-7 che devo raggiungere entro i primi di maggio). Al primo miglio tutto bene, al secondo voglio morire, al terzo ci arrivo guardando le calorie che faccio fuori, al quarto ho le visioni, di li’ in poi un miracolo se non volo dal treadmill.

Su incoraggiamento del Pucciu ho scritto una magnifica e lunga to do list. Pero’ l’ho persa. E dunque forse ne devo fare un’altra e ci devo scrivere su di cercare la vecchia to do list. Nella to do list c’e’ scritto : trovare un lavoro da qualche parte. E questo mi agita un po’.

mercoledì 19 marzo 2008

Il mondo senza bambini

E' molto silenzioso. Reduce da un'ora e mezza a parlare Italiano e a giocare con 3 bambini - devo dire carini e simpatici - dai 5 ai tre anni (parte di un parco di 5 piu' uno in arrivo) mi sento come se fossi scampata ad un bombardamento.

Il momento piu' bello e' stato quando un piccolo di eta' apparente di due anni - abbinato a gemello identico - mi si e' piazzato a tre cm dalla faccia scrutandomi intensamente con occhio ceruleo e senza dire una parola. Ma forse non parla ancora, o la mia bellezza l'ha lasciato senza parole.

Ora torno ai miei Hindu.