lunedì 2 febbraio 2009

Oh Jeez! Il mio ombelico è molto interessante.

Mi si è appena infilata una briciola gigante nella tastiera sotto la “J”, che ora scricchiola.
Ho passato il week-end a litigare
Ho una scadenza oggi e non è scrivere un post senza capo né coda su questo blog
Il pucciu dipinge la casa di Gerusalemme, lasciata in uno stato piuttosto selvaggio dai precedenti inquilini; le meraviglie del contratto d’affitto: siccome troverai la casa che è un cesso, la puoi lasciare così!

Ora, a Cincinnati sul contratto c’era scritto “nome e cognome del Pucciu+Fede”, e non si capiva se fossi il suo pesce rosso o cosa, e si specificava pure con che prodotto pulire il forno prima di lasciare la casa, però, a pensarci bene, mi sembra ora una grande civiltà.
Il dirimpettaio, di cui il Pucciu mi ha elencato almeno tre diverse nazionalità, è molto gentile e fortunatamente parla inglese. Certo, è anche un po’ italiano. Tutti sono un po’ italiani.
L’altro vicino – che è forse uninazionalità, che banalità! - ci ha avvertito: non lasciate niente sul ballatoio, rubano tutto!

Anche la bombola del gas vuota?

Anche. Infatti, il tizio che porta le bombole piene ci porterà anche un bel catenaccio.

Ma, la nostra biancheria stesa ad asciugare? Mi sequestreranno le mutande?

No (un po’ mi spiace, il furto degli slip è un toccasana per l’autostima)
Il neon in casa in Israele è apparentemente à la page. Davanti allo scoramento del Pucciu gli è stato detto: “Perché, non ti piace?”
Ma il pucciu, faro nella nebbia del mio pessimismo, mi prefigura meraviglie, la casa sarà molto carina una volta che la sistemeremo. Inoltre, con il suo fare da agente segreto mi assicura: “Siamo vicinissimi a due posti tatticissimi!” Trattasi di bordelli, ristoranti, banchi del mercato, boutiques di alta moda? Non si sa, lo scoprirò da sola tra uhm, meno di una settimana.

venerdì 30 gennaio 2009

Se bastasse un lampione

Adesso che il tema della violenza carnale sulle donne è drammaticamente attuale, si cerca di correre ai ripari con tutta una serie di interventi: quali taxi notturni, più finanziamenti ai centri che si occupano di accogliere ed assistere le vittime di stupri e l'installazione di lampioni.

Tutto bene, per carità. Ma mi torna in mente quel poliziotto messicano che in classe ci disse, a proposito dei numerosissimi e feroci femminicidi di Ciudad Juarez (secondo varie stime, si arriva a quasi 1000 donne tra morti accertate e persone scomparse dal 1993 a oggi), che sarebbe bastato illuminare un po’ di più le strade.

Chapeau.

Il caso di Ciudad Juarez è estremo, perché si intrecciano vicende di guerre tra bande, di traffici di droga etc. ma illustra bene un paio di punti. In una situazione in cui le donne sono costantemente sfruttate nelle maquiladoras – che per la grande maggioranza sono di proprietà nordamericana, courtesy of NAFTA - dove in fabbrica si organizzano concorsi di bellezza e si incoraggiano le ragazze a truccarsi e a essere carine, dove le donne, in una cultura molto machista, spesso sono quelle che mettono insieme il pranzo e la cena con le conseguenti tensioni a livello familiari, un lampione in più non basta.




In una società così, dove una donna è spesso considerata in un pezzo di carne al lavoro e in casa, sei già vulnerabile ad essere considerata meno di zero, e la violenza è sistematica, normale, perché è insita e in qualche modo autorizzata dal sistema stesso. E allora, molti provvedimenti presi in Italia o altrove sono insufficienti, renderanno forse le strade un po’ più sicure, sensibilizzeranno le forze dell’ordine, ma il cambiamento va fatto a livello sociale.

Educando in modo diverso bambini e bambine, sottraendosi all’esasperata sessualizzazione di tutto e tutte/i, e coinvolgendo gli uomini nella lotta contro la violenza contro le donne come alleati e non come nemici. Come fa negli USA questa associazione ed in Italia quest’altra.


Altre risorse su Ciudad Juarez:

Amnesty International

WIP Women's International Perspective

giovedì 29 gennaio 2009

Lagnans d'amour

Il fidanzato esule a Gerusalemme vive da un paio di settimane in una comune popolata da uomini barbuti e da donne a suo dire inguardabili (e certo!).

I giovani barbuti, dopo i gruppi di studio socialisti, chiedono a lui le definizioni delle parole crociate- in ebraico. Lui per ripicca gli ammanisce le sue melanzane alla parmigiana per la cena di Shabbat.

Si lagna di una cena a base di cereali. Non avvicinate i cereali al Pucciu! Si contorcerà come un verme e ve lo rinfaccerà per tutta la vita. I miei esperimenti con la quinoa sono stati tutti bocciati in quanto troppo simili alla segatura.

Comunque, da domenica sarà nella nostra nuova magione, dove lo raggiungerò l'otto febbraio. Sta già pensando a come accogliermi. Io spero solo di scendere all'indirizzo giusto di casa, sapete com'è. La mia immaginazione da orfanella mi vede vestita troppo leggera - il pucciu dice che fa caldo, ed io non mi fido!- abbandonata in mezzo alla tangenziale di Gerusalemme. Per il resto, che sia al solito: fragole e champagne, cuori giganti e lui vestito solo del suo fascino.

Poi, per non farci mancare nulla, abbiamo litigato a distanza come dei folli. Va bene la tecnologia, ma la chat di FB ha rischiato di mandare all'aria ciò che trasferimenti all'estero, distanza, una famiglia di sole donne, sfoghi allergici, stati di ebbrezza ripetuti e notti in posti pidocchiosi non avevano neppure scalfito.

Mia madre con la scusa: "se io lo attacco tu poi lo difendi!" (sottile, eh!) ha persino preso le difese del Pucciu mentre sproloquiavo e tiravo oggetti. La verità è che una mia rinuncia alla partenza avrebbe gettato la mamma e sorella nel panico più nero.
Infatti la sera, mentre sono a letto mia sorella prende le misure della stanza sostenendo: "ecco dove hai la testa adesso ci sarà il mio angolo cottura".


Infine, io resisto a mio nonno che si lagna giustamente della Chiesa cattolica e di sui esponenti, ed inoltre vuole a tutti i costi convincermi a diventare atea. Ora, già ho una personale minimale dottrina religiosa fatta di tre dogmi tre, proprio ora che vado a Gerusalemme, dove per sistemare il
ginepraio di rivendicazioni sulla città si era persino proposto di attribuirne la sovranità a Dio, dovrei diventare atea?

Eppure insiste. Sarebbe indelicato fargli presente che sentendo avvicinarsi il tramonto il mio bisnonno- suo padre- cominciò ad andare in chiesa, just in case?

lunedì 26 gennaio 2009

Leggerezza un c*zzo!

Negli ultimi giorni ce l'avevo con il Papa e con cardinali vari, chè secondo me quando aprono bocca Dio li guarda e scuote nervosamente la testa.

Lo confesso, il Papa era il primo della mia black list. Con quella boccuccia tirata, quel fare stizzoso e quella mentalità da Medioevo, state sicuri che va incontro ad una pessima reincarnazione.

Ma ora, grazie all'ineffabile capo del Governo ed alle sue battute - che vogliono solo celebrare la bellezza delle donne italiane ed invitare alla leggerezza su un argomento che peraltro con la leggerezza ci va a nozze, le mie priorità sono di nuovo cambiate e l'idea di una feroce dittaura femminista mi attira sempre più.

Scusate, ma a questo punto è evidente che la democrazia non funziona molto bene.

venerdì 23 gennaio 2009

Io dico solo il mio pensiero

Confesso che ho peccato. Oltre ad aver ingurgitato nervosamente del gelato buonissimo facendone una zuppa nel microonde – Pucciu lo so che invece TU stai dimagrendo - ho guardato un pezzo di quella folle trasmissione con la gente rinchiusa in una casa partorita da un architetto sotto effetto di allucinogeni.

Mia sorella, quando la vergogna provata nei confronti dei partecipanti ha raggiunto l’apice, mi ha sussurrato: “ma Fede, forse a noi non piace affatto perchè siamo piemontesi?”

E mi chiedo: sarà quell’essere falsi e cortesi, o “ipocriti per eccesso di gentilezza” che ci rende geneticamente difficile aderire al credo televisivo “io sono vera/o e dico solo il mio pensiero”?

Purtroppo, tesoro, il tuo pensiero fa schifo.

O meglio, è espresso da schifo.

Una partecipante è stata accusata dall’arcigay di essere omofoba. Si è infatti lasciata andare a dichiarazioni confuse su cosa sia normale e cosa no in termini di tendenze sessuali, e si è riferita ai gay come a “f*oci”
Onestamente, più che il dolo, ci ho visto confusione e la dialettica di un adolescente beccato a leggere Pla*boy dalla madre femminista - lo so, lo so, ma è un mio incubo ricorrente.

Alla richiesta della conduttrice di esprimersi meglio sull’argomento e sostanzialmente di discolparsi, la partecipante astutamente prendeva tempo chiedendo ai suoi compagni di sventura che cosa volesse dire omofoba.

Si discolpa e dichiara di essere tutto il contrario (chiediamole il contrario di omofoba, tanto per curiosità) e le dispiace di essere “uscita” così.
Ed ecco che “esce” la sua giustificazione: e qui la volevo, qui casca l’asino, le braccia e varie altre appendici, sappiate che… il suo migliore amico è gay!

Anzi, lei è adorata dai gay! Meravigliosa.

L’assioma allora è: se hai un amico gay non sei omofobo/a e se Vladimir Luxuria vince a quell’altra trasmissione l’Italia ama i transgender.

Comunque, io ho detto solo il mio pensiero.

martedì 20 gennaio 2009

L'Unità

Mi aveva fatto un po' incazzare, perchè non si può essere la prima direttrice donna de L'Unità e approvare questa pubblicità:



Però grazie all'indicazione di un'amica che mi ha segnalato questo
mini dossier agghiacciante sulla violenza domestica in Italia, forse Concita ed io faremo pace.

Non è poco, specie dopo che una ha sentito la nostra ministra delle Pari Opportunità dire che le prostitute è meglio che si prostituiscano a casa perchè se una è aggredita in casa i vicini chiamano la polizia; le donne struprate e menate in casa evidentemente non urlano abbastanza forte.

lunedì 19 gennaio 2009

Con quella casa così mediorientaaaleeeeeeeee



Una Fede esaltata e scondinzolante: Mamma, guarda la foto della nostra casa da fuori e sul tetto c’è il nostro terrazzo!

E sul terrazzo metterò gelsomini, lavanda, piante aromatiche, ci farò un orto e un gazebo meraviglioso e torce e ci farò lo yoga tutte le mattine e sarà il nostro Eden e il Pucciu il mio Adamo…

Una mamma abituata al barocco piemontese: Ma sta su? E cercando di recuperare: Molto pittoresca, e si addice al tuo casino.

Pensandoci bene, il fatto che il Pucciu al telefono continui a dire che quando la metteremo su con le nostre cose sarà molto carina comincia ad insospettirmi.

Ma io già la amo. Dal cortile si entra direttamente in un mercato bellissimo, e quando ceneremo sul terrazzo vedremo le stelle (e qualche antenna parabolica).

Ci saranno gli scarafaggi?

Mentre ci penso vi segnalo Reset DOC ed i suoi interessanti articoli su Israele e Palestina.

venerdì 16 gennaio 2009

Devi furgià!



Ero a pranzo in una piola (=vecchia osteria piemontese) con mia sorella, mia zia ottantenne ed una sua amica ottantacinquenne. Tutto sembrava tranquillo, fino alla pronuncia disgraziata della parola “maternità”.
E fu l’inferno. Saputa la mia età (ventinove anni, lo ricordo a tutti) l’amica della zia perde momentaneamente l’uso della lingua italiana per buttarsi nel dialetto stretto e comunicarmi che: “Sei vecchia! Devi furgià!(=fare figli) Che fai con tuo moroso? Conti le stelle?”

Mi abbandono per un attimo alla romantica visione mia e del Pucciu che contiamo le stelle, anzi di me che le conto, sbaglio il conto e di lui che mi corregge: “Ma Fede, sono un milionecinquecentomilasettecentoventitrè! Non le vedi? Non comprendi la matematica, la fisica e la chimica! Al classico non hai fatto nulla!”

Accantonato l’incubo, mi difendo con la promessa - fatta a questo punto anche ai proprietari della piola che come un coro greco mi invitavano anche loro a furgià - che magari tra un paio di anni…Incauta! Si scagliano a quel punto contro mia sorella, che pure lei è vecchia e deve furgià.

Veramente lei avrebbe sei anni meno di me e benché a tratti sogni di essere una ragazza madre, oggi saremmo qui solo per mangiare un piatto di gnocchi.

Comunque, questa introduzione era tutta un inganno per un’osservazione femminista sulla “lotta” sulle/tra le madri e su come una dovrebbe essere madre.
Dunque, Rachida Dati in Francia partorisce ed il suo rapidissimo ritorno al lavoro viene visto o come simbolo di grandissima emancipazione, o come chiara indicazione della snaturatezza della maman.

Come giustamente ha osservato qualcuno, nessuno se la prenderebbe mai se un uomo, avendo avuto un figlio/a se ne andasse al lavoro anche solo un’ora dopo la nascita della creatura e che il problema reale è che i ritmi di lavoro (e non solo quelli) sono tarati sugli uomini.

Però, sarebbe anche giusto ricordare che ci sono madri che tornano subito al lavoro perché non possono fare altrimenti e darebbero la mano destra per stare a casa, ma che esistono anche le madri che al lavoro ci tornano in fretta perché gli piace, perché hanno qualcuno che si occupa del pargolo e perché magari all’idea di stare a casa tutto il giorno con un infante con le coliche si sentono tremare le vene dei polsi.

Devono per forza essere colpevolizzate? La signora in questione avrà un esercito di baby sitters, il tempo per stare con la figlia lo troverà e mi sento sicura nell’affermare che la bambina non dovrà scaldarsi il biberon da sola mentre mammà è al Ministero.

Sarà traumatizzata da grande? Di questi tempi, se non lo sei, sei out.

L’argomento materintà/lavoro è peraltro stato oggetto di dibattito caliente anche tra le femministe: per esempio qui
e qui. Sappiate infatti che anche le femministe “furgiano”- e si sentono in colpa.

mercoledì 14 gennaio 2009

Gerusalemme, un terrazzo e qualche sparo di gioia

Il prode Pucciu mon amour, messo nelle mani di un agente immobiliare romano, a quanto pare ci ha trovato casa vicino ad un mercato bellissimo, Mahane Yehuda.
Compreso nella casa c'è un terrazzo solo nostro sul tetto di 40 mq. Più che romantiche cenette a lume di candela, per ora sogno coltivazioni estensive di pomodori, gelsomini ed erbe. Sono decisamente prosaica. Ma siccome per ora non è confermato, pensate ai miei pomodori, commuovetevi e spedite pensieri positivi e preghiere di ogni confessione a questo blog, anche garbati insulti. Quel che non ammazza, ingrassa.

La situazione nella città è sicuramente diversa da quando ci siamo andati otto fa, poco prima della seconda Intifada. Allora eravamo ospiti di un'amica di amici italiana e alloggiavamo a Abu Dis, un villaggio palestinese di Gerusalemme Est. La notte ci svegliava il richiamo alla preghiera del muezzin e ci godemmo anche la vista di un matrimonio tradizionale, con tanto di spari (in aria). E una vecchietta ci regalò anche una testa d'aglio, un'altra coltivazione che potrei mettere sul terrazzo.

Ricordatevi dei miei pomodori e leggete questo articolo sulle richieste dei movimenti pacifisti femministi.
(aspirante) contadina sì, ma devota alla causa, sempre!

martedì 13 gennaio 2009

Settembre 2008-Gennaio 2009: Del perchè sarò grassa ma felice

Fox e Branko dicono che il 2009 sarà un anno interessante per i gemelli come me, salvo il fatto che avendo Giove positivo, oltre a tanta fortuna si accumula tanta ciccia. E allora io mi sottraggo all’imperialismo militante patriarcale dell’immagine femminile (magra) e dico: che sia! Avrò il culo di un ippopotamo, ma per Dio, tra picchi di depressione cosafaròdellamiavitaiopoveraorfanella, c’è scappato molto di bello e spero altro ce ne sarà:

- dopo più di venti anni di silenzio ho avuto la fortuna di riincontrare un’amica d’infanzia. Da lattanti noi due ci picchiavamo nel box. Ora scopro tante somiglianze e la sua nonna ottantacinquenne sessuologa che vorrei conoscere. La sua teoria è agghiacciante ma ha un suo perchè: finchè il tuo uomo è giovane, stai sicura che sbaverà sempre e comunque dietro ad una bella tipa e buona fortuna nel tenerlo a freno. Raggiunta la pace dei sensi non sbaverà più tanto e vedrà te come una madre.

- Sono stata a Roma, a Venezia, e a Metato, piccolo borgo toscano da cui si vedono mare e colline. Alla festa di Natale del paese Babbo Natale era impersonato da una donna. Ero deliziata dalla queerness della cosa. Alcuni bambini no, piangevano. L’eterosessualità compulsiva colpisce ovunque.

- Ho cantato stonando con mia madre alcune canzoni di De André guardando lo speciale su Raitre. Presa dall’empatia con Fazio, quando piangeva lui veniva il groppo in gola pure a me.

- Abbiamo riproposto con successo il cenone di Natale a base di kebab e falafel. La vicina di casa saputo che era roba “araba” ha declinato l’offerta di qualche falafel.

- Chiacchiero e bevo vino rosso con le amiche ed una serata così mi rimette al mondo. Passo la notte delle elezioni americane con amici sperando e un po’ commuovendosi, anche se non cambierà molto. We did, overcome. Almeno per una notte.

- Ho letto molto, lavorato poco, cercato lavoro molto, cotto centinaia di frollini per Natale, visitato il nuovo Museo di Arti Orientali, sto studiando l’ebraico, mi documento su Israele e Palestina e tra due settimane raggiungerò il Pucciu a Gerusalemme. Il tomo femminista sui piedi bendati in Cina però non l’ho terminato. Ammettiamo pure che un intero libro sull’argomento è troppo; inoltre confondo i nomi cinesi dei feticisti dei piedi.

- Il Pucciu ancora mi tollera malgrado crisi isteriche per lenzuola perdute, perché siamo senza tetto, perché il Rossini come locale non mi piace, perché ho litigato con mia madre e mia sorella, perché non trovo lavoro, perché non è vero che sto ingrassando, perché lui è troppo ottimista, perché lui non mi telefona, perché a casa a Gerusalemme voglio un balconcino per un gelsomino, perché sì.

Poi lo stato del mondo fa schifo e l’invasione di Gaza è in fondo “solo” l’ennesima schifezza, ma per ora io me la cavo.

giovedì 25 dicembre 2008

So this is Christmas

Nevica, il conto delle calorie si è perso e l'anno prossimo a Gerusalemme.

Auguri a chi passa

lunedì 17 novembre 2008

Potrebbe andare molto peggio

A Torino è una bellissima giornata d'autunno

ho visto qualche squartamento su Ski: Law and Order - in lingua originale così non perdo l'allenamento

ho fatto una passeggiata in riva al Po

ho un incarico a tempo brevissimo, ma interessante - e lo dico pianissimo :ben pagato anche se non so quando. Lo posso svolgere da casa in pigiama con le bavette del sonno solidificate sulla faccia

penso che tra cent'anni, sul letto di morte non dirò: "certo ho fatto proprio bene a rimanere a Torino da sola invece di vivere per un po' in un paese interessante (nel bene e nel male) come Israele con il Pucciu" e lo comunico a lui che improvvisamente lamenta oscuri disturbi psicosomatici.

mercoledì 5 novembre 2008

Noi c'eravamo

"[To] all those watching tonight from beyond our shores, from parliaments and palaces to those who are huddled around radios in the forgotten corners of the world - our stories are singular but our destiny is shared. A new dawn of American leadership is at hand.


E adesso speriamo.

lunedì 27 ottobre 2008

Di probabile trapianto di fegato, galline nude e mini cicisbei

Quando il venerdì sera si cena alle undici e mezza di sera con porcini, lardo e una bottiglia di Barolo del 1995, si capisce che il resto del week end non potrà essere normale, causa presenza di amico cuoco americano che ha una insana passione per il lardo ed il barolo.

Ho visto cose. Porno.

Inermi galline tutte nude, appese per le zampine in una posa sadomaso e ripetutamente fotografate da perversi visitatori di Terra Madre e Salone del Gusto.

E poi:

Un bambino figlio del panettiere - evidentemente posseduto dallo spirito indomito di una tota (=signorina) piemontese - che mi ha gentilmente servito.

io: “Vorrei questi tre panini, per favore”
lui: “Oh signora ma questo è il suo pranzo?”
io: “no” (fatti i ca..i tuoi!)
lui: “e che cosa mangia a pranzo? Uno yogurt, eh?”
io: “No! tournedos à la Rossini e soufflé au fromage (bambino, lo yogurt te lo mangi tu a merenda, dammi i maledetti panini!)


Poi va beh, presa dall’entusiasmo per il principio “spesa a km zero” l’ho esteso alla mia capigliatura.
Infatti mi sono tagliata i capelli da sola. Anzi, no, mia sorella mi ha aiutato. Ha una certa esperienza, infatti li taglia da quando ha cinque anni. Al Cicciobello ed anche all’altra mia sorella mentre dormiva. Stranamente mia madre non ha mai approvato.
“Marta, me li tagli dietro che non vedo?
“Si, ma sto uscendo”
Ed a occhi semichiusi, mentre si trucca dà una bella sforbiciata.
Devo dire che sono venuti pure bene.

martedì 21 ottobre 2008

Nostalgiaaaaaaaaaaa canaaaaglia

Ci guardiamo. Io con occhio un po' lacrimoso che nella mia fantasia dovrebbe perdersi in un orizzonte infinito (brughiera/oceano/praterie) ed invece cozza con il giardinetto di Collegno con installazioni del papà del Pucciu.

Lui niente occhio lacrimoso, me lo sono scelto vero uomo.

Però mi confessa sommessamente: "sai cosa mi manca di Cincinnati?"

Allora anche tu amore mio adorato ti senti le ali tarpate, l'indipendenza perduta, soffocato da quato paese che non ci piace per nulla, allora anche a te dispiace non dividere lo stesso tetto, non vedere i nostri amici americani, il campus, gli studenti, non svegliarti la mattina e tirare giù i santi perchè ti ho dato culate tutta la notte? Anche tu soffri come me, che mi ritrovo in attesa di occupazione, che mi viene da piangere a sentire i discorsi di Obama (forse questo è per la sindrome premestruale, ma comunque)? Anche tu sei umano?

Lui: "Mi mancano non tanto le schifezze da mangiare, ma sai il cibo del Thai vicino a casa? Ecco mi farei davvero un piatto di Pad Thai..."

venerdì 17 ottobre 2008

Cervello in fuga




Non il mio, ovviamente. Il complotto maschilista imperialista etc. mi tiene ancora lontana, ma verrà il giorno...

mercoledì 1 ottobre 2008

Generazione 1922

Nella sua concezione del mondo ci sono uomini e pigmei, ometti. Non ha una visione per nulla gender sensitive. niente donne e pigmee. Ammira solo le vedove che prendono in mano il business dei mariti e hanno più successo di loro.

Lamentandosi di non essere un vecchio macilento "ma nonno, quelli non mangiano, sono malati!" ha perso i maledetti due kg che io non mi leverò mai da dosso.

Ha un medico che lo tiene così bene che seppure abbia 86 anni credo (e spero) che possa tirare almeno ai 120.

Disquisisce sulla crisi finanziaria degli USA, sui giovani d'oggi e sui problemi di integrazione degli immigrati. Donne sconosciute lo fermano e lo baciano. Giuro.
Quando gli ho detto di cercare di accasarsi con una ricchissima 96enne ha detto che lui le vecchie non le vuole. Per inciso, lei si è trovata un fidanzato.

Di carattere ribelle, a otto anni in pieno fascismo contraddisse la maestra di campagna che sosteneva che sotto il fascismo ci fosse la libertà di parola. "Perchè io ero già un ribelle, sin da piccolo!" " e va beh, ma tuo padre era socialista, magari quelle idee giravano in casa..." "No no io ero già così di mio!"

A volte mi dà speranza pensare di discendere da questo affascinante e insopportabile uomo, a volte mi fa sentire carne morta.

martedì 30 settembre 2008

Io mi butto

Data la fortunatissima condizione di non occupata/in attesa di occupazione io mi butto. Mi candido. Se può farlo lei, la regina dell'incompetenza, lo posso fare anch'io. Yes, I can.



Tra l'altro una vecchietta astrologa mi ha fatto l'oroscopo per il 2009 - eravamo in fila alla ASL - e nel 2009 farò sfracelli.Ora o mai più.

lunedì 15 settembre 2008

Aggiornamenti

Per chi passa di qua:

- sto ingrassando a causa di aperitivi e pranzi da nonni e zie. "Ma fede lo vuoi il rosso dopo i tre bicchieri di bianco che ti sei già bevuta, o forse vorresti anche dello sherry?" "ehm, no grazie"
"Va beh, ma prendi almeno del whiskey!"

- stiamo impazzendo: I0: "Dove vai domani?" Pucciu: "Devo andare via presto chè porto la tartaruga a Borgaretto" IO: "A fare che?" Pucciu: "A farla trombare (dopo 30 anni di vita), si montava tutti i sassi ansimando"

- sto cercando lavoro. Sono ufficialmente disoccupata da soli 15 gg e già sono parecchio mesta. Patisco un po' i cambiamenti. Patisco anche che McCain sia in vantaggio, patisco il fatto che che Sarah Palin conquisterà parecchi voti e patisco la mia ignoranza attuale sulla politica italiana. So solo che ogni tanto devo dire "Lo dico a Brunetta!"

giovedì 11 settembre 2008

what a ride!

Sono stati anni bellissimi ed intensissimi, anni in cui ho creduto nell'ordine: che sarei stata bocciata, che il Pucciu mi avrebbe lasciato causa indifferenza assoluta nei suoi confronti quando avevo da fare, e che l'orticaria che gli è venuta quando abbiamo iniziato la convivenza non gli sarebbe mai passata.

Eppure in tre anni ho visto gli USA cambiare, una donna ed un afroamericano candidarsi alle elezioni presidenziali. Sono cambiata io: sono molto più scassapalle grazie ad un master che dietro la definizione "critical thinking" nasconde un atteggiamento da rompicoglioni cronica. Sono anche molto più figa, ma questo era scontato.

E allora, adesso dopo anni passati rapidamente è ora di aspettare. Aspettare un lavoro, aspettare un cambiamento che spero veloce. Nel frattempo, sono andata al mare, chè aspettare da abbronzata fa più fine.

Al mare abbiamo una bagnina - grande vittoria del femminismo - anche se i vecchi in spiaggia la chiamavano inspiegabilmente "il bagnino", e al mercato a Spotorno ho ascoltato un ragazzo cercare di convincere l'anzianissima nonna dei benefici della reincarnazione: "ma nonna, non ti piacerebbe rinascere e che so, diventare un leader mondiale che ottiene la pace globale?"

che la mia attesa sia lunga o breve, l'intrattenimento sarà sempre assicurato.

lunedì 1 settembre 2008

L'avete voluto voi/1

Giusto per dimostrare che non abbiamo banfato.

1) Chicago. Slendidi grattacieli, lungo lago piacevole, l'Art Institute varrebbe da solo la pena.


Un Pucciu cittadino del mondo - a suo agio persino sull'L train, quello che prendeva Clunei in ER!




2) Badlands in South Dakota. Suggestive e soprattutto una buona ricompensa per aver guidato ore ed ore in South Dakota, uno degli stati meno popolati degli States. Il panorama è anche piuttosto monotono, ma potete sempre provare l'ebbrezza di far pipì a bordo autostrada nascosti da balle di fieno.

Le Badlands sono abitate da simpatici animali. Notate il nostro potente mezzo che tra SUV e trucks se l'è cavata piuttosto bene. Invidiatissimo il mileage per gallon di benzina.







Last but not least, una foto della componente femminile dell'equipaggio: la figona gambalunga al centro sono io, la sister è quella a sinistra nella foto, a destra la sua amica.



A presto per la prossima eccitante infornata di foto.

giovedì 28 agosto 2008

Giustifica

Se la bambina Fede non si dedica a caricare un numero osceno di foto del viaggio sul suo derelitto blog, e' per i seguenti motivi:

si e' intasato il water.

il tizio che si occupa dei suoi unici risparmi per la pensione insiste per farle nominare due amici come attorneys (tutori?). Il Pucciu sostiene che il privilegio di fregarle i soldi e sbatterla eventualmente in casa di cura lo vuole lui.

la sorella figa e la sua amica sono in viaggio verso l'Italia. Delta decide che l'aereo e' troppo pesante e dunque i loro bagagli non partono. Considerato che Delta fa pagare il secondo bagaglio per i voli interni e poi non ne carica nessuno, tra quanto tempo i passeggeri verranno invitati a portare ciascuno una tanica di carburante? Invece di BYOB (bring your own bottle) BYOG (bring your own gas).

deve far stare a tutti i costi un tappeto e una trapunta nel bagaglio.

A tempi migliori.

domenica 24 agosto 2008

Pork(opolis) to Pork(opolis) - saremmo anche tornati

Ieri, per la precisione. Una triangolazione Nashville-Mammoth Cave National Park-Cincinnati ci ha visti arrivare puzzolenti ma felici a Cinci. L'amore che nutriamo per la citta' non e' ricambiato. Caldo torrido e afa, nella migliore tradizione locale.
Mia sorella - che dorme in salotto- mi annuncia: Dormiro' nuda (per il gran caldo) dillo al Pucciu (nel senso che non irrompa senza annunciarsi, mi auguro).

Dunque siamo sempre noi: tre donne spesso seminude ed il Pucciu. Nel frattempo ci sono stati: piu' di settemila miglia, deserti, coste, caldo, freddo, canyons, musica blues, scazzi, mangiate sovrabbondanti.
Un lento ballato a Memphis.
Memorie di famiglia (mia e di mia sorella) imposte al resto dell'equipaggio.
1000 foto che il Pucciu posseduto dallo spirito di un giapponese ha diligentemente scattato, cosi' come del sale dalla Death Valley e della terra dalle Badlands.

Tra le cose perdute: un radiatore della macchina a San Francisco, due rifiuti per posizioni per cui avevo fatto domanda, il cuore di mia sorella dietro ad un ciccione motociclista (Harley, of course) che ballava benissimo a Memphis, l'occasione di assaggiare un serpente a sonagli e di farsi leggere le carte nel quartiere latinos di San Francisco.

Ma questa e' un'altra storia, se vi interessa, l'Ammerica e' bellissima.

martedì 22 luglio 2008

-2 al trip (o forse ci siamo gia'?)

Orticaria. Cause sconosciute.
Spero di vincerla con cocktail di antistaminici, steroidi ed alcool.
Il che e' perfettamente logico: gli antistaminici mi addormentano, gli steroidi mi innervosiscono, l'alcool ribilancia tutto.
Quando stamattina alle nove e mezzo mi sono apparsi davanti i bambini vestiti da Formula 1 (tutte tutine della Ferrari) ho temuto di aver ecceduto con il terzo elemento, e invece no.

venerdì 18 luglio 2008

Su gentile richiesta

Di Plutonei commenti, ecco la mappa del nostro viaggio. Non e' ancora a posto, ma ci sto lavorando.
La mappa finisce a Santa Fe perche' dopo non sappiamo dove andremo esattamente.


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giovedì 17 luglio 2008

Grandi manovre

Della femminista semi impegnata non e' rimasto nulla.
Della femminista da salotto qualcosina c'e' ancora, ma poco. e quel poco e' andato in pezzi ieri quando mi si e' rotto un attrezzo dei ferri da calza. Il Pucciu mi ha visto interdetta, in kimono e bicchiere di vino e mi sa che si e' visto davanti un futuro di risparmi spesi in riabilitazione o mi ha visto come Liz Taylor- ma meno figa- in "Chi ha paura di Virginia Wolf"



Lo so, lo so.
Vi dico solo che uno ha cercato di fregarci con Craigs list.
Vi dico solo che il Mac del Pucciu e' morto e bisogna comprane uno nuovo, ma tanto adesso con il viaggio, il trasloco, il futuro incerto, chi ha bisogno di svalutatissimi dollari?

Ma:
mia sorella e' sbarcata a Ny e lei e la sua amica ci raggiungeranno per il mitico roadtrip dappertutto negli USA. Saremo Thelma $ Louise e Thelma & Pucciu. In una piccola golf.

e poi, e vi passo uno dei migliori tiramisu' che mi ha passato la bambina filosofa cinquenne: "Fede, tu non devi piangere (facevo finta!) perche' tu sei grande e dormi in un letto grande". Grande pronunciato glande, of course.

E quindi finche' ho un letto matrimoniale, c'e' speranza.

lunedì 14 luglio 2008

Vendesiiiiiiiiiiiiiii

Vendo me stessa - o meglio le mie capacita' a datori e datrici di lavoro a cui vorrei dire: sono una fenomenale sgobbona e credo che in questo lavoro non farei troppo schifo. E invece no. Elaborate lettere di motivazione, Cv ad hoc etc. Si spazia da Israele a Londra, a Bxl per poi finire dove non si sa. Sembra figo in teoria, in pratica mi chiedo se finiro' a fare la muffa a casa della mamma. Anche io come i giovani bamboccioni cari a Padoa Schioppa?

Vendo mobili.
Vendo la macchina.
Venderei anche il Pucciu ma poi mentre cucina la pasta mi fa il balletto di Time Warp nel Rocky Horror Picture Show...e per ora lo tengo

martedì 8 luglio 2008

Dalla grande mela alla grande melanzana

Da Nu YOK sarei tornata tempo fa, con una vestaglia a kimono comprata a Chinatown e delle unghie rosse fuoco fatte da una manicure a Brooklyn. Si, perche' io la manicure la faccio a NY o niente. Sulla manicure nessuno mi ha dato soddisfazione: le mie piccole fans mi hanno snobbato lo smalto (ed io: ma come non vi piace, e' quasi rosa!) e il fratellino di tre anni mi guarda le unghie e mi fa: ma sono marroni. Serpi in seno.

Almeno insieme abbiamo composto questa canzone: (io e la bambina di 5 anni, dotata di finta chitarra elettrica - il ritmo e' tipo blues)

"Non ho fatto niente
Ho visto un serpente
ma non era contento!
Era un lamento!
Ho visto anche un Ippo(potamo)
Si chiamava Pippoooooooo (la finale strascicata completa di scivolata sul pavimento imbracciando al chitarra di cartone)"

Devo filmarla mentre la canta perche' e' straordinaria, un'interpretazione divina!

Nu Yok e' sempre figa, ma calda e affollata. Ed ho rimpianto il verde e lo spazio del Midwest. Segno inequivocabile del fatto che sono "carne morta" e che e' ora di lasciare questa landa. Si accumulano libri da spedire in Italia, stiamo mettendo tutto in vendita, dalla macchina ai piatti, in un attimo di distrazione il Pucciu venderebbe anche me.

L'ineffabile e' forse in preda a multiple personalita': legge Bitch (noto magazine femminista) e ne ho le prove, mi mette ai fornelli a fargli la caponata, dice che mettera' nella sua tesi una lettura di genere, mi da' della dissipata perche' gli scrivo email alle 4 del mattino da NY.

Sara' l'eta'.