sabato 8 luglio 2006
Un tranquillo venerdì di paura
Odio lo shopping. Davvero. Eppure ieri pomeriggio mi ci sono buttato mani e piedi in cerca di una camicia di lino con le maniche lunghe. Ora, dovete sapere che l’americano medio è integralista del camiciotto. Ciò che noi aborriamo come la peste è qui considerato il non plus ultra dell’eleganza estiva. Immaginatevi dunque il sottoscritto, a vagolare come un ossesso per delle ore in un centro commerciale grosso come Alba, confrontando modelli, prezzi e colori di fronte a commessi incapaci di darsi ragione della mia bizzarra richiesta. Ovviamente ho tirato la chiusura (ore 21). Ovviamente sto già programmando di tornare nell’inferno di Kenwood per fare un cambio. Dato che la spedizione mi ha prostrato più della miniera, il solo pensiero di un secondo round mi provoca il vomito. In questi momenti mi ritornano sempre in mente gli zombi di Romero…
venerdì 7 luglio 2006
Amarcord
Questa non é farina del mio sacco, ma che c'é di meglio di una lacrimuccia nostalgica per iniziare il weekend?
Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a una generazione, quella di noi nati agli inizi degli anni '70 (anno più, anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo votato il referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia '82.
Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice.
Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni, se le abbiamo avute, altrimenti TEPA SPORT.
Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati o rimandati, e siamo stai gli ultimi a fare la Maturità.
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks, Beverly Hills, Candy-Candy, Georgie, Spank, Heather Parisi, Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.
Abbiamo vissuto il terrorismo, abbiamo visto Cernobyl, cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in.
Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill.
Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono.
Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta.
Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare..."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Volutrons, Magnum P.I ., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme.
La generazione che ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno è la favorita...
L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza.
Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista.
Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale.
Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!
Mangiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto.
Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo :) :D :P Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.
Soprattutto, abbiamo avuto la fortuna di crescere come bambini.
Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a una generazione, quella di noi nati agli inizi degli anni '70 (anno più, anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo votato il referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia '82.
Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice.
Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni, se le abbiamo avute, altrimenti TEPA SPORT.
Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati o rimandati, e siamo stai gli ultimi a fare la Maturità.
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks, Beverly Hills, Candy-Candy, Georgie, Spank, Heather Parisi, Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.
Abbiamo vissuto il terrorismo, abbiamo visto Cernobyl, cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in.
Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill.
Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono.
Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta.
Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare..."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Volutrons, Magnum P.I ., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme.
La generazione che ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno è la favorita...
L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza.
Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista.
Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale.
Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!
Mangiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto.
Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo :) :D :P Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.
Soprattutto, abbiamo avuto la fortuna di crescere come bambini.
giovedì 6 luglio 2006
Grandi Vecchi
Il nonno Gino, patriarca della famiglia di Fede è chiaramente una forza della natura e gode del mio rispetto imperituro. Comunque anche nonno Placido, che oggi avrebbe 104 anni, non scherzava. Originario di un non meglio identificato paesino della campagna cagliaritana, si diede alla macchia scomparendo nella campagna per un paio di settimane quando seppe che l’avrebbero spedito in continente a lavorare, lui che viveva con gli animali, mangiava erba, e non aveva mai calzato un paio di scarpe per i primi 16 anni della sua vita. Ha fatto il panettiere, avuto un banco al mercato, e, durante le due guerre che ha vissuto, si è arrabattato con tutta una serie di lavoretti dei quali ben poco sappiamo. Quando eravamo bambini, ha insegnato a me e a mia cugina l’arte della pinnacola, così da poterci battere a carte, barando. Lo ricorderò sempre per come una volta, in ascensore, ad un vicino che si era permesso d’insultare Stalin, impassibile rispose, in perfetto piemontese: “Vat-la a piè n’tel cül”.
mercoledì 5 luglio 2006
Il virus
Premetto che sono felice per voi, cari amici. Ma permettetemi di preoccuparmi: negli ultimi dodici mesi si sono sposati o hanno annunciato il loro prossimo matrimonio una mezza dozzina di amici.
Tutto è cominciato con il Bessone, uno degli uomini più desiderati d’Europa nonostante la calvizie precoce. Sarà un virus africano, ho pensato. Prima della fine del 2005 è toccato a Carloalberto, ma lui è un ragazzo serio, e a Beatrice. E passi pure questo. Doveva sposarsi pure Sara, ma poi le è impazzito il fidanzato…
In primavera è toccato a Sergio, un Peter Pan gigolo che conosco da più di 25 anni. Trauma. Neanche un mese dopo, ecco che mi si sposa il Bassino, ma lui fondo si era già sposato a Las Vegas e condivideva già un mutuo sulla casa ed un gatto…
Credevo di poter stare tranquillo per un po', quand'ecco che scopro che i prossimi sono Alberto e Annaccia.
Mi pare evidente che nell’aria di Torino circola qualche strano bacillo che contagia i giovani trentenni, spingendoli a fare promesse oltremodo impegnative.
Meno male che sto a Cincinnati.
Tutto è cominciato con il Bessone, uno degli uomini più desiderati d’Europa nonostante la calvizie precoce. Sarà un virus africano, ho pensato. Prima della fine del 2005 è toccato a Carloalberto, ma lui è un ragazzo serio, e a Beatrice. E passi pure questo. Doveva sposarsi pure Sara, ma poi le è impazzito il fidanzato…
In primavera è toccato a Sergio, un Peter Pan gigolo che conosco da più di 25 anni. Trauma. Neanche un mese dopo, ecco che mi si sposa il Bassino, ma lui fondo si era già sposato a Las Vegas e condivideva già un mutuo sulla casa ed un gatto…
Credevo di poter stare tranquillo per un po', quand'ecco che scopro che i prossimi sono Alberto e Annaccia.
Mi pare evidente che nell’aria di Torino circola qualche strano bacillo che contagia i giovani trentenni, spingendoli a fare promesse oltremodo impegnative.
Meno male che sto a Cincinnati.
martedì 4 luglio 2006
Whatta Day
Con una vigilia punteggiata di fuochi artificiali che arrivavano da ogni dove, ieri ho vissuto il mio primo 4 luglio negli States. Solito caldo umido assurdo. La giornata comincia con una parata a Northside, quartiere “diverse” di Cincinnati. Sfilano politici locali a caccia di voti, forze pubbliche, associazioni varie (tra cui il club di quelli che abitano nello stesso isolato e assurdità del genere), e commercianti decisi a farsi un po’ di carnevalesca pubblicità. Il migliore è senza dubbio l’idraulico di quartiere, che sfila su un rimorchio allagato d’acqua rossastra fingendo di sturare lavandino e vasca da bagno. Geniale.
Un amico brasiliano gentilmente mi ospita per vedere la partita. Sembra tutto perfetto: aria condizionata, poltrone reclinabili alla Joey & Chandler, birra, e megaschermo ad alta definizione. Improvvisamente, attorno al 55esimo, la parabola muore, lasciandoci a sudare freddo per un’eterna decina di minuti. Con me ammutolito e disperato, l’amico avverte un vicino che stiamo per piombargli in casa per vedere il resto della partita. Rischio la vita con l’auto prestatami, dato che piove e i tergicristalli non funzionano, per trovarmi in casa di uno sconosciuto di famiglia tedesca, il cui cane temo possa sbranarmi in caso di eccessivo entusiasmo filo-italiano. Per fortuna il ragazzo è sportivo (e l’animale pure), per cui tutto si risolve per il meglio. Tornato a casa, trovo una e-mail di congratulazioni di una compagna cinese e ricevo una telefonata entusiasta dal mitico Rebita, compagno di corso di Fede ugandese.
Non mi resta che festeggiare degnamente uscendo a cena con amici, e mi ritrovo in mezzo ad un florilegio di fuochi artificiali sparati ovunque senza ritegno alcuno con la scusa dell’Independence Day.
E io che temevo un’estate noiosa…
Un amico brasiliano gentilmente mi ospita per vedere la partita. Sembra tutto perfetto: aria condizionata, poltrone reclinabili alla Joey & Chandler, birra, e megaschermo ad alta definizione. Improvvisamente, attorno al 55esimo, la parabola muore, lasciandoci a sudare freddo per un’eterna decina di minuti. Con me ammutolito e disperato, l’amico avverte un vicino che stiamo per piombargli in casa per vedere il resto della partita. Rischio la vita con l’auto prestatami, dato che piove e i tergicristalli non funzionano, per trovarmi in casa di uno sconosciuto di famiglia tedesca, il cui cane temo possa sbranarmi in caso di eccessivo entusiasmo filo-italiano. Per fortuna il ragazzo è sportivo (e l’animale pure), per cui tutto si risolve per il meglio. Tornato a casa, trovo una e-mail di congratulazioni di una compagna cinese e ricevo una telefonata entusiasta dal mitico Rebita, compagno di corso di Fede ugandese.
Non mi resta che festeggiare degnamente uscendo a cena con amici, e mi ritrovo in mezzo ad un florilegio di fuochi artificiali sparati ovunque senza ritegno alcuno con la scusa dell’Independence Day.
E io che temevo un’estate noiosa…
Mamma li coreani
Lei è dovuta andare fino a Toronto per respirare un’aria internazionale. Finendo poi per maturare un inconfessabile odio per i messicani. A me, più modestamente, è bastato scendere una rampa di scale, per scoprire, sotto i maleodoranti fast foods della University of Cincinnati, una sorta di bar sport popolato da un sottobosco di ingegneri iraniani, chimici pakistani, tecnici di computer cinesi, e derelitti assortiti accomunati dalla passione per i mondiali di calcio. Una babele linguistica e culturale a 5 minuti da casa, altro che storie.
Pescando nel mucchio – manco a dirlo – i più inquietanti risultano i coreani. Lo ammetto: non o mai mandato giù la sconfitta del 2002 ad opera dei famigerati “mangiacani con i capelli color Crodino”. In questi 4 anni, il colore tipico dei capelli si è ulteriormente schiarito, virando verso il Baby Gold; sui cani non mi pronuncio, anche se ricordo con una certa preoccupazione la grigliata coreana assaggiata a New York.
Per la partita contro la Svizzera i tifosi sudcoreani si erano organizzati con magliette rosse, macchina foto per immortalare la “curva”, e folcloristici cori non appena un loro giocatore toccava la palla oltre la metà campo. Infervorati ma con ordine scandivano i cognomi dei loro beniamini all’unisono, alternandoli ad improbabili “oche, oche!” di approvazione, ad urla e ad applausi vari.
Un sorriso perfido mi si è stampato sulla bocca quando il secondo gol svizzero li ha zittiti.
Pescando nel mucchio – manco a dirlo – i più inquietanti risultano i coreani. Lo ammetto: non o mai mandato giù la sconfitta del 2002 ad opera dei famigerati “mangiacani con i capelli color Crodino”. In questi 4 anni, il colore tipico dei capelli si è ulteriormente schiarito, virando verso il Baby Gold; sui cani non mi pronuncio, anche se ricordo con una certa preoccupazione la grigliata coreana assaggiata a New York.
Per la partita contro la Svizzera i tifosi sudcoreani si erano organizzati con magliette rosse, macchina foto per immortalare la “curva”, e folcloristici cori non appena un loro giocatore toccava la palla oltre la metà campo. Infervorati ma con ordine scandivano i cognomi dei loro beniamini all’unisono, alternandoli ad improbabili “oche, oche!” di approvazione, ad urla e ad applausi vari.
Un sorriso perfido mi si è stampato sulla bocca quando il secondo gol svizzero li ha zittiti.
lunedì 3 luglio 2006
Cose di famiglia
Le cose che si fanno in famiglia. Tipo stasera ripetere con mia sorella minore il suo discorsetto per la tesi. Si laurea domani ed io l’ho vista piccola così. Una volta quando avevo sei anni e l’altra sorella quattro è successo che le abbiamo cambiato noi il pannolino.
Ed ora beviamo insieme vino rosso e la sento disquisire di panoplie e di fregi.
Lacrimuccia.
Sto invecchiando.
Ed ora beviamo insieme vino rosso e la sento disquisire di panoplie e di fregi.
Lacrimuccia.
Sto invecchiando.
White Trash
Per mesi mi sono interrogato sul rumore di petardi e botti assortiti sentito troppe volte senza apparente motivo. L’amica Abby mi ha illuminato di recente: White Trash, ovvero poveracci campagnoli del sud che lavorano in miniera o consimili, si scassano di birra, e non conoscono miglior divertimento – risse escluse – dei fuochi artificiali in cortile. All’approssimarsi dell’Independence Day ovviamente costoro si scatenano, per cui verso sera da queste parti ci si sente un po’ a Shangai.
Mi dicono che le ragazze white trash si riconoscono dalla ricrescita del capello bruno sotto la tinta bionda. Indagherò.
Mi dicono che le ragazze white trash si riconoscono dalla ricrescita del capello bruno sotto la tinta bionda. Indagherò.
domenica 2 luglio 2006
Fun summer in Porkopolis
Tornato da poco a Cincy, mi preparo ad affrontare una lunga estate senza BIB in questo pantano bollente (abbiamo già superato i 35°). Per evitare di annoiarmi senza la frizzante pasticciona che normalmente incasina la mia esistenza, mi sono organizzato la seguente giornata tipo:
7:30 – 9:20:
insegno italiano. Chi mi conosce sa che per il sottoscritto alzarsi così presto è una vera tortura, soprattutto d’estate, quando la mia pressione al risveglio è pari a quella di una coccinella.
9:30 – 12:20:
vado a lezione di tedesco. Lo so, è uno scandalo che un laureato in filosofia a 31 anni non conosca ancora la lingua di Kant e Heidegger. Eccomi dunque a rimediare, con l’ambizioso obiettivo di riuscire a leggere qualche classico in originale entro la fine dell’estate. Questo perché, come disse un mio professore, le traduzioni sono come le donne: o belle ma infedeli, o brutte ma fedeli – eccone un’altra, femministe!
13 – 16:
vado a lezione di aramaico. Perché le lingue semitiche sono un po’ come le ciliegie: una tira l’altra. E poi, non vorrete mica che il Messia non conosca la lingua che parlava Rav Yehoshuah (o, come lo chiamate voi infedeli, Gesù)?
16 –17:
pausa Mondiali. Per fortuna la UC ha pensato anche a noi disadattati che non ci siamo ancora convertiti al football “locale”. Il secondo tempo della partita serale non me lo leva nessuno.
Dopo le 17 finalmente torno a casa, dove mi aspettano compiti da fare e da correggere, studio, e le beneamate faccende di casa.
Così fino al 13 luglio, poi meno lezioni ma più ricerca. Intanto durante i weekend ci scappa qualche improbabile grigliata con i professori, delle “feste” tristissime con i miei compagni, e fiumi di birra con i pochi amici rimasti in città.
Sarà una lunga estate calda…
7:30 – 9:20:
insegno italiano. Chi mi conosce sa che per il sottoscritto alzarsi così presto è una vera tortura, soprattutto d’estate, quando la mia pressione al risveglio è pari a quella di una coccinella.
9:30 – 12:20:
vado a lezione di tedesco. Lo so, è uno scandalo che un laureato in filosofia a 31 anni non conosca ancora la lingua di Kant e Heidegger. Eccomi dunque a rimediare, con l’ambizioso obiettivo di riuscire a leggere qualche classico in originale entro la fine dell’estate. Questo perché, come disse un mio professore, le traduzioni sono come le donne: o belle ma infedeli, o brutte ma fedeli – eccone un’altra, femministe!
13 – 16:
vado a lezione di aramaico. Perché le lingue semitiche sono un po’ come le ciliegie: una tira l’altra. E poi, non vorrete mica che il Messia non conosca la lingua che parlava Rav Yehoshuah (o, come lo chiamate voi infedeli, Gesù)?
16 –17:
pausa Mondiali. Per fortuna la UC ha pensato anche a noi disadattati che non ci siamo ancora convertiti al football “locale”. Il secondo tempo della partita serale non me lo leva nessuno.
Dopo le 17 finalmente torno a casa, dove mi aspettano compiti da fare e da correggere, studio, e le beneamate faccende di casa.
Così fino al 13 luglio, poi meno lezioni ma più ricerca. Intanto durante i weekend ci scappa qualche improbabile grigliata con i professori, delle “feste” tristissime con i miei compagni, e fiumi di birra con i pochi amici rimasti in città.
Sarà una lunga estate calda…
venerdì 30 giugno 2006
Il gadano del mercato
Ora, Lui ha 84 anni. Ferocemente vitale. Un galantuomo: per il mio ritorno rose bianche e cena prelibata. Tutti i giorni va al mercato a fare la spesa ed ha il suo giro di amiche dei banchi. Fa il gadano, complimento sobrio, mai volgare- ha messo in chiaro che non ha nessuna velleità sentimentale.
Dunque: consiglia a sua conoscente del mercato di divorziare da marito non valido. Lei lo fa ed è piu’ felice. Ma lei non trova un nuovo fidanzato e allora lui le dice: “Mettiti a posto i capelli che non hanno colore! Vai dal parrucchiere e sistemati!” E lei lo fa. Poi: “Devi anche andare da un visagista, perché vedi, la prima volta ti trucca lui, ma poi ti consiglia i prodotti giusti”. Lei lo fa.
Lei ha trovato di recente un fidanzato.
Ora, come mio nonno conosca la parola “visagista” e come possa dare questo genere di consigli, io non lo so. Quest’uomo mi affascina.
Dunque: consiglia a sua conoscente del mercato di divorziare da marito non valido. Lei lo fa ed è piu’ felice. Ma lei non trova un nuovo fidanzato e allora lui le dice: “Mettiti a posto i capelli che non hanno colore! Vai dal parrucchiere e sistemati!” E lei lo fa. Poi: “Devi anche andare da un visagista, perché vedi, la prima volta ti trucca lui, ma poi ti consiglia i prodotti giusti”. Lei lo fa.
Lei ha trovato di recente un fidanzato.
Ora, come mio nonno conosca la parola “visagista” e come possa dare questo genere di consigli, io non lo so. Quest’uomo mi affascina.
mercoledì 28 giugno 2006
Chiamatemi Cassie
Il Pucciu mi chiama Cassandra. Destinata a vedere sfighe e a non essere creduta. Tutto nacque un giorno in cui, sulla Via Aurelia il Pucciu mi chiese se mi andasse bene ritornare a San Remo per vedere degli amici. A me non andava bene, ma per smentire la mia fama di rompiballe guastafeste acconsentii a malincuore. Non piu’ di 5 minuti dopo bucammo ed il Pucciu imprecando pesantemente fu costretto dalle circostanze a tornare a casa (dove io volevo andare). Seguirono altri episodi tipo: “Pucciu mettiti la cintura perché secondo me a quell’incrocio ci sono i vigili (e c’erano)” “Pucciu secondo me questa strada non porta da nessuna parte”. E così via. Un giorno mi lascerà. Ma è quando io pronuncio la frase: “non ho molta voglia di tornare in Italia” che forze piu’ grandi di me si scatenano. Puntualizziamo: ho voglia di vedere amici, mamma e sorelle, ma un pezzo importante della mia vita è negli USA.
Insomma ieri ho toccato terra alle 16,20 a Caselle dopo 24 ore di viaggio e attesa negli aeroporti: maltempo e voli cancellati mi hanno rallegrata durante tutto il viaggio. Quando anche l’aereo per Parigi ha fatto 2 ore di ritardo io volevo piangere. Quando mia sorella mi è venuta a prendere a Caselle un camion rovesciato sulla tangenziale ci ha fatto perdere nella zona industriale.
Insomma. Forse solo stasera, camminando lungo i Murazzi, e guardando la collina (dopo un copioso aperitivo) ho cominciato ad essere contenta di essere qui.
P.s. Pedro e Ester, vi contatto prox settimana. Fagocitata da famiglia. Venerdì vado un paio di giorni al mare e da lunedì lavoro. Chiamo inizio prox settimana. Come è andato lo spettacolo?
Insomma ieri ho toccato terra alle 16,20 a Caselle dopo 24 ore di viaggio e attesa negli aeroporti: maltempo e voli cancellati mi hanno rallegrata durante tutto il viaggio. Quando anche l’aereo per Parigi ha fatto 2 ore di ritardo io volevo piangere. Quando mia sorella mi è venuta a prendere a Caselle un camion rovesciato sulla tangenziale ci ha fatto perdere nella zona industriale.
Insomma. Forse solo stasera, camminando lungo i Murazzi, e guardando la collina (dopo un copioso aperitivo) ho cominciato ad essere contenta di essere qui.
P.s. Pedro e Ester, vi contatto prox settimana. Fagocitata da famiglia. Venerdì vado un paio di giorni al mare e da lunedì lavoro. Chiamo inizio prox settimana. Come è andato lo spettacolo?
lunedì 26 giugno 2006
IMPORTANTE per MANU
Manu, non so se leggi la posta, dunque lascio un messaggio anche qui. Mi hanno cancellato il volo, quindi domani arrivo da Parigi alle 14,10 e non alle 11,35. Se per casini vari non puoi venire a Caselle, io aspetto mezz'ora e poi me ne vado con il bus.
Scusa il casino.
Mata, se leggi, guarda la posta che ti ho mandato un messaggio.
Scusa il casino.
Mata, se leggi, guarda la posta che ti ho mandato un messaggio.
domenica 25 giugno 2006
E domani si riparte
Alla fine della fiera, viaggiare in aereo non mi piace e le domande degli officers americani mi innervosiscono e mi girano le palle a dover lasciare ogni volta impronte digitali e farmi fotografare gli occhi. Mi fa pensare la procedura, che pare fatta apposta per farti pensare a tutte le cose "tremende" che hai fatto e per intimidirti. Ieri mattina prima di partire tutte e tre abbiamo pensato che intervenire il giorno prima di partire ad una super radical forum in difesa dei 17 possibili terroristi catturati a Toronto 3 settimane forse non e' stata una idea geniale. Paranoia, sicuramente. E voglio dire, alla fine io sono cittadina europea con visto americano. Per le persone con nomi musulmani - studenti- la serie di controlli casuali diventa veramente lunga e antipatica.
Comunque, ricongiungimento con il Pucciu festeggiato con cena nel quartiere gay di Cinci, da Honey. Non male, ma nei miei piatti ho notato un certo abuso di pepe.
Domani si riparte.
Oggi stropiccio il Pucciu e lo faccio innervosire cosi' poi non gli manco troppo durante i 2 mesi e mezzo di separazione...
Comunque, ricongiungimento con il Pucciu festeggiato con cena nel quartiere gay di Cinci, da Honey. Non male, ma nei miei piatti ho notato un certo abuso di pepe.
Domani si riparte.
Oggi stropiccio il Pucciu e lo faccio innervosire cosi' poi non gli manco troppo durante i 2 mesi e mezzo di separazione...
sabato 24 giugno 2006
Arieccoce
No, non ho rinunciato completamente al mio ruolo di post(eggi)atore nel blog per lasciare mano libera ai deliri post-femministi di BIB. E’ che ho molto da fare (come tutti noi studiosi?!?!) E poi voglio centellinare le mie perle (?!?) – donna Ester: ecco i punti esclamativi che avevi perso!
Comunque. Come quasi tutti sapete, sono stato in Italia per un paio di settimane di ferie. Ho perso la Mangiando Scollinando, ma sono riuscito a fare un salto al Gay Pride. E ovviamente mi sono concesso una buona dose di partite dei Mondiali. Il risultato della mia permanenza sul suolo patrio sono quasi 7 chili in 7 giorni – ma in più.
Il mio ingenuo entusiasmo di giovane (?) professore (?) ha fatto sì che durante questa vacanza mi sia trovato tra i piedi uno studente d’italiano, comodamente installatosi a casa mia per 5 giorni. Il ragazzo è intelligente, ma un tantino lento (e questo, detto da me, è parecchio indicativo). La mattina ci metteva quasi 2 ore per prepararsi ad uscire, peggio di una donna – tié, femministe! In più aveva la mononucleosi, che pare colpisca quasi metà degli studenti universitari americani. Quindi si imbottiva di pillole, col risultato di addormentarsi più o meno ovunque e a qualunque ora del giorno. Insomma, una palla al piede. Se lo sono dovuti sorbire pure i miei parenti ed alcuni amici. Pare che però ora se la cavi brillantemente con l’italiano, il che appaga il mio orgoglio d’insegnante.
Ringrazio tutti gli amici che sono riuscito a vedere e quelli con cui non siamo riusciti ad incontrarci: è sempre un piacere ritrovarvi. Ci vediamo a Natale.
Comunque. Come quasi tutti sapete, sono stato in Italia per un paio di settimane di ferie. Ho perso la Mangiando Scollinando, ma sono riuscito a fare un salto al Gay Pride. E ovviamente mi sono concesso una buona dose di partite dei Mondiali. Il risultato della mia permanenza sul suolo patrio sono quasi 7 chili in 7 giorni – ma in più.
Il mio ingenuo entusiasmo di giovane (?) professore (?) ha fatto sì che durante questa vacanza mi sia trovato tra i piedi uno studente d’italiano, comodamente installatosi a casa mia per 5 giorni. Il ragazzo è intelligente, ma un tantino lento (e questo, detto da me, è parecchio indicativo). La mattina ci metteva quasi 2 ore per prepararsi ad uscire, peggio di una donna – tié, femministe! In più aveva la mononucleosi, che pare colpisca quasi metà degli studenti universitari americani. Quindi si imbottiva di pillole, col risultato di addormentarsi più o meno ovunque e a qualunque ora del giorno. Insomma, una palla al piede. Se lo sono dovuti sorbire pure i miei parenti ed alcuni amici. Pare che però ora se la cavi brillantemente con l’italiano, il che appaga il mio orgoglio d’insegnante.
Ringrazio tutti gli amici che sono riuscito a vedere e quelli con cui non siamo riusciti ad incontrarci: è sempre un piacere ritrovarvi. Ci vediamo a Natale.
venerdì 23 giugno 2006
Lo sapevate che....water chestnut

Assetata di sapere che cosa ho mangiato ieri nelle tortine thai mi sono documentata.
Ecco a coi le water chestnut: "The edible tuber of a water plant indigenous to Southeast Asia. Its brownish skin resembles that of a true chestnut but the flesh is white, crunchy and juicy. The flavor has a hint of sweetness. Popular in Asian cooking."
Dalla foto non e' che ti fanno venire tanta voglia di mangiartele, ma non sono male.
Allucinazioni (-1 al ritorno)
Ieri, per festeggiare la fine del corso, uscita a cena in quel di downtown. Prima ristorante middle east con prof e compagni della mia universita' e poi incontro con compagne canadesi in ottimo ristorante thai dove ho mangiato delle deliziose tortine di tapioca con latte di cocco e water chestnut (che non so cosa siano in Italiano).
Deliziose. Non mi nutrirei di latte di cocco, ma devo dire che ha un sapore interessante. Tempo fal al Pucciu propinai un pollo al latte di cocco e curry che non era male. Ma torniamo a ieri.
La serata ha preso una piega surreale quando un tizio - tipo maori alto uno e novanta e veramente mastello, probabilmente in acido - all'improvviso si e' alzato in piedi (eravano in un dehor)ed ha comiciato a fissare con sguardo carico d'odio il mio compagno ugandese, avvicinandosi minacciosamente a lui. Io ero ovviamente strategicamente posizionata in mezzo ai due. Quindi mi sono immaginata tipo morta. Fortunatamente l'amico del signor Maori lo ha trattenuto.A questo punto il Maori decide che il mio compagnuccio e' diventato un caro amico, dunque a pugno chiuso si e' avvicinato a lui e lo ha invitato a chiudere il pugno in modo tale che le nocche delle due mani si toccassero ed ha mormorato "Babylon".
Ovvio che "babylon" e saluto con nocche contro nocche ci ha esaltate e dunque divetera' il nostro modo di salutarci. Abbiamo passato la serata a ghignare con il nostro amico (un friciulin) che si bullava dicendo che in caso di scontro fisico lui avrebbe avuto comunque la meglio.
Ma il surreale non finisce qui. Non paga, stamattina, ancora ottenebrata dalla serata, prima di articolare razionalmente il mio pensiero, ho deciso di andare a correre. Nel momento drammatico in cui si spezza il fiato e dunque si ripercorre la propria vita a ritroso in attesa dell'inevitabile infarto, sento una voce che invade il campus e che dichiara: "Dio ti ama".
Deliziose. Non mi nutrirei di latte di cocco, ma devo dire che ha un sapore interessante. Tempo fal al Pucciu propinai un pollo al latte di cocco e curry che non era male. Ma torniamo a ieri.
La serata ha preso una piega surreale quando un tizio - tipo maori alto uno e novanta e veramente mastello, probabilmente in acido - all'improvviso si e' alzato in piedi (eravano in un dehor)ed ha comiciato a fissare con sguardo carico d'odio il mio compagno ugandese, avvicinandosi minacciosamente a lui. Io ero ovviamente strategicamente posizionata in mezzo ai due. Quindi mi sono immaginata tipo morta. Fortunatamente l'amico del signor Maori lo ha trattenuto.A questo punto il Maori decide che il mio compagnuccio e' diventato un caro amico, dunque a pugno chiuso si e' avvicinato a lui e lo ha invitato a chiudere il pugno in modo tale che le nocche delle due mani si toccassero ed ha mormorato "Babylon".
Ovvio che "babylon" e saluto con nocche contro nocche ci ha esaltate e dunque divetera' il nostro modo di salutarci. Abbiamo passato la serata a ghignare con il nostro amico (un friciulin) che si bullava dicendo che in caso di scontro fisico lui avrebbe avuto comunque la meglio.
Ma il surreale non finisce qui. Non paga, stamattina, ancora ottenebrata dalla serata, prima di articolare razionalmente il mio pensiero, ho deciso di andare a correre. Nel momento drammatico in cui si spezza il fiato e dunque si ripercorre la propria vita a ritroso in attesa dell'inevitabile infarto, sento una voce che invade il campus e che dichiara: "Dio ti ama".
giovedì 22 giugno 2006
Finito (-2 al ritorno)
Oggi fine della summer school, con una mia prof che tra l'altro si trasferisce in un'altra universita'. Un genio assoluto, una che ti pare che anche solo farci insieme una torta ti possa innalzare dal punto di vista intellettuale. Una vera insegnante, quelle che riescono a tirarti fuori dalla testa cose che neppure sapevi di poter articolare.
Comunque, e' stata una bella esperienza e domani finiro' di esplorare un po' la citta'. Mi manca ancora Little Italy. Sarebbe stato carino andarci oggi per la partita, ma qui la trasmettevano alle 10 del mattino. E IO non salto la lezione per guardare la partita come fanno invece studenti non diligenti in quel di Cincinnati....
Comunque, il mio compagno ugandese si e' premurato di farmi sapere che gli USA sono stati battuti dal Ghana e che pure l'Italia ha vinto. Gongola come un pazzo, un paese africano che le da' alla superpotenza mondiale...
Comunque, e' stata una bella esperienza e domani finiro' di esplorare un po' la citta'. Mi manca ancora Little Italy. Sarebbe stato carino andarci oggi per la partita, ma qui la trasmettevano alle 10 del mattino. E IO non salto la lezione per guardare la partita come fanno invece studenti non diligenti in quel di Cincinnati....
Comunque, il mio compagno ugandese si e' premurato di farmi sapere che gli USA sono stati battuti dal Ghana e che pure l'Italia ha vinto. Gongola come un pazzo, un paese africano che le da' alla superpotenza mondiale...
mercoledì 21 giugno 2006
Rivoluzione (-3 al ritorno)
Allora tra tre giorni sono a casa. e meno male. Qui si degenera.
Infatti: slogan e richiamo alla rivoluzione coniato recentemente da semiubriache al bar del campus cercando di studiare mentre impazza la musica e giovani canadesi tifano per la lora squadra di hockey: "Shake your boobs !" (ispirato dallo slogan di famoso predicatore statunitense che invita i suoi seguaci a "shake your bibles!")
Al grido belluino di "shake your boobs" abbiamo cercato di convincere una amica a fare la carina con il grigliatore del bar in modo da avere almeno un hot dog gratis.
Non ha funzionato. E peccato che su 4 che siamo solo 2 possano veramente creare un effetto dinamico con le loro tette.
Se non usciamo da questo campus impazziamo.
Abbiate pazienza.
Infatti: slogan e richiamo alla rivoluzione coniato recentemente da semiubriache al bar del campus cercando di studiare mentre impazza la musica e giovani canadesi tifano per la lora squadra di hockey: "Shake your boobs !" (ispirato dallo slogan di famoso predicatore statunitense che invita i suoi seguaci a "shake your bibles!")
Al grido belluino di "shake your boobs" abbiamo cercato di convincere una amica a fare la carina con il grigliatore del bar in modo da avere almeno un hot dog gratis.
Non ha funzionato. E peccato che su 4 che siamo solo 2 possano veramente creare un effetto dinamico con le loro tette.
Se non usciamo da questo campus impazziamo.
Abbiate pazienza.
martedì 20 giugno 2006
Karma and Pride (-4 al ritorno)
Il Karma buono, se mai nel corso della mia vita ne ho prodotto un po', e' sicuramente andato esaurito dopo tre settimane passate a spettegolare sui compagnucci di corso e a commentare le foto dei graduates degli anni 70 e 80 che sono impietosamente esposte nei corridoi dei dorms. Puntare il dito e ridere delle acconciature altrui. Non e' femminista. Ma e' divertente. Se vivi ad un'ora dalla civilta'.
Il Pride e' stato notevole quando ho assistito all'alzabandiera della bandiera canadese e della bandiera arcobaleno in campus alla presenza delle autorita'.
E quando ho visto in giro coppie omosessuali con figli.
Davvero rinfrescante rispetto all'Italia dove i Pacs tra etero sembrano un traguardo formidabile.
Pucciu noi ci trasferiamo qui o a Vancouver.
Attivati.
Il Pride e' stato notevole quando ho assistito all'alzabandiera della bandiera canadese e della bandiera arcobaleno in campus alla presenza delle autorita'.
E quando ho visto in giro coppie omosessuali con figli.
Davvero rinfrescante rispetto all'Italia dove i Pacs tra etero sembrano un traguardo formidabile.
Pucciu noi ci trasferiamo qui o a Vancouver.
Attivati.
domenica 18 giugno 2006
Porta Palazzo a Toronto
Ieri visita al bellissimo Kensington Marketdi Toronto. Miscuglio di negozi di alimentari provenienti da tutto il mondo. In un negozio di prodotti caraibici ho comprato il cacao e la cannella dalla Giamaica, ed ho sentito quell'odore forte e pungente che si sente negli alimentari cinesi e africani a Porta Pila.
Ho provato un po' di nostalgia, ecco. Quando abitavo li' vicino, nella mansardina ribattezzata dal Pucciu "il tugurio" andavo a Porta Pila quasi tutti i sabati. E ovviamente avevo i miei personaggi preferiti, quali la famosa donna baffuta che vende la verdura alla tettoia dei contadini.Per non parlare della Signora delle Uova che una volta appurato il mio stato civile (nubile) mi regalo' un uovo speciale.
Comunque, ieri sono stata contenta e curiosamente, il proprietario del negozio caraibico invece di dire "Thanks" diceva a tutti "God bless you". Abbiamo poi pranzato in un buon ristorantino thai-ungherese dove da brava patriota ho anche visto un pezzo della partita. Le mie compagne (1 canadese, 1 iranoamericana e 1 afromaericana) ovviamente parteggiavano per l'Italia.
Per la cronaca, visitato altro sex shop. MAi visitati nella mia vita, e qui in 4 giorni ne ho visitati due. Comunque, sono anche stata invitata dalla proprietaria a mettere in funzione i vibratori a pile da viaggio, se volevo.
Non me la sono sentita.
Ho provato un po' di nostalgia, ecco. Quando abitavo li' vicino, nella mansardina ribattezzata dal Pucciu "il tugurio" andavo a Porta Pila quasi tutti i sabati. E ovviamente avevo i miei personaggi preferiti, quali la famosa donna baffuta che vende la verdura alla tettoia dei contadini.Per non parlare della Signora delle Uova che una volta appurato il mio stato civile (nubile) mi regalo' un uovo speciale.
Comunque, ieri sono stata contenta e curiosamente, il proprietario del negozio caraibico invece di dire "Thanks" diceva a tutti "God bless you". Abbiamo poi pranzato in un buon ristorantino thai-ungherese dove da brava patriota ho anche visto un pezzo della partita. Le mie compagne (1 canadese, 1 iranoamericana e 1 afromaericana) ovviamente parteggiavano per l'Italia.
Per la cronaca, visitato altro sex shop. MAi visitati nella mia vita, e qui in 4 giorni ne ho visitati due. Comunque, sono anche stata invitata dalla proprietaria a mettere in funzione i vibratori a pile da viaggio, se volevo.
Non me la sono sentita.
venerdì 16 giugno 2006
Motivi per stare al mondo/2
Andare a visitare un sex shop Good for her con le tue compagnucce e la capa del tuo dipartimento, femminista anni 60 di fama internazionale e vederla avvicinarsi ad una mia amica per offrirle consiglio (non richiesto) su lubrificanti assortiti.
Nonche' chiederle oggi in classe davanti a tutti se alla fine avesse comprato qualcosa.
Nonche' chiederle oggi in classe davanti a tutti se alla fine avesse comprato qualcosa.
giovedì 15 giugno 2006
Perche'?
Sono a Toronto, a una summer school per femministe di tutto il mondo, senza il Pucciu, mi diverto con le mie amichette e posso fare tutto quello che voglio.
E inoltre, tutto quello che voglio peraltro lo faccio gia' a casa a Cincinnati malgrado i tentativi di arginarmi dell'oppressore maschio Pucciu.
E allora perche, perche' e perche' devo subire il malefico maschilismo del mio compagnuccio ugandese che e' pure studente di women's studies? (certa gente e'un paradosso ambulante)
Va bene capire "the Other" come dicono qui,e appellarsi a differenze culturali, ma se mi ordina ancora una volta di sedermi e di prendere appunti sulle cose che dice io non mi controllo.
E inoltre, tutto quello che voglio peraltro lo faccio gia' a casa a Cincinnati malgrado i tentativi di arginarmi dell'oppressore maschio Pucciu.
E allora perche, perche' e perche' devo subire il malefico maschilismo del mio compagnuccio ugandese che e' pure studente di women's studies? (certa gente e'un paradosso ambulante)
Va bene capire "the Other" come dicono qui,e appellarsi a differenze culturali, ma se mi ordina ancora una volta di sedermi e di prendere appunti sulle cose che dice io non mi controllo.
domenica 11 giugno 2006
Niagara


Sono stata in gita in pulman alle Niagara Falls. Bus di 22 persone: messicani e statunitensi. E poi io che pero' qui vengo messa nel gruppo degli statunitensi, con mio grande disappunto. Si sono manifestati per magia tutti gli stereotipi sulle diverse nazionalita': gli americani sono come dei neonati, devi dargli da mangiare o da bere almeno ogni 3 ore se no sbiellano. Non possono camminare per piu' di 20 minuti senza essere uccisi dall'acido lattico.
I messicani: hanno cantato per tutto il tempo. Ora, io voglio credere che la musica messicana sia qualcosa di diverso da cio' che loro hanno cantato, perche' al 17esimo ritornello in cui "mi amor" e "ay, ay, ay" si ripresentavano io volevo compiere una strage. Soprattutto quando hanno invocato il mio nome affinche' io mi producessi in un assolo di "Volare".
Le cascate sono belle, peccato che io mi immaginassi un parco nazionale ed invece le povere cascate fronteggiano un cumulo di terribili costruzioni che danno un nuovo significato alla parola kitsch.
venerdì 9 giugno 2006
Sesso nel pallone
Qui a Toronto, alla York University, l'ambiente e'bellissimo. Davvero cosmopolita. Rispetto alla tristessa degli studenti a Cincinnati che sono bianchi o neri, qui e' rappresentata ogni possibile naionalita' e mix tra nazionalita'. Elettrizzante perche' pare un paese davvero accogliente per chi e' straniero e, per chi arriva dagli USA, questa e' una differenza notevole. Il fatto che la citta' e che l'Universita' siano cosi' internazionale fa si' che on campus siano distribuiti gratis giornali stranieri. Posso quindi leggermi la mattina a colazione il "corriere canadese" con al suo interno la Repubblica. Una goduria mai vista, dopo mesi in cui al massimo mi guardo la prima pagina on line di repubblica e di altri giornali. Ci sono anche i giornali locali tipo Metro e quelli tremendi le cui notizie principali negli USA sono: "nato bambino alieno da casalinga in Mississippi".
Ma non qui. Qui, approfittando dell'imminente eveto sportivo parlano di traffico di donne e di calcio. E allora riporto qualche osservazione che ho trovato interessante. Come sapete in Germania la prostituzione e' lecita, ci sono bordelli legali, anche se sopravvive la prostituzione illegale, in quest'ultima vanno a finire le donne definite con bruttissimo termine: trafficate. Ora, pero' con tutti i tifosi in arrivo in Germania i pappa dei bordelli si trovano in crisi. Infatti, l'attuale numero di prostitute non puo' reggere l'incremento previsto di clienti. Dunque, le autorita' sono in allarme, perche' questo vuol dire che ci sara' un notevole incremento di traffico di donne da destinare al mercato illegale della prostituzione in modo da soddisfare la domanda dei nostri bravi sportivi. Il che mi ricorda un po' le cose lette tempo fa sul traffico di donne in Kosovo durante la guerra. Un pappa, interpellato sulla sua opinione sull'imminente arrivo delle truppe americane/ONU disse: "si' lo so che stanno arrivando, stiamo gia' costruendo i bordelli."
A parte tutto, una cosa intelligente che le autorita' stanno facendo e' sensibilizzare i clienti con un programma che si chiama "responsible johns". In pratica, al potenziale cliente vengono spiegati i segni che possono indicare che una donna non e' una sex worker che lavora per sua propria decisione, ma una donna trafficata. Pare infatti confermato, anche credo peraltro dall'esperienza italiana del numeroverde anti tratta, che spesso sono proprio i clienti a segnalare alle autorita' che una donna e' trafficata.
Ed e' ironico, perche' sono gli uomini che le trafficano, che le sfruttano, che le stuprano, e poi pero' tante volte devono affidarsi proprio ad un uomo per essere salvate.
Ma non qui. Qui, approfittando dell'imminente eveto sportivo parlano di traffico di donne e di calcio. E allora riporto qualche osservazione che ho trovato interessante. Come sapete in Germania la prostituzione e' lecita, ci sono bordelli legali, anche se sopravvive la prostituzione illegale, in quest'ultima vanno a finire le donne definite con bruttissimo termine: trafficate. Ora, pero' con tutti i tifosi in arrivo in Germania i pappa dei bordelli si trovano in crisi. Infatti, l'attuale numero di prostitute non puo' reggere l'incremento previsto di clienti. Dunque, le autorita' sono in allarme, perche' questo vuol dire che ci sara' un notevole incremento di traffico di donne da destinare al mercato illegale della prostituzione in modo da soddisfare la domanda dei nostri bravi sportivi. Il che mi ricorda un po' le cose lette tempo fa sul traffico di donne in Kosovo durante la guerra. Un pappa, interpellato sulla sua opinione sull'imminente arrivo delle truppe americane/ONU disse: "si' lo so che stanno arrivando, stiamo gia' costruendo i bordelli."
A parte tutto, una cosa intelligente che le autorita' stanno facendo e' sensibilizzare i clienti con un programma che si chiama "responsible johns". In pratica, al potenziale cliente vengono spiegati i segni che possono indicare che una donna non e' una sex worker che lavora per sua propria decisione, ma una donna trafficata. Pare infatti confermato, anche credo peraltro dall'esperienza italiana del numeroverde anti tratta, che spesso sono proprio i clienti a segnalare alle autorita' che una donna e' trafficata.
Ed e' ironico, perche' sono gli uomini che le trafficano, che le sfruttano, che le stuprano, e poi pero' tante volte devono affidarsi proprio ad un uomo per essere salvate.
martedì 6 giugno 2006
Fede pentita
Sono sconvolta, quello che ho scelto a caso che mi sta antipatica non lo e'. Cazzo cazzo cazzo. Oltretutto ha un nome di una citta' della Transilvania.
E lei e' messicana. Non posso odiarla, il destino l'ha gia' fatta soffrire abbastanza.
Pucciu maledetto ora che sei a casa a scassarti di salame e aperitivi non posti piu',eh?
E lei e' messicana. Non posso odiarla, il destino l'ha gia' fatta soffrire abbastanza.
Pucciu maledetto ora che sei a casa a scassarti di salame e aperitivi non posti piu',eh?
lunedì 5 giugno 2006
I am back
Non ho pianto. lo giuro. appena ho visto la mia stanza nei dorms della York University, dopo periglioso viaggio e nel giorno del mio 30 esimo complenno, Io non ho pianto. Ma avrei voluto. Una stanzina triste, ma triste tutta verdolina ospedale. Comunque ci siamo (io e le compagnucce di avventura) riprese in fretta e ci siamo scassate di cibo offerto dai gentilissimi prof che ci hanno accolto.
Ho anche trovato la poverina "che mi sta antipatica a pelle" perche' io ne ho bisogno, una che vedo e cosi' decido che mi sta antipatica. Mi pentiro' per la mia cattiveria, lo so ma che ci posso fare? Ne ho bisogno, essendo acida di natura.
Toronto ancora non l'ho vista, ma pare citta' superinternazionale con una vita culturale che Cincinnati non se la sogna. Sono oggetto di curiosita' in quanto mi si chiede, "ma sei Italiana, Italia paese meraviglioso, come sei finita a Cincinnati?"
Al prossimo che domanda tiro fuori una storia di persecuzione politica piu' avvincente del classico (poco femminista) "ho seguito il Pucciu".
Comunque appena mi riprendo dalle cose da fare riattacco con i pipponi femministi dal Canada.Non c'e' neppure il Pucciu che me lo puo' impedire.....
Ho anche trovato la poverina "che mi sta antipatica a pelle" perche' io ne ho bisogno, una che vedo e cosi' decido che mi sta antipatica. Mi pentiro' per la mia cattiveria, lo so ma che ci posso fare? Ne ho bisogno, essendo acida di natura.
Toronto ancora non l'ho vista, ma pare citta' superinternazionale con una vita culturale che Cincinnati non se la sogna. Sono oggetto di curiosita' in quanto mi si chiede, "ma sei Italiana, Italia paese meraviglioso, come sei finita a Cincinnati?"
Al prossimo che domanda tiro fuori una storia di persecuzione politica piu' avvincente del classico (poco femminista) "ho seguito il Pucciu".
Comunque appena mi riprendo dalle cose da fare riattacco con i pipponi femministi dal Canada.Non c'e' neppure il Pucciu che me lo puo' impedire.....
domenica 4 giugno 2006
Adieu, Pucciu
Comicia lo strazio. avete presente quella somma scassaballe di Rossella O'hara attaccata alla tende di Tara che si lamenta, frigna etc. Eccomi a voi, ma qui mi attacco solo alle tapparelle. Devo partire tra poche ore. Ebbene si' me ne vo a Toronto a fare una mitica summer school che si preannuncia strafica e divertente. Vedro' anche le cascate del Niagara. Dopo Marylin, io.
Ma comunque. Mi angoscio come per ogni partenza. Prima di trasferimi qui ciondolavo dalla mamma dicendole: ma quel maledetto del Pucciu perche' se ne e' andato e ora devo andare anche io, mamma non voglio piu'. Mia mamma, a cui il solo pensiero di riavermi in casa fa venire male, mi rispondeva con un materno: eh no, e che c***o ! adesso vai. Hai anche vinto la borsa.
Tant'e' io patisco le partenze. E come faccio per 3 settimane 3 senza il Pucciu? Adesso e' nel suo pieno fulgore, capello a moquette, pallore da topo di biblioteca, barba arruffata. Come faccio a separarmene? Sono fatta di carne anche io!
Inoltre, abbiamo passato le ultime due serate due a ubriacarci per festeggiare i compleanni, e a scassarci di cibo. Sono orgogliosa di noi, siamo riusciti a mangiarci un bel coniglietto pure a Cincinnati. Ah, che soddisfasiun andare dagli schizzinosi americani e dirgli che mi sono mangiata il coniglio. Fa un po' esotica selvaggia? Magari gli dico pure che l'ho mangiato crudo...
Comunque, a chi passa di qua, adieu. Ma avrete mie notizie da Toronto. Rassicuratevi.
Ma comunque. Mi angoscio come per ogni partenza. Prima di trasferimi qui ciondolavo dalla mamma dicendole: ma quel maledetto del Pucciu perche' se ne e' andato e ora devo andare anche io, mamma non voglio piu'. Mia mamma, a cui il solo pensiero di riavermi in casa fa venire male, mi rispondeva con un materno: eh no, e che c***o ! adesso vai. Hai anche vinto la borsa.
Tant'e' io patisco le partenze. E come faccio per 3 settimane 3 senza il Pucciu? Adesso e' nel suo pieno fulgore, capello a moquette, pallore da topo di biblioteca, barba arruffata. Come faccio a separarmene? Sono fatta di carne anche io!
Inoltre, abbiamo passato le ultime due serate due a ubriacarci per festeggiare i compleanni, e a scassarci di cibo. Sono orgogliosa di noi, siamo riusciti a mangiarci un bel coniglietto pure a Cincinnati. Ah, che soddisfasiun andare dagli schizzinosi americani e dirgli che mi sono mangiata il coniglio. Fa un po' esotica selvaggia? Magari gli dico pure che l'ho mangiato crudo...
Comunque, a chi passa di qua, adieu. Ma avrete mie notizie da Toronto. Rassicuratevi.
sabato 3 giugno 2006
Desperate Housewife?
Ok, domattina Fede parte per la summer school alla York University di Toronto, il che vuol dire fine della faticosissima vita da casalinguo.
Ah, per chi non lo sapesse, la puella domani compie un numero di anni parecchio significativo.
Io, ho già dato.
Ah, per chi non lo sapesse, la puella domani compie un numero di anni parecchio significativo.
Io, ho già dato.
venerdì 2 giugno 2006
The Addiction
Cito, rigorosamente a sproposito, il titolo di questo fantastico film di vampiri filosofi di Abel Ferrara per aggiornarvi sulle ultime imprese della mia ineffabile compagna di merende.
La ragazza mostra preoccupanti segni di comportamento ossessivo compulsivo. Eccone qualche esempio:
- ogni sera verso le 19, m'impone un "aperitivo", perchè per staccare e rilassarsi è necessario un bicchiere di vino. Quando, come ieri, dopo l'aperitivo andiamo a cena fuori per celebrazioni varie, capita di trovarsi in un ristorante trendy sbronzi di Bloody Mary e cocktail Martini prima ancora dell'antipasto, con somma gioia di chi si trova a dover tradurre ciò che biascichiamo entusiasti;
- con la scusa di mantenere la pelle morbida e giovane, ella acquista creme, olii e cosmetici vari in gran copia, costringendomi peraltro a partecipare quotidianamente ad un giochino online per vincere un fondamentale e prestigiosissimo burro al mango. Giuro che se vinco mi ci faccio una tartina;
- la fanciulla prova l'horror vacui di fronte a ciò che si mette in tavola, soprattutto in presenza di ospiti. Preparare una cena per 4 equivale immancabilmente a cucinare per 8 lottatori di sumo a dieta da una settimana. Il meglio viene quando è ora di fare le dosi per il risotto; ogni volta i pugni di riso pro capite aumentano, causando furiosi litigi. Ormai anche i suoi famigliari sono convinti che l'insaziabile creatura sia morta d'inedia in un'esistenza precedente.
Ovviamente anche il sottoscritto ha le proprie manie, che alcuni di voi ben conoscono. Lascio a Fede il piacere di raccontarle...
La ragazza mostra preoccupanti segni di comportamento ossessivo compulsivo. Eccone qualche esempio:
- ogni sera verso le 19, m'impone un "aperitivo", perchè per staccare e rilassarsi è necessario un bicchiere di vino. Quando, come ieri, dopo l'aperitivo andiamo a cena fuori per celebrazioni varie, capita di trovarsi in un ristorante trendy sbronzi di Bloody Mary e cocktail Martini prima ancora dell'antipasto, con somma gioia di chi si trova a dover tradurre ciò che biascichiamo entusiasti;
- con la scusa di mantenere la pelle morbida e giovane, ella acquista creme, olii e cosmetici vari in gran copia, costringendomi peraltro a partecipare quotidianamente ad un giochino online per vincere un fondamentale e prestigiosissimo burro al mango. Giuro che se vinco mi ci faccio una tartina;
- la fanciulla prova l'horror vacui di fronte a ciò che si mette in tavola, soprattutto in presenza di ospiti. Preparare una cena per 4 equivale immancabilmente a cucinare per 8 lottatori di sumo a dieta da una settimana. Il meglio viene quando è ora di fare le dosi per il risotto; ogni volta i pugni di riso pro capite aumentano, causando furiosi litigi. Ormai anche i suoi famigliari sono convinti che l'insaziabile creatura sia morta d'inedia in un'esistenza precedente.
Ovviamente anche il sottoscritto ha le proprie manie, che alcuni di voi ben conoscono. Lascio a Fede il piacere di raccontarle...
giovedì 1 giugno 2006
Adieu
Comicia lo strazio. avete presente quella somma scassaballe di Rossella O'hara attaccata alla tende di Tara che si lamenta, frigna etc. Eccomi a voi, ma qui mi attacco solo alle tapparelle. Devo partire tra poche ore. Ebbene si' me ne vo a Toronto a fare una mitica summer school che si preannuncia strafica e divertente. Vedro' anche le cascate del Niagara. Dopo Marylin, io.
Ma comunque. Mi angoscio come per ogni partenza. Prima di trasferimi qui ciondolavo dalla mamma dicendole: ma quel maledetto del Pucciu perche' se ne e' andato e ora devo andare anche io, mamma non voglio piu'. Mia mamma, a cui il solo pensiero di riavermi in casa fa venire male, mi rispondeva con un materno: eh no, e che c***o ! adesso vai. Hai anche vinto la borsa.
Tant'e' io patisco le partenze. E come faccio per 3 settimane 3 senza il Pucciu? Adesso e' nel suo pieno fulgore, capello a moquette, pallore da topo di biblioteca, barba arruffata. Come faccio a separarmene? Sono fatta di carne anche io!
Inoltre, abbiamo passato le ultime due serate due a ubriacarci per festeggiare i compleanni, e a scassarci di cibo. Sono orgogliosa di noi, siamo riusciti a mangiarci un bel coniglietto pure a Cincinnati. Ah, che soddisfasiun andare dagli schizzinosi americani e dirgli che mi sono mangiata il coniglio. Fa un po' esotica selvaggia? Magari gli dico pure che l'ho mangiato crudo...
Comunque, a chi passa di qua, adieu. Ma avrete mie notizie da Toronto. Rassicuratevi.
Ma comunque. Mi angoscio come per ogni partenza. Prima di trasferimi qui ciondolavo dalla mamma dicendole: ma quel maledetto del Pucciu perche' se ne e' andato e ora devo andare anche io, mamma non voglio piu'. Mia mamma, a cui il solo pensiero di riavermi in casa fa venire male, mi rispondeva con un materno: eh no, e che c***o ! adesso vai. Hai anche vinto la borsa.
Tant'e' io patisco le partenze. E come faccio per 3 settimane 3 senza il Pucciu? Adesso e' nel suo pieno fulgore, capello a moquette, pallore da topo di biblioteca, barba arruffata. Come faccio a separarmene? Sono fatta di carne anche io!
Inoltre, abbiamo passato le ultime due serate due a ubriacarci per festeggiare i compleanni, e a scassarci di cibo. Sono orgogliosa di noi, siamo riusciti a mangiarci un bel coniglietto pure a Cincinnati. Ah, che soddisfasiun andare dagli schizzinosi americani e dirgli che mi sono mangiata il coniglio. Fa un po' esotica selvaggia? Magari gli dico pure che l'ho mangiato crudo...
Comunque, a chi passa di qua, adieu. Ma avrete mie notizie da Toronto. Rassicuratevi.
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