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giovedì 8 dicembre 2011

Waiting for a squatter

Abbiamo devotamente divorato e digerito il tacchino di Thanksgiving ed il giorno dopo (25 novembre) il sindaco della nostra ridente cittadina, su una gru, affiancato da Babbo Natale augurava a tutti Buon Natale, Buone Vacanze e Buon Anno! E si e' levato il fastidio. Ci mancava Buona Pasqua, ed eravamo a posto.

Parte del "sistema c*letto" della squatter

Noi, a questo punto, a 33 settimane, cominciamo a fare il countdown per l'arrivo della squatter, che culminera' sabato con corso prenatale intensivo di 8 ore e martedi' prossimo con corsetto su allattamento al seno a cui partecipera' anche il Pucciu, che si chiede ancora come ha potuto dirmi di si.

Squatter etno-flashdance: scaldagambe e scarpettine kimono, ma somigliano a dei ravioli

La panza e' ormai argomento di conversazione: all'incontro con un astrologo elogiato da Rob Brezny, il vate di Internazionale, una signora mi chiede se voglio andare a farmi firmare il libro del suddetto prima di lei, che "magari partorisci" (in 5 minuti che aspetto?)

Per un attimo ho accarezzato l'idea di dare alla luce la squatter tra erbe ed incensi con l'assistenza di un astrologo che vive a Cuzco, la resident witch e l'insegnante di Yoga Kundalini.

Poi mi sono immaginata lo scientificissimo Pucciu (che studia misticismo ebraico!!!!) morirne di crepacuore. Uff, non si puo' mai fare niente di divertente.

Squatter bon chic bon genre: sara' una yankee sbracata, ma lavoriamo sulle apparenze (In Threes, su Ravelry)

Naturalmente mi lamento a morte del fatto di essere una casalinga disperata e pure indaffarata, con un Pucciu che mi fa: beh, e' la vita che ho fatto io per anni, quando tu lavoravi fuori casa, non facevi un c*zzo come lavori domestici e adesso tocca a te, malefica pasticciona; tutto cio' ha di buono che ora il Pucciu e' un accesissimo sostenitore della retribuzione per il lavoro domestico.

Un femminista in piu' val bene qualche tempo di casalinghitudine.

Squatter in azzurro: gli stereotipi di genere ci fanno un baffo (puerperium cardigan, su Ravelry)

All'insegna del "usiamo il tempo per imparare qualcosa di nuovo" mi sono data alla calza. La squatter come vestitini e' ancora praticamente in mutande e pannolino, ma sulla maglieria siamo a cavallo.
Ravelry e le spiegazioni su You Tube sono la mia droga.

L'ordine delle squatter-tutine e' ancora un work in progress: dopo aver notato che i body sono pure quelli della N*stle' mi sono scazzata e mi sono buttata su un guardaroba all'insegna del "less is more" ma organic ed equo.

Poi ho fatto due conti e mi son detta che dopo tutto la squatter se e' squatter puo' pure tollerare un mix di radical-ethic-chic e di sano usato comprato su Ebay. Inoltre, le aste mi esaltano.

Quando poi stendi 50 pannolini prefolded lavabili (le faranno il sedere grosso, ma va beh) vai al colloquio con una potenziale pediatra, provi sul Pucciu la super fascia (ficherrima) e cerchi il passeggino per portare in giro le piccole terga della mini debosciata, ti rendi conto che qualcosa e' proprio tanto cambiato. E siamo solo all'inizio.

domenica 18 settembre 2011

It's all about plastic



Non e' mesmerizzante questa copertina? e' peraltro un' astuta trappola per parlare di cose "quasi femministe". Ma si parla di t*tte, quindi lettori maschi, rimanete, se ci siete.

In questa rutilante settimana, che ci ha visti fuori a cena tre sere alla settimana, impegnati in ecografie, sferruzzamenti e letture di scarnificazioni rituali nella Sun Dance dei Sioux (siamo gente di mondo, che volete), abbiamo trovato il tempo di partecipare alla settimanale conferenza in campus, chiamata Common Hour. Un'ora in cui relatori vari discutono diversi argomenti, e alla quale tutta la comunita' del college, attirata da pizza e mele gratis, dovrebbe partecipare.

Questa settimana, si parlava di Plastica: t*tte e carte di credito, che e' un tema che per quanto di nicchia, da' uno spaccato della societa' americana e della folle tendenza all'indebitamento che si respira qui negli USA e mi sa pure un po' in Italia, almeno negli ultimi anni. Dunque, dal 1997 al 2009, le procedure di chirurgia plastica - a fini estetici - negli USA sono aumentate del 147%, con in testa procedure come iniezioni di botox, aumento del seno, riduzione del seno e liposuzione. Il 90% delle procedure sono state fatte a donne, principalmente bianche.

Naturalmente e' stato tutto allegramente medicalizzato, non e' che si hanno, che so, le t*tte che cascano perche' si sono avuti bambini, si ha una certa eta' etc etc. No, e' una patologia del seno.

Cioe' la forza di gravita' diventa una patologia. Sapevatelo.

Notare che aumentano anche le procedure a fini puramente estetici rivolte a bambini. Perche' se tuo figlio/a e' una cozzetta, vuoi non fargli la plastica prima che vada a scuola, dove i compagnetti lo/la potrebbero bulleggiare?

Ora, la cosa interessante/spaventosa, e' che le statistiche dicono che non sono i ricchi e famosi che costituiscono la maggioranza dei pazienti, ma gente che ha un reddito compreso tra i 30.000 ed i 60.000 dollari, quindi o classe (appena) media, o gente che fatica a tirare avanti con lo stipendio minimo. Gente che e' stata duramente colpita dalla crisi economica, gente che chissa' se ha un'assicurazione sanitaria.

Inoltre, grazie ad una selvaggia liberalizzazione del mercato finanziario, ci sono specifici finanziamenti e carte di credito per cure mediche che vengono erogati a chicchessia da lungimiranti societa' con tassi che raggiungono il 30%. Capace che paghi un intervento di plastica al seno (8 000 dollari) fino a 16 ooo dollari se manchi qualche pagamento. Che se io avessi un debito cosi' su un reddito di 30.000 dollari annui, piuttosto venderei un rene. Del Pucciu, ovviamente.

Anyway, cio' porta ad alcune considerazioni:

a) La chirurgia viene anche promossa cooptando argomenti pseudo femministi, tipo che se cambi il tuo corpo e le forgi, e' una cosa "empowering" e che il botox ti da' "liberta' di espressione". Mi spiace, e' molto piu' complesso di cosi'.





b) Voglio investire in quei fondi che finanziano questi interventi, perche' cari miei, non c'e' crisi che tenga. Altro che investimenti etici e super responsabili. Aiutiamo Pinca a farsi le t*tte grosse, e poi peccato se muore giovane di qualche malattia che non si e' potuta curare per via di scarse risorse economiche e della mancanza di copertura sanitaria universale: it's the market, babe.

c) Abbiamo fatto l'ecografia super dettagliata alla squatter che da parte sua se ne fregava allegramente prendendo a calci l'ecografo davanti a due genitori - noi- quasi emozionati ed inteneriti finche' dall'orripilante fangosa immagine 3D emerge un naso. Naso a patata. E all'unisono ci diciamo: ma quel naso non ce l'ha nessuno nella MIA famiglia! Poi un sospiro di sollievo.

Finche' c'e' chirurgia c'e' speranza.

martedì 6 settembre 2011

Meta'

Cara squatter siamo a meta'.

Arrivati a questo punto, abbiamo capito alcune cose fondamentali: la cucina Thai e la cyclette non sono di tuo gradimento e dai calci solo ed esclusivamente a tuo piacimento.

Continua cosi': ti vogliamo cazzuta ed indipendente.

Sappi comunque che per non sbagliare io gia' ti incolpo di (quasi) ogni crimine. Vorrai ben avere qualche scusa per andare da uno psicanalista da grande, no? E allora portiamoci avanti e togliamoci il pensiero.

Come da accordi, il tuo trattamento di pensione completa continuera' fino a data da definirsi - ricorda comunque che non siamo elefanti .