mercoledì 13 febbraio 2008

Perche’ (non) voto Hillary Clinton

E' ormai un incubo, pure con la mamma al telefono dopo gli usuali pettegolezzi, aggiornamenti, comunicazioni di servizio - il colesterolo e' perfetto, affanculo la dieta (mia), parlo delle elezioni americane. E allora:

voterei Hillary perche':

Anche se sono abbastanza contraria alla versione brutale e semplificata dell’Identity Politics per cui se sei donna voti una donna, se sei afroamericano/a voti un afroamericano/a, mi secca che Hillary sia attaccata brutalmente soprattutto e spesso solamente perche’ e’ una donna. Qui un interessante articolo di Stanley Fisher sul NY e guardate – e vi voglio basiti/e - questo video (sotto) segnalato da feministing.com, e poi trovatemi un esempio di qualcuno che, che so, chiede a Obama se e’ vero che era lo st*llone della sua classe in tutta tranquillita'.



Dunque, finche’ stiamo messe cosi’, e viviamo in una societa’ in cui e’ normale che ti insultino solo perche’ sarai anche una scassamarroni, ma sei capace ed intelligente ed osi essere ambiziosa, io tra un uomo e una donna, a parita’ di schieramento politico, scelgo una donna.

Immagino siate sollevati, ora che sapete come la penso.

martedì 12 febbraio 2008

Ci risiamo



E questa volta non ho neanche piu'a tenermi viva il miraggio di una settimana in Florida con c*lo al sole a fine marzo.

lunedì 11 febbraio 2008

La felicita’ e’ una “U”- riflessioni del week end

se avremo un figlio o una figlia, in un futuro lontanissimo,lo/la porta il Pucciu al corso di acquaticita’ (io non ho cazzi e non chiedetemi perche’ parliamo di queste cose, non lo so)

la decisione della Turchia di levare il bando al velo nelle università’ mi sembra una buona notizia. Uno degli utenti – purtroppo statunitense - che commentano la notizia sul forum di Al Jazeera offre un’interessante ed illuminata spiegazione al perche’ del velo. Tenetevi forte. Il velo lo piazzano i mariti addosso alle mogli, perche’ se un altro uomo vede la belta’ della moglie poi magari lei e l'altro lui si innamorano, e scappano insieme. Lei vuole scappare perche’ il marito la picchia, naturalmente. L’utente, il cui commento oggi era sparito, va sottoposto a rieducazione a suon di saggi femministi e di film iraniani senza dialoghi– una tortura un po’ pesante, lo ammetto, ma spero efficace. Inizierei il trattamento con
questo e con questo, che sono davvero interessanti: anzi mi spigno a dire che il secondo e' uno dei miei articoli preferiti. Poi non dite che in questo blog non si affoga nella cultura.

se voglio correre a Maggio la 10K della Cincinnati Flying Pig Marathon forse e’ il caso che cambi il programma sul treadmill che corrisponde a “vecchietta che fa la passeggiata intorno all’isolato” e mi sposti su qualcosa di lievemente piu’ dinamico. Sulla mia eventuale partecipazione alla 10K si e’ aperto un giro di scommesse milionario. Il Pucciu ha scommesso 100 dollari contro. Con me.

dice la mia rubrica/droga preferita Modern Love del NY Times della domenica che la felicita’ e a forma di U, si e’ piu’ felici intorno ai 20 e poi da vecchi. Il NY Times dice anche che in futuro forse mangeremo tutti insetti e meno pesce, perche’ di pesci non ce ne saranno piu’. Allora si’ che saro’ saro’ infelice, senza gamberoni e aragoste, senza sushi! Il NY Times ogni tanto e’ apocalittico.


L’angolo della casalinga: saranno i geni panettieri della famiglia materna, sara’ la frustrazione per il pane che si trova qui, che fa schifo, e a cui aggiungono l’odiato corn syrup, ma mi sono incaponita a fare la pagnotta perfetta. Mio zio invece cerca il primo perfetto di pesce, ma questa e’ un’altra storia. Comunque ieri al settimo tentativo, ho realizzato la perfetta pagnotta con questa ricetta che gira da qualche anno sui blog culinari. E’ il famoso, strafamoso “No Knead Bread”. Ora che l’ho fatto bene mi sento a’ la page. Purtroppo, la sfiga ha voluto che il Pucciu ci abbia messo mano per un secondo nel mettere il pane in forno, quindi naturalmente si bulla e dice che il merito e’ tutto suo.

sabato 9 febbraio 2008

un sabato da leoni



Il "frisson" di oggi pomeriggio prevede l'ascolto dell'opera alla radio mentre lavoro a maglia alla solita copertina - che ho una deadline che si avvicina. Ora mi chiedo, se a 31 anni passo il sabato pomeriggio cosi', cosa faro' da vecchia?
1) le stesse cose che faccio ora, non avro' rimpianti
2) mi faro' le canne con i nipoti e faro' la paracadutista come quella degli assorbenti - ma io senza, che sollievo la menopausa.
3) sono gia' vecchia, inutile preoccuparsi

venerdì 8 febbraio 2008

piccole femministe nella notte

stanche e con il mal di testa io e la mia amica ci diciamo che va beh, facciamo un salto alla festa organizzata dalla capa femminista del nostro dipartimento. Ma alle nove e mezza facciamoci un segno e scappiamo.
da brave ragazze compriamo due bottiglie di vino, parcheggiamo la macchina.
Suoniamo il campanello.
della casa sbagliata, ovviamente.
Il padrone di casa, a cui sghignazzamo in faccia, la prende bene e ci augura pure buon divertimento.
(ste case americane con giardinetto davanti e dietro sono uguali! E di notte il civico non si vede e va be, noi siamo due rincoglionite).

Poi ce la facciamo. Veniamo introdotte a femministe di fama internazionale americane, israeliane, e libanesi, tra cui una performer, molto brava. Cerchiamo di fare conversazioni intelligenti, ci scoliamo vino, che magari non ci fa piu'intelligenti, ma piu' sciolte di sicuro. Il problema e' trovare un delicato equilibrio, la disinvoltura puo' sfociare in un orrido svacco.

A mezzanotte eravamo sdraiate sui divani, con gente che spettegolava apertamente su prof e studenti, con la prof performer che ci faceva morir dal ridere con storie di una femminista amica la cui testa (solo la testa) e' stata congelata in Arizona e con storie di sua madre che a Beirut, pur in condizioni estreme, senza elettricita' ed acqua per parecchie ore al giorno, era l'unica ad aver sempre il ghiaccio pronto per i suoi cocktails- grande donna.

Un solo uomo, il nostro eroe personale, che non solo partecipava alla conversazione, ma serviva caffe' e cappuccino a tutte.
Mercoledi' sera invece sono invitata a partecipare ad una knitting session.

martedì 5 febbraio 2008

Caro emigrante, ti scrivo

Mi ha scritto il Chiampa(rino) - sindaco di Torino. Una bella letterina con DVD annesso di video di 4 minuti sulla nostra bella citta'. Che, devo dire, fa pure una splendida figura: mi son vista correre al Valentino, ingozzarmi di gianduiotti e prendere un aperitivo al quadrilatero. Ma torniamo al Chiampa che mi fa sapere che la citta' e' cambiata tanto, ma tanto, e che lui e la citta' non si dimenticano di noi che stiamo all'estero iscritti al mitico Registro per gli Italiani all'Estero. Non me lo dimentico neppure io, dato che ora non ho neanche piu' la mutua. Sia quel che sia, grazie Chiampa. Ora so che "passion lives here", che "taste lives here", che "history lives here" etc.
Mi spiace un po' sapere che a Torino non ci sono piu' le carrozze e che il tram non passa piu' in Piazza Catello, ma pazienza. Appena parte il prossimo bastimento magari torno a casa e mi faccio un'idea...

lunedì 4 febbraio 2008

diamoci una botta di cultura



E che non si dica che non sono una finissima intellettuale:

A Border Passage: a Journey from Cairo to America, di Leila Ahmed: parla di Egitto, identita', imperialismo, ed e' una bellissima autobiografia. Non so se sia tradotto in italiano.

e anche Persepolis di Marjane Satrapi: storia a fumetti, Iran. e' tradotto anche in Italiano da Lizard. Il film e' stato presentato a Cannes. (probabilmente lo conoscete tutti, ma al solito, arrivo tardi).

e infine: Tender at the Bone di Ruth Reichl, tradotto in Italia da Tea. Un'autobiografia basata sul cibo, particolarmente divertente la madre della protagonista, soprannominata la "Regina della Muffa".

e per il decennio 1998-2008 ho dato.

giovedì 31 gennaio 2008

Ha cominciato il planner con un
post che e' stato definito giustamente retro.
Sull' onda del retro, oggi ho "scoperto" lei, Rosemary Clooney. Arrivo probabilmente tardi, ma piu' che retro io sono proprio indietro.



(Peraltro, era la zia di George- sempre la' vado a parare).

mercoledì 30 gennaio 2008

Tofutti alle masse!


Anne Taintor

L'abisso del colesterolo alto, che probabilmente si e' impennato per essere in linea con la media americana, mi ha buttato in abissi culinari che mi fanno paura. A parte la drasticissima limitazione del formaggio e l'incremento di cereali e roba integrale che mi fa pensare alle galline, sono entrata nel tunnel del Tofu e di tutti quegli alimenti "finti". Tipo: sembra una bistecca ma e' grano! sembra burro, e' meglio del burro e non e' burro. Oggi tofu affumicato, che sa di salamino piccante (ma perche'?) e la mitica TOFUTTI, finta sour cream che e' fatta pure quella di soia. L'ho persino messa nella polenta per farla concia.
Il Pucciu guarda e spera solo che in tutto questo io dimagrisca. Per ora resisto azzerando le ore di palestra.

martedì 29 gennaio 2008

Habemus Miss America 2008




Pare un po' la Barbie, ma e' studentessa della University of Cincinnati. Ed e' gia' la seconda Miss Americache sforniamo qui nel Midwest. La cosa che apprezzo e' che il premione consiste in 50 000 dollari di borsa di studio e che gli impegni di Miss America comprendono soprattutto la promozione di attivita' benefiche. Famosa fu negli anni passati "l'unica miss Amrica che non ha pianto", la quale appunto voleva studiare Legge ma non aveva i soldi, quindi non pianse perche' le fregava solo dei soldi. Questa grandissima non so come si chiami, la fonte e' una mia amica. Il pippone sull'oggettificazione (esiste la parola) del corpo femminile ve lo risparmio solo perche' (io che non sono strafiga) ho 40 quiz da correggere per domani, piu' un qualche centinaio di pagine da ruminarmi per i fatti miei.

domenica 27 gennaio 2008

L'Italia vista da lontano e altre facezie

L'Italia vista da lontano fa paura. Mi sono sempre stati sulle palle quelli che vivono all'estero e poi sentenziano malamente sel proprio paese. Ma ditemi, come si fa? Come si fa? Comunque, dato che ho imparato che anche dal peggio si puo' trarre qualcosa di positivo, ho utilizzato lo studio del passato prossimo dei verbi riflessivi per proporre ai miei studenti la seguente frase" Ieri mi sono arrabbiata perche' il governo e' caduto". Poi, siccome ci eravamo appena appassionati alle vicende dell'Emilia Romagna e dei suoi prodotti tipici, gli ho anche potuto comunicare con un certo orgoglio che la destra mangiava mortadella e brindava.

Basiti, mi hanno chiesto se il paese era preda all'anarchia o cosa. Ho capito dai loro sguardi che pensavano che siamo un paese di poveracci.

Ma la vita va avanti e il destino cinico e baro questa settimana mi ha catapultato diritta diritta in una seduta di autocoscienza femminista. Due prof che piangono, discussioni di "issues of power" nell'accademia, ed io che pensavo che avremmo discusso degli interessantissimi articoli sul conflitto Israele/Palestina che avevo diligentemente letto. Ne sono uscita viva ma provata.Poi il Pucciu si stupisce che quando torno a casa la sera ho bisogno di un aperitivo. L'aperitivo e' il sottilissimo velo che mi separa dal prozac.

Pero' la prof (Israeliana pro palestinese) ha mostrato alcuni video di You Tube che usa nei suoi corsi per "dare un volto umano al nemico" (israeliano o palestionese, a seconda dei punti di vista) Uno (qui sotto) e' la presentazione di una sorta di soap sui palestinesi. Parte dell'opinione pubblica palestinese l'ha accolta bene, parte dice che in realta' rinforza gli stereotipi sui palestinesi.




Due (qui sotto) tratto da "Yossi and Jagger" il video e' piuttosto kitsch (NON ho controllato lo spelling, sono di fretta) ma "umanizza" i soldati israeliani mostrandone due gay. La scena delle palle di neve e' notevole. Il film ha avuto molto successo e sono curiosa di vederlo.



Israele e Palestina a parte, al 17esimo piano del grattacielo ci sono finita a dare lezioni al super mega avvocato, il quale ha una velocita' di apprendimento sconvolgente. Non sono manager e dubito che lo saro' mai, anche se il Pucciu mi sogna donna in carriera. cosi' la carriera non la deve fare lui. A spostarsi ogni due anni non so come pensi che io faccia carriera, ma lui si bea nell'illusione. ah, malgrado gli sferruzzamenti di copertine di neonati non sono neanche futura mamma, tanto per sfatare il mito. Faccio copertine per terzi.

Ora il pucciu, in preda da ansia di esami, mi chiede se sto scrivendo la sua ode. Egli si aggira con la moquette al posto dei capelli, farfugliando nomi di filosofi ebrei che conoscono solo lui e altri tre. In piu' lo devo pure interrogare per vedere se e' preparato e fargli credere che lo sto seguendo. Una volta mi sono addormentata mentre mi parlava.

Il Ny Times intanto appoggia Hillary e Mc Cain, Obama vince in South Carolina. Il NY Times valuta e considera possibili errori ed omissioni fatti in una serie di inchieste sui veterani dell'Iraq che fanno fuori con notevole ritmo parenti, fidanzate e amici.Ma che giornalismo e' mai questo, che cita fonti, che e' preciso e che si autocritica? Vergogna!

mercoledì 23 gennaio 2008

Fede va in citta'



Al 17esimo piano di una delle torri piu' alte che vedete nella foto. Accolta da un'assistente che mi fa accomodare nella sala riunioni da cui si vede tutta Cincinnati Downtown e qualche collina delle sette della Roma del Midwest.
Mi sono immaginata per un attimo donna in carriera in tailleur anni '80 (con le spalline!)a dettare ordini a poveri manager maschi che pendevano dalle mie labbra.

Che a momenti non trovassi il pulsante dei sette ascensori per arrivare al 17esimo piano non conta, vero? Ringrazio il portinaio che mi ha dato una mano, quando divento manager lo promuovo.

domenica 20 gennaio 2008

quando ci vuole un'amica

Qui io ho solo due amiche "vere" e ci vediamo in media una volta ogni due mesi. Il motivo fondamentalmente e' che non riusciamo ad organizzarci, un po' l'incasinamento della vita, un po' l'incasinamento nei nostri cervelli di perenni disorganizzate. Con loro ho diviso i bei tempi di Toronto, quando ci sganasciavamo davanti alle foto di classe degli anni '80, ma soprattutto abbiamo condiviso il terribile episodio della metropolitana di Toronto dove mi presero (colpa del ristorante coreano) dei crampi allucinanti - e non c'erano bagni nella stazione in questione. A Toronto ci chiamavano le "americane" ed eravamo un'Italiana, un'afromaericana e un Irano americana. quando usciamo insieme sembriamo delle tredicenni pure stupide, parliamo o dei mali del mondo o delle cazzate supreme. L'anno scorso abbiamo visto la notte degli Oscar solo per commentare i vestiti e chi si era rifatto/a. Le parole che gli ho insegnato in italiano sono: puffetta, paraculo e gattamorta.

E domani finalmente ne vedro' almeno una, con la quale al telefono abbiamo gia' stabilito l'ordine del giorno della serata:
1) cambiamenti nella vita sua e mia
2) pettegolezzi dal dipartimento femminista
3) a grande richiesta (sua): l'affaire Carla Bruni e Sarkozy.
Poi per darci un tono e rimanere in tema guarderemo un film francese.
Il Pucciu sta a casa.

giovedì 17 gennaio 2008

Un maniaco (alquanto puritano) nudo e la zuppa di cipolle

Da Dewey's mentre guardavamo il menu delle loro - devo dire abbastanza buone- pizze la cameriera ci informa che la "seasonal pizza" e' la "Don Corleone". Pero', che classe.

Il tema della serata con due amici e' stata la fantasia di uno di essi di fare una rubrica su un settimanale locale tutta solo incentrata sulla zuppa di cipolla (francese). Tipo una settimana parli della zuppa provata in un posto, poi in un altro, etc. Ed intanto dalla zuppa passi ad altri argomenti. Dopo la mia notazione che la zuppa di cipolle e' DAVVERO diuretica (e che alla fine quanti posti a Cinci fanno la zuppa di cipolla?) ci siamo arenati sulle piu' belle storie di vomito e di telefonate di maniaci sessuali.
Sappiate che in una piccola cittadina degli States il molestatore telefonico locale e ufficiale chiamava e diceva: "I am naked". E basta. Come regire ad uno cosi'? Ed era nudo da in piedi o da seduto? Cambia qualcosa? secondo me si'.


Insomma, tanto per dirvi che non e' che non succeda niente.

domenica 13 gennaio 2008

Mala tempora currunt

Che si faccia una moratoria sull'aborto. Anzi, cominciamo qui dagli USA dove in fondo una moratoria non ufficiale gia' c'e', con pochi medici che fanno aborti perche' magari finiscono ammazzati, con in alcune contee pochissime cliniche per cui se una vuole abortire deve affrontare - oltre all'impatto psicologico dell'evento- vari ostacoli tra cui lunghi viaggi, giorni di permesso dal lavoro etc., dove i pro-life ti dicono nel famoso "The Silent Scream" che un feto di 11 settimane quando viene abortito "grida" e che in fondo ha piu' diritti di te che sei solo una potenziale madre. Qui le inesattezze di "The Silent Scream".

Che si faccia una moratoria qui, dove spesso quando vai in un centro per fare il test di gravidanza e fare counseling ti fanno anche fare un'ecografia (completamente inutile) cosi' almeno vedi il "bambino" e magari poi cambi idea. Poi pero' vediamo quando diventi madre (e magari sei una teen-ager per cui la magnifica abstinence education non ha funzionato) come si interessano a te e quali splendidi aiuti lo stato e tutti quelli che ti hanno convinto a non abortire ti offrono.

giovedì 10 gennaio 2008

Non piu' (tanto) giovane

Non e' che non succeda nulla, c'e' tipo un'avvincente campagna elettorale in corso per cui mi dibatto tra Obama e Hillary - come se contasse qualcosa il mio parere - e molte altre cose in ballo. Potrei parlarvi per ore della Rivoluzione cinese del 1911, del fatto che nel corso che seguo come studentessa mi sono ritrovata un mio studente, per cui siamo colleghi e infatti lui mi apostrofa cosi' "Sara' un trimestre divertente!", come no, gia' scodinzolo dalla felicita'.

Insomma. Tutto pero' e' sparito in un soffio ieri alla notizia datami da mia madre che ha avuto i risultati del mio esame del sangue. Ho il colesterolo alto, i trigliceridi pure e roba varia sballata. Mia mamma che se va bene un esame non lo faceva da 20 anni e si nutre come una quindicenne americana votata all'obesita' ha tutto perfetto, beata lei.

Percio' ora tento di riprendermi dall'affronto che il mio corpo ha osato farmi, mi butto nel magico marcio mondo delle visite mediche con medici convenzionati con l'assicurazione e nel mentre cerco di arginare un Pucciu scatenato che si frega le mani pensando che la dieta anticolesterolo mi faccia perdere quei due-tre chili che a suo dire mi separano dalla perfezione assoluta di quanto miliardi di anni fa ci siamo messi insieme.
E poi uno pensa ai mali del mondo...

mercoledì 2 gennaio 2008

Dato che

Dato che:
1)la notte tra il 3 ed il 4 gennaio sono previsti 30-50 cm di neve
2)che io partirei il 4 da Torino
3)che mi viene da piangere a fare lunghi viaggi e all'idea che ci sia neve e che io non possa partire e vegeti in aeroporto
4)ho passato il 90% delle mie vacanze malata
5)ho uno sfogo da cortisone in faccia
6) sono ingrassata e anche se sono bella e affascinante e ce n'è di più di me stessa è solo un dono all'umanità intera, ma i jeans cazzo stringono

Io mi merito di essermi scolata un terzo abbondante di bottiglia di champagne.
E ci sono sei tortini al cioccolato fondente in forno e una tavoletta di cioccolato alla lavanda da giustiziare.

martedì 1 gennaio 2008

Vecchio e nuovo



Io e mia sorella, copertina e quasi pigiama. Brindisi con rosso già aperto, ci faceva fatica aprire lo spumante.

L’ultimo libro del 2007: La famiglia Moskat di Singer
L’ultima ricetta del 2007: le acciughe in salsa di nocciole, ricetta langarola. Gli acciugai per due mesi l’anno arrivavano dal mare e portavano olio e acciughe in Langa, dove c’è la famosa nocciola “Tonda gentile” dunque nacque la ricetta. Dettaglio fashion (dato dal nonno che se li ricorda): gli acciugai portavano pantaloni di velluto a coste.

L’ultima frase del 2007 (con mia sorella): “già fatto?, è stato facile!”

Primo film del 2008:Frankenstein Junior , ovviamente.
Per il resto, speriamo in bene.

lunedì 31 dicembre 2007

Oltre il delirio della carne, il nulla

Cari amici e lettori oltreoceano,

Mentre voi siete gia nel 2008, io sono ancora qui caccamizzato nell’anno passato, in pieno coma iperglicemico, a seguito di un pranzo all-you-can-eat in una churrascaria brasiliana.
In un 31 dicembre insolitamente tiepido, caliamo downtown, dove in Fountain Square orde di famiglie pattinano su uno striminzito anello di ghiaccio, pronti a chiudere l’anno in un delirio di carni allo spiedo. La carne ci accoglie fin dall’ingresso, sotto forma – e che forma – di una discinta fanciulla. Il mio amico brasiliano, dopo avermi informato che il posto è brasiliano autentico, con tanto di camerieri lusitanofoni, conclude che lei no, non può essere brasiliana, vista l’abbondanza dei suoi seni. La di lui moglie concorda.
L’attrazione del pranzo è, al solito, il piccolo Giovanni, che ad un anno appena compiuto si nutre di crocchette di patate, bastoncini di polenta fritta, e cubetti di ghiaccio. Pare che a quell’età sia necessaria una dieta ricca di grassi per sviluppare la crescita del cervello.
La femminista da salotto è ancora a Torino, dove ha trascorso due settimane in dorato e bestemmiante isolamento casalingo causa malanni vari. Il sottoscritto è invece alle prese, con un semestre abbondante di ritardo, con lo studio matto e disperatissimo in vista degli esami globali totalissimi di fine dottorato. La mia beata solitudine è interrotta soltanto da qualche scorribanda in palestra per rimediare ai bagordi natalizi, e dalla visione di Star Trek Enterprise, di cui mi è stata regalata la collezione completa in dvd. Ho così scoperto che:
a) Jolene Blalock, sogno erotico interstellare di noi sci-fi geeks trentenni, è ingiustamente felicemente sposata;
b) Leonard Nimoy è ebreo: non a caso il gesto di saluto vulcaniano (“Lunga vita e prosperità”) corrisponde alla posizione delle mani nella benedizione sacerdotale israelitica.
Lo so, son cose belle da sapere. Buon anno fiscale a tutti.

P. S. Dove finiremo il prossimo anno accademico? Ma è facile! Ad est, ad est...

venerdì 21 dicembre 2007

Murata viva

Allora, dopo il terzo giorno che riuscivo solo a sibilare e non a parlare, due giorni fa chiamiamo il nostro bel dottore. Amico di famiglia, ci conosce fin da piccole, lo amiamo perchè ci dice sempre che in fondo non abbiamo niente, ed è contrario a medicine e vaccini.Una vera pacchia.

Quando due anni fa gli comunicai che per essere ammessa negli States dovevo fare la trivalente, si scazzò. "ma non la fare!" "non posso, o mi fai una dichiarazione falsa che l'ho già fatta o la devo fare". Alla fine la feci, in sala d'attesa con bambini frignanti e mamme che mi indicavano: "vedi come è brava la signorina che non piange?". Son soddisfazioni.

Ma due giorni fa la mia speranza che mi dicesse che non avevo nulla è naufragata.
"hu, hai una brutta laringite e anche una tracheite, che ghiandole gonfie, ti fa male qui? (cazzo sì!!) e qui (pure!!)? Guarda, prendi cortisone e antibiotici e non uscire di casa"
Insomma, da dodici giorni a Torino, il 90% dei giorni sono stata murata viva. e quando mi dicono cortisone e antibiotici mi viene sempre da piangere. Faccio biscotti natalizi che mia sorella regala ai suoi compagni di scuola spacciandoli come fatti da lei, leggo -roba femminista- faccio le pulizie i casa e assisto mia mamma, elfo di Babbo incazzoso che smadonna facendo i pacchi di Natale.

A Natale starò meglio, dice il dottore, giusto in tempo per arginare le prozie arzille ultrasettentenni quando si avventeranno sullo champagne al pranzo di Natale, o per placcare mio nonno che di solito se ne vuol tornare a casa sua ancora prima di mangiare il panettone.
E dulcis in fundo, lasciandoci un po' sorpresi e sbaccaliti (=storditi, che il Pucciu dice che sbaccalito non si dice) si prospetta la meta futura dell'autunno prossimo. SASPENSE!!!

lunedì 17 dicembre 2007

Casa dolce casa

A Natale vado fuori di testa, lo spirito natalizio mi invade, malgrado non mi possa definire cattolica. Quindi:
Albero: fatto. Io di 31 anni e mia sorella di 25 litighiamo ancora per chi deve mettere le palle più belle. Quest'anno la punta è costituita da tre topi di peluche dell'Ikea legati all'albero con un nastro dorato. Ora aspetto qualche giorno poi faccio i biscotti da appenderci. Negli anni passati il cane di mio zio se li mangiava dall'albero, così come l'ex fidanzato della mamma e una mia amica.

Presepe: qui la questione si fa spinosa. Benchè allevate come cattoliche (all'acqua di rose) qui in famiglia si mantengono alcune convinzioni spirituali ma non si ama la Chiesa. Dunque mia sorella mi fa "ma non facciamolo più, dai!" Dopo lunga discussione l'ho convinta che Gesù era un rivoluzionario, il primo vero comunista della storia. e allora l'abbiamo fatto. muschio vero, Re magi in arrivo, gesù nascosto nella scatolina dei biscotti, palme finte, un elefante, i pastori gemelli, il lago con lo specchio di quando avevo otto anni, un villaggio fatto di casette russe all'orizzonte (grazie Pucciu) che fa pure interconfessionale. Il prossimo anno ci voglio mettere la sabbia, che forse in PAlestina il muschio non abbonda.

In arrivo: biscotti a forma di stella, Babbo Natale, etc. nonchè casetta di panpepato da assemblare con la glassa.

Ora vado a leggere un libro sugli gnomi, a bere latte con miele e cognac e a scrivere la mia letterina a Babbo.

venerdì 7 dicembre 2007

Domani



La "toga" e' cosi' sintetica che fa le scintille.
Forse potremo riutilizzarla per scenette sexy, dato che un costume da infermiera non ce l'ho...

TUD!

Il Pucciu ed io lunedi' abbiamo babysitterato. Un bambino delizioso, di 11 mesi. Cammina attaccato ai mobili, e' buonissimo e si nutre di Cheerios. Non parla.
La cosa non e' partita benissimo, ancora a casa chiedevo al Pucciu, " ma tu cosa fai? Lo cambi?" "No, sei mattta!" "Gli dai da mangiare?" "No sei pazza!" "Lo fai dormire?' " Non ci penso neanche" " e allora cosa fai?""Mah, se hai bisogno lo tengo in braccio".
Risultato: Il bambino ama il pucciu, per la sua barba e anche perche' lo ha fatto giocare con le sue dispense, con i CD, lo ha fatto saltare come un canguro, volare come un aeroplano, darmi delle gran testate. Io ho provato a fargli leggere con me il Ny Times, ma non mi cagava molto.

Il pathos della serata e' stato quando io in bagno sento un sonoro "TUD!" seguito da un pianto di bambino.
Esco e il Pucciu mi guarda e mi fa" Eh, non e' mica colpa mia, e' caduto dal divano!" "No tu, lo hai fatto cadere! e' piccolo, devi stare attento, bla bla bla"
Ora non ci resta sperare in un sano sviluppo del piccino.

venerdì 30 novembre 2007

Rotta a tutto

Nel mio ufficio, con uno dei miei studenti.
Io: "Allora questo e' il bla bla...si coniuga cosi' e cosa'"
si sente intanto una voce uscire dallo zaino della studentessa. Apre lo zaino, c'e' un registratorino che e' partito da solo.
Lei"scusa, c'e' un fantasma nella mia borsa che mi accende le cose"
Io "Fantasma, fantasma come un fantasma?"
Lei: " Si"
Io" Bene, allora si coniuga cosi' e cosa, ma in questo caso...."

martedì 27 novembre 2007

il Midwest, il miliardario ed io

I tre elementi si troveranno attorcigliati (metaforicamente) in un baraccio da studenti vicino al campus questa sera alle sette ore locale. Solo nel Midwest un uomo super mega billionaire puo':
1) prendere in consderazione di prendere lezioni di Italiano da me
2) propormi un incontro in un bar frequentato da poveri studenti con birraccia da poco

Per decenza non ho messo le All Star che sono bucate.
Ho ancora qualche ora per sviluppare un'attitudine da super manager e concludere il deal.

sabato 24 novembre 2007

Batali, chi?



Sono state giornate frenetiche, di attivita' mondana smodata. Tralascio la cena raccolta fondi per la scuola del Pucciu ove un signore a pochi metri da me ha giurato tra il secondo ed il dolce che avrebbe smollato (anche quest'anno) tre milioni di dollari ma tralascio anche la cronaca del concerto della Banda dell'Universita' in cui suona una mia studentessa e infine trascuro la cena di giovedi' che era Thanksgiving, che pero' forse merita un racconto a parte, per raccontare, ancora fresca dal trionfo, della nostra Bagna Cauda.

La giornata buttava male; il povero pucciu e' stato svegliato da me che impanicata sul bunet telefonavo in Italia al nonno sordo alle sette del mattino. Oltretutto, il caro nonno mi ha puntualmente detto che secondo lui stavamo sbagliando tutto, da bravo bastian contrario. Non paga, sono anche dovuta scendere in camicia da notte con il piumino sopra a portare in strada i bidoni della monnezza. E nevicava. Sette del mattino. Gi americani non vogliono pagare tasse e cosi' la monnezza la passano a prendere una volta la settimana. ed io mi gelo il culo, perche' la vicina incaricata questa settimana ha dato buca.

Comunque, inebriati dalle cipolle e dal cavolfiore che intanto bollivano, si e' proceduto all'assemblaggio dell'aglio e delle acciughe. E' stato presto chiaro che io sono praticamente strutturata per preparare la bagna cauda. Mani piccole: velocita' nello sventrare quasi un kg di acciughe sotto sale e il suddetto aglio. Il Pucciu rimestava la bagna e arrostiva i peperoni.



Sopra vedete la tavola. Che e' un' accozzaglia di stoviglie diverse, ma la carrambata e' stata di aver due ospiti in piu', i genitori arrivati freschi dal Minnesota di un' invitata (la moglie del cuoco). noi abbiamo stoviglie (e sedie) solo per 4.

Paura perche' fino all'ultimo non sapevamo se avremmo recuperato i fornelletti di terracotta. Fatto.
La magnata: ci abbiamo dato dentro come pazzi, annaffiando tutto con Nebbiolo e Barolo. Mancava che cantassimo la Monferrina e poi eravamo a posto.
L'amico cuoco contento, noi pure.
La mattina dopo il Pucciu ed io ci siamo sniffati a vicenda dicendoci che in fondo non puzzavamo poi tanto. ah, l'amour!

martedì 20 novembre 2007

Ussignur!

Vi dico solo che ci stiamo organizzando per preparare una bagna cauda venerdi’ sera. E che uno dei due invitati e’ cuoco, che per di piu’ durante un recente viaggio a New York e’ andato a mangiare una bagna cauda (ma fredda) da Mario Batali.
Ho rilanciato con la promessa di un bunet.

We feel the pressure. O noi o Mario.

venerdì 9 novembre 2007

Punk and peace

Esiste il
Peace Punk

Lo canta una mia studentessa, cantante e chitarrista. Pure una femminista, che ha preso il nome del gruppo dal "Secondo sesso".

E fu cosi' che ci trovammo, il Pucciu ed io, in un locale pieno di piccoli metallari del Midwest. I quali sono carini e gentili, pure troppo tranquilli. Noi abbiamo devotamente dondolato i capini al ritmo impazzito del punk sorseggiando una birra e un bicchiere di vino.

Quando ho visto una metallara che lavorava a maglia, ho sentito una fitta di nostalgia pensando alla copertina da neonato mezza iniziata che mi aspettava a casa.

venerdì 2 novembre 2007

Hasta siempre Naomi

L'avevo sempre sospettato. Ora ne ho finalmente la certezza. La divina Naomi Campbell è una di noi. Una compagna.
È una donna, per di più di colore, nata nella periferia operaia di Londra.
Aveva già mostrato simpatie neo-luddiste ed attitudine alla guerrilla distruggendo vari telefoni cellulari, diabolico simbolo tecnologico del capitalismo odierno.
Si era già beffata del rampantismo borghese modaiolo, attuando un esproprio proletario sotto forma di rifiuto di pagare una cena milionaria da Briatore.
Non molto tempo fa si era unita al popolo degli sfruttati, lavorando alle pulizie dei bassifondi newyorkesi.
Ora, l'apoteosi. L'altro giorno ha ufficialmente abbracciato il terzomondismo rivoluzionario, incontrando il comandante Chavez per salvare i bambini poveri del pianeta.
Sara stata ispirata dal compagno Maradona, tra una pista e l'altra? Oppure dal compagno Mike Tyson, nel retro di una limousine?
Poco importa. Fatto sta che da ieri, l'amo ancor di più.
Hasta la victoria, companera Naomi!